Borgo Valsugana
E' l'antica
Ausugum, importante roccaforte romana a presidio della strada Claudia Augusta Altinate. La sua storia si fonde con la spettacolare mole di Castel Telvana, una storia lunga e travagliata.
Nel 1300 viene citato col nome di Borgum Ausugi, storpiatura popolare dell'antico nome indicante lo sviluppo urbano attorno all'antico nucleo. E' da sempre la 'capitale della Valsugana', favorita dalla splendida ed assolata posizione sull'importante arteria di comunicazione romana è sempre stata città a forte vocazione mercantile. Nel primo '800 un devastante incendio distrusse quasi completamente il borgo, ancora costruito gran parte di legno, che dovette essere ricostruito ex novo.
La bella cittadina conserva un fascino molto elegante nelle sue spaziose piazze e, come elemento caratterizzante, è attraversata dal fiume Brenta, qui ancora poco poco più che un grosso torrente, ed unita dal ponte romano. Caratteristici i porticati pedonali nel lungargine del fiume, famosa la
Scala a Telvana che conduce ai monasteri francescani e delle clarisse e prosegue con il
sentiero dei castelli, al cospetto delle affascinanti e vissute mura del Castel Telvana.
Numerosi personaggi della storia soggiornarono a Borgo Valsugana, sia per motivi di 'lavoro' (si pensi a condottieri Massimiliano I d'Austria, a Napoleone Bonaparte, a Vittorio Emanuele III), che di diletto come il pittore Giovanni Segantini e Alcide De Gasperi (che morì in Val di Sella il 19 agosto 1954).
Castel Telvana
A testimonianza di un magniloquente passato il movimentato aggregato bastionato di
Castel Telvana è il protagonista di uno tra i più spettacolari paesaggi del Trentino. E' la naturale icona di Borgo Valsugana.
Nell'avvicinarsi la magia cresce man mano, sembra di percorrere una stradina medioevale, ed in effetti questa mulattiera è una stradina medioevale, e dopo alcuni tornanti si raggiunge il retro del castello. Il colpo d'occhio è notevolissimo, le torri parzialmente diroccate e i muri 'vissuti' sprigionano un fascino da far trattenere a stento l'emozione.
Di proprietà privata non è visitabile internamente, ma è raggiungibile con una splendida mulattiera detta "sentiero dei castelli", con partenza dal centro storico di Borgo, salendo la scala Telvana, passando alla Chiesa dei Frati e dopo aver raggiunto il castello prosegue sulle pendici del monte Ciolino per raggiungere i resti di Castel San Pietro per uscire a Telve di Sopra.
La storia di questo castello è lunga e avventurosa. Un primo documento ci dice che fu distrutto dai Franchi nel 590, altri documenti provano le vicissitudini del tardo medioevo. Venne bruciato nel 1665 e quindi risistemato a residenza baronale.
Arte Sella, Artenatura - itinerario tra arte e natura.
In Val di Sella, ai lati della stradina forestale e nel bellissimo bosco circostante, artisti di fama internazionale, provenienti da varie parti del mondo, hanno lasciato i loro segni con installazioni di opere fatte usando esclusivamente materiali naturali reperiti sul posto.
Sono perciò opere fatte con sassi, rami, tronchi, liane, foglie, terra, ecc...
Sarà la natura che ne determina la durata e la sopravvivenza. Le opere sono lasciate al degrado naturale e possono durare qualche giorno, qualche mese o qualche anno, ma alla fine il bosco se le riprende e le decompone. Già questo ci lascia intuire il senso del tempo e dell'opera della natura, forse la prima riflessione per capire questa forma d'arte. Sono il tempo ed il bosco, come creatura vivente indistinta, gli elementi che sopravvivono, si rinnovano, trapassano il tempo stesso e ci ricordano che tutto il resto è polvere, cenere.
Ma queste opere hanno anche un fascino, diciamo così, proprio, anzi meglio: una loro collocazione nel tempo. Ed ecco la seconda riflessione.
Ma è arte moderna questa?
Sono opere fatte con materiali naturali reperiti sul posto abbiamo detto, ed eccola qui la magia, perché di vera magia possiamo parlare!
Ecco da dove nasce il loro fascino più profondo trasmettendo autentiche emozioni.
Sono costruzioni che ci sembra di aver sempre conosciuto, fanno parte del nostro patrimonio genetico... in fin dei conti sono costruzioni che sono da sempre esistite.
Una sublimazione che le fa a loro volta trapassare la caducità e le fa sopravvivere anch'esse alla polvere. Sono costruzioni che ci ricordano i nostri antenati preistorici, le loro capanne, i loro riti magici, il loro lavoro nel bosco. Lavoro che si è protratto per millenni fino alle soglie di questa nostra stanca 'civiltà'.
Eccola quindi la magia: sono macchine del tempo.
Ed infine il bosco con i suoi colori, le luci, gli umori, gli odori. Siamo in un museo che mai nessun architetto saprà imitare. Anche questa una grandissima emozione.
Volete un consiglio:
Evitate l'estate, le manifestazioni 'artistiche' e le giornate di affollamento e andate a visitare questo itinerario d'arte da soli, in una giornata di tardo autunno o nel primo inverno, possibilmente in un giorno feriale quando probabilmente non incontrerete nessuno. Scegliete una giornata di nebbia in pianura, qui certamente vi sarà un caldo sole ad illuminare il fuoco d'artificio di colori del bosco.
Attenzione: tutte le manifestazioni artistiche, le opere lasciate nel bosco, descrizioni e fotografie sono Copyright di Arte Sella. E' espressamente vietato fare fotografie anche per uso personale. Nei giorni festivi estivi alcuni luoghi di visita sono a pagamento.