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Ossario

la grande guerra e i luoghi delle battaglie - Altipiani Veneti e Trentini

Sacrario Militare Leiten - Asiago Altopiano dei Sette Comuni


Il Sacrario monumentale di Leiten, assieme a Redipuglia e Cima Grappa, è uno dei più grandi ossari della grande guerra. Simboli, epicentri e luoghi focali dei più importanti avvenimenti e delle più sanguinose battaglie di questa immane tragedia.

Sorge sopra un ampio colle che domina il centro di Asiago, dove un tempo esisteva l'omonima contrada documentata fin dal 1400, ora ridotta ad una caratteristica casa appena dietro l'imponente monumento.
Il toponimo è Cimbro, la lingua dell'antica popolazione di origine bavarese che ha mantenuto, se non la parlata, almeno le denominazioni significative del territorio.
Leiten (pronuncia Laiten) significa per l'appunto ondulazione collinare prativa.

Sul colmo di questa panoramicissima collina il 19 agosto 1932 è stata posta la prima pietra del grande monumento, ad arco trionfale quadrangolare, dedicato ai caduti sull'altopiano e custodisce le spoglie di quasi 55.000 (cinquantacinquemila), di cui almeno 33.000 ignoti, italiani e austro-ungarici.
Il progetto è dell'architetto veneziano Orfeo Rossato e l'opera è stata completata nell'ottobre 1936.
Il monumento è costruito interamente in marmo rosso locale, per reperire il quale vennero aperte alcune cave nei dintorni.
E' formato di una piattaforma alta 7 metri a pianta quadrata di 80 metri, dove sono raccolte le ossa dei soldati, da un grande arco trionfale in cemento armato rivestito in pietra, alto quasi 50 metri, posto sopra la piattaforma ad una ampia terrazza panoramica, e da un avancorpo che aggancia la monumentale scalinata posta al termine del lunghissimo viale in salita dal centro di Asiago.
I decori scultorei denotano il gusto retorico dell'epoca.
L'interno è austero e, naturalmente, triste, senza sfronzoli tra l'interminabile fila di nomi dei caduti.

I resti dei soldati italiani vennero trasferiti attorno al 1938, recuperandoli dai 36 cimiteri dei paesi dell'altopiano e dai numerosi piccoli cimiteri sparsi un po' ovunque.
I soldati austriaci vennero traslati da tre grandi cimiteri nei dintorni di Asiago alla fine degli anni sessanta.

Naturalmente il Sacrario non conserva le spoglie di tutti i caduti nell'altopiano.
Si pensi che nella sola battaglia dell'Ortigara vi furono almeno 35.000 morti in pochi infernali giorni, mentre le complesse azioni durante la Spedizione di Primavera richiesero un tributo di sangue di oltre 80.000 vittime.

Molti soldati vennero sepolti sul posto o in piccoli gruppi a formare minimali cimiteri spontanei, solo alcuni dei quali recuperati. Molti smembrati sono dispersi nei luoghi delle battaglie, molti altri vennero portati nelle retrovie a Bassano, Arsiero e perfino a Vicenza e Cittadella. Altri furono riportati nei luoghi di origine.

Si presume che i veri e propri cimiteri sparsi nell'altopiano fossero almeno 41, il più importante dei quali a Gallio con oltre 12.000 salme.
Rimangono ancora 5 cimiteri austro-ungarici, tra cui quelli al Mosciagh e 5 cimiteri inglesi, bellissimi e in mezzo ai boschi dei colli a sud di Asiago, in Barenthal (valle dell'Orso), visitati nel 1923 da Re Giorgio V d'Inghilterra e consorte.
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Sacrario Militare Leiten ad Asiago


L'Ossario monumentale è facilmente raggiungibile dal centro di Asiago e domina tutta la conca dell'altopiano.
Si raggiunge con una semplice passeggiata lungo il vialone alberato, con panchine.

L'orario di visita è 9:00/12:00 e 14:00/17:00 (o 15:00/18:00 orario estivo), tutti i giorni esclusi il lunedì e le principali festività.

All'interno del monumento si trova un piccolo museo con interessanti reperti della grande guerra e la descrizione degli avvenimenti sull'altopiano.

Per chi ha voglia di fare una semplice camminata, a fianco del cancello d'ingresso parte un sentiero, denominato "Sentiero Farragh" (pannello didattico in loco), che attraverso i campi, aggirando il grande Ossario, con bellissime vedute sul monumento stesso, sulla piana e sui colli che circondano Asiago, permette di raggiungere Gallio.
A Gallio vale la pena di salire all'evidente colle dove si trova il Sacello della Madonna del Carmine, da dove si può godere di una straordinaria panoramica sull'intera piana di Asiago.