Altipiani Veneti e Trentini, montagne vissute
itinerari tra natura e storia
Un territorio vastissimo, difficilmente immaginabile da chi non l'ha misurato personalmente con le proprie gambe.
Un territorio, fortunatamente, ben poco antropizzato.
I paesi si concentrano nella conca di Asiago e sulle due strade che si allungano verso Enego, ad est, e Rotzo ad ovest,
e poi tra le borgate di Lavarone e Folgaria.
Ben poca cosa, tutto sommato, Tonezza.
Però anche gli anfratti più reconditi hanno storia vissuta da raccontare.
Numerose le tematiche d'interesse di un così articolato e vasto ambiente.
Motivi sportivi, storici, antropologici, culturali e, naturalmente, naturalistici.
- Prepotente s'impone la storia contemporanea che vide su questa terra i tragici avvenimenti della
prima guerra mondiale.
Non un metro di terreno venne risparmiato, ovunque cicatrici ancora molto evidenti nei
luoghi delle battaglie.
Interessantissima poi la visita ai forti sugli altipiani che per la loro posizione strategica e panoramica possono essere il filo conduttore non solo per capire gli avvenimenti legati ai preparativi antecedenti la grande guerra e la prima fase della guerra, ma pure la struttura geofisica stessa degli altipiani.
Da est ad ovest, in una ricerca sistematica ma non cronologica, i principali obiettivi d'interesse potrebbero essere:
- Questo, tuttavia, non deve farci dimenticare che la storia dell'altipiano affonda nella notte dei tempi. Tra mistero e fascino immenso possiamo trovare tracce che coprono i trentamila anni precedenti la prima guerra mondiale. Qui s'impone una panoramica cronologica:
- quel sasso, l'Altar Knotto (o Khnotto) detto anche 'el scagno del diavo
lo',
cos'è? E quel luogo è uno di quei posti da lasciare davvero senza fiato...
- l' Alta Kugela un riparo per gli uomini preistorici
- la voragine Tanzerloch - il buco delle danze dei folletti e delle streghe
- e l'altrettanto misteriosa cittadella degli gnomi, lo Spizegonoto,
il terzo altare magico degli altipiani...
- la grotta di Ernesto
ad Enego. Una piccola frana l'ha tappata 10 mila anni fa, un ragazzino l'ha scoperta vent'anni fa,
...e vi ha trovato i resti delle battute di caccia di quei lontanissimi parenti.
- le flebili tracce dei graffiti della Val d'Assa,
proprio sotto il ponte di Roana, ancora misteriosi ed indecifrati.
- il sito archeologico del Bostel di Rotzo, un villaggio dell'età del bronzo.
- il villaggio preistorico di Monte Corgnon a Lusiana
- i forni fusori della Val d'Assa e del Vezzena
- la grande 'invasione' (o deportazione?) medioevale dei Cimbri. A Luserna il museo Cimbro
- la civiltà dei boscaioli con la monumentale trecentesca
'Calà del Sasso',
4444 gradini affiancati da una canaletta per trascinare a valle, sulla Brenta, i tronchi da condurre a Venezia
- la Torre Scaligera di Enego e le tracce del Castello
a picco sulla Valsugana, proprio sopra il Covolo del Butistone
- la 'Campana' di Contrà Campanella
a Lusiana. La più antica della regione
- la la valle dei Mulini a Lusiana
- il sentiero etnografico delle calchere a Lusiana
- il 'Palazzon' al Monte Caina di Rubbio
- il sentiero dei Cippi 1752,
sui confini della Serenissima Repubblica di Venezia
- il sentiero dei mulini nella valle della Covola a Gallio
- la civiltà delle malghe e del formaggio che punteggia con regolarità tutto il territorio
- la Belle Epoque, il progresso e il collegamento ferroviario da Schio ad Asiago
- Quindi gli straordinari 'monumenti' naturali, dell'Altar Knotto abbiamo già detto, ma numerose sono le opere d'arte della natura che colpiscono per la loro grandiosità:
- i Castelloni di San Marco, un immenso castello naturale, un labirinto
- la Città di Roccia al Monte Fior
- il profondissimo, spaventoso, canyon della Val Gadena
- le brulle, infinite, desolanti e solitarie pietraie tra l'Ortigara, Campigoletti,
Cima XII, Campogallina e
cima Portule
- le 'finestre' sulla Valsugana di Porta Molina, dell'Ortigara, di Porta Manazzo
- lo spettacolare panorama dallo Spitz Vezzena
- l'altrettanto spettacolare Becco di Filadonna
- le infinite doline carsiche
- la voragine Tanzerloch - il buco delle danze
- la caverna del Sciason
- la cascata del Pach a Rotzo
- le numerosissime voragini carsiche, riservate agli speleologi

- Infine, ma non ultimi, il bosco, le radure, i pascoli e le malghe. La vera anima degli altipiani.
E per capire ed amare l'immenso fascino di queste balze rocciose, coperte da boschi di larici ed abeti,
s'impone un mezzo che non concede scappatoie: usare le gambe.
Camminando oppure con la mountain bike o, ancora, con gli sci.
Gli altipiani, la 'Finlandia d'Italia' hanno tutti i numeri per imporsi come il più importante distretto per la pratica dello
sci nordico, con oltre 550 chilometri di piste battute,
il nordic walking (la camminat nordica, versione estiva dello sci nordico)
e la
mountain bike con un migliaio di chilometri di stradine sterrate e mulattiere.