
| Museo della navigazione fluviale e Castello di San Martino della Vaneza | ||||||
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| Archeopercorso del Bostel - Museo Diffuso (scheda) | |||
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la lunga alba preistorica |
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Senza contare del paleolitico inferiore, oltre 200 mila anni fa, le tracce preistoriche si spingono nel paleolitico medio,
tra i 100 e i 200 mila anni fa, con reperti di oggetti in selce e ripari in grotta. Più copiose le tracce del paleolitico superiore e del mesolitico inferiore, a cavallo tra le glaciazioni di Riss, di Wurm ed il periodo postglaciale Wurm (penultima glaciazione), tra i 60 e i 100 mila anni fa. E' di quest'ultimo periodo l'estinzione dell'Uomo di Neandertal e il definitivo imporsi del Sapiens. Per un certo periodo le due specie si sovrapposero e, con tutta probabilità, convissero. Questi uomini preistorici, praticamente già evoluti al nostro pari (forse anche più evoluti... considerando certi personaggi spettacolo-moda attuali) frequentavano le caverne e si dedicavano alla caccia. Tracce importanti, che si spingono anche al 100 mila, sono state rinvenute nello straordinario sito archeologico di Ponte Veja (Lessini) una vera e propria miniera-fabbrica per la lavorazione della selce, esportata in tutta Europa! Altri luoghi importanti nei Berici, al Broion, nel lago di Fimon e, soprattutto, nella grotta di San Bernardino, con tracce che si spingono al 200 mila (e forse oltre... da far venire i brividi...). Quindi l'ultima glaciazione ed il periodo post-glaciale, tra i 3 e i 20 mila anni fa, con l'età del rame, del bronzo e del ferro. Di quest'epoca l'Uomo del Similaun, straordinaria rinvenimento, ma anche le sepolture del Mondeval (Selva di Cadore), di Val Rosna (Zorzoi di Sovramonte), la Grotta di Ernesto (Altopiano Asiago), e moltissime altre. Dell'età del ferro le numerose testimonianze di castellieri sui cocuzzoli di molti colli (come il Noal di Sedico) e le numerosissime 'Motte' nei terreni alluvionali di pianura (come Motta AEniana, poi Montagnana, la motta su cui fu edificata Cittadella e 'Le Motte' di San Martino di Lupari). Siamo praticamente già in epoca storica, con popolazioni riunite in tribù, vita artigianale e commerciale evoluta, armi e guerre organizzate. Principale popolazione furono i Reti, dal nome della divinità Retia, insediati soprattutto nella parte montana Veneto-Trentina e che ebbero autonimia propria fino alla, non del tutto riuscita, colonizzazione romana. La paludosa grande pianura venne colonizzata con più difficoltà e vide l'insediamento degli Heneti. |
civiltà paleoveneta |
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La civiltà PaleoVeneta, secondo Omero, Livio e Virgilio ed accreditata da studi moderni,
si sarebbe prodotta dalla fusione di abitanti indigeni della preistorica cultura Villanoviana Padana con gruppi di
Eneti (o Enetoi, o Heneti) provenienti dalla Paflagonia (Asia Minore - Turchia) tra i secoli XIII e XII a.C.
I centri più importanti furono Padova e, soprattutto, Este il centro dominante da cui dipendevano numerosi villaggi sparsi lungo le innumerevoli vie d'acqua. Attività principale per la quale erano famosi fu l'allevamento dei cavalli, oltre all'agricoltura e a forme artigianali di sussistenza. Poi vi furono, all'incirca tra i secoli VI-III a.C., contatti con la vicina civiltà Etrusca, molto evoluta, dalla quale i Veneti trassero i caratteri alfabetici. Quindi la preponderante influenza militare e culturale romana, nel I secolo a.C., che finì per assorbire l'originalità Veneta e farne la regione più ricca ed abitata dell'impero. |





civiltà romana e strade romane | |
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La strategica colonia militare romana di Aquileia fu fondata nel 181 a.C. Principale strumento della penetrazione e colonizzazione romana fu l'apertura della strada 'Via Postumia', nel 148 a.C., che collegava Genova ad Aquileia attraversando tutta la grande pianura padana. Fu dapprima essenzialmente lo strategico strumento militare di difesa romana contro i Galli, in questo appoggiati dalle popolazioni locali, per poi rivelarsi formidabile percorso di colonizzazione anche grazie alle vaste concessioni di terreni ai veterani dell'esercito. Le maggiori aree centuriate si trovano infatti ai limiti delle strade romane e alla Postumia in particolare. Il processo di romanizzazione fu compiuto con la concessione del pieno diritto di cittadinanza romana alle popolazioni Venete, avvenuto tra il 40, 50 a.C., quando vennero istituti i principali 'Municipium' romani, quali Acelum (Asolo), Tarvisium (Treviso), Feltria (Feltre), Patavium (Padova), Vicetia (Vicenza), Ateste (Este), Cologna Veneta, ecc. In epoca imperiale la costruzione della strada militare Claudia Augusta Altinate, congiungeva Altino, città paleo-veneta porto sull'Adriatico, alla Rezia, nella mai domata area danubiana. Alla caduta dell'Impero, la via Postumia fu uno dei principali cardini di penetrazione delle invasioni barbariche. | |
via Postumia |
da Genova ad Aquileia, costruita nel 148 a.C. attraversava tutta l'alta pianura padano-veneta | via Emilia Altinate |
costruita nel 175 a.C. proveniva da Vico Variano (Castelmassa), attraversava tutta la bassa pianura padano-veneta e raggiungeva Patavium (Padova) passando per Motta Aeniana (Montagnana), dove guadava l'Adige, ed Ateste (Este) |
via Annia |
Costruita nel 131 a.C. dal pretore Annio Rufo, collegava Atria (Adria) con Patavium (Padova), Altino, Concordia e Aquileia,
pur essendo solo parzialmente selciata (il basolato era posto solo nei centri urbani importanti) rimase in uso per tutto il periodo imperiale
e parzialmente anche nel periodo delle invasioni alto-medioevali. Lungo la via principale diverse centuriazioni, quali Altino, Noventa di Piave e Salgareda, Concordia (poi Concordia Sagittaria). Aveva numerose diramazioni a raggiungere centri minori, la più nota è la Via Antiga. |
via Popilia |
132 a.C. - Collegava Rimini, passando per San Basilio (Ariano Polesine), con Adria, dove incrociava la via Annia per proseguire con tracciato autonomo, più sul margine della laguna, verso Correzzola e Campagna Lupia per riunirsi con la Annia e raggiungere Altino. Nel tracciato ulteriori varianti formavano la Popilia Interna e Popilia Costiera e diramazioni come la nota Via Villadose. Ai margini della laguna di Venezia furono tracciate delle centuriazioni. |
via Della Lana (o via dell'Arzere) |
Da Patavium (Padova) a Marostica, principale centro laniero dove confluiva la materia prima dall'altopiano di Asiago, allora giurisdizione di Marostica, molto sfruttato con le greggi |
via Aurelia |
Da Patavium (Padova) ad Acelum (Asolo), per poi probabilmente proseguire lungo il Piave per il Municipium di Feltria |
strada imperiale militare Claudia Augusta Altinate |
15 a.C. -
Due percorsi principali che si riunivano sopra Trento. Il più importante partiva da Altino, passava le prealpi venete,
scendeva in Valbelluna, arrivava a Feltre per proseguire per l'altipiano Lamonese-Tesino e scendere in Valsugana,
passava per l'antichissimo maniero di Pergine Valsugana, per dirigere in Val d'Adige. L'altro percorso passava per Ostiglia (Mantova), dove probabilmente era una diramazione della Emilia, per passare per l'importante città romana di Verona e salire a Tridentum passando per la Val d'Adige. Vedi strada imperiale romana Claudia Augusta Altinate |
via Iulia Augusta |
Da Aquileia a Iulium Carnicum (Zuglio) a Auguntum (Lienz in Austria) e Virunum (Klagenfurt), lungo la valle del Tagliamento ed il passo Monte Croce Carnico |
via del Natisone |
Tra le importanti città di Aquileia e Forum Iulii (Cividale del Friuli) |
via Gemina |
Da Aquileia verso la Slovenia |
bibliografia storia antica e romana | ||
| titolo | autore | edizione |
|---|---|---|
| I Veneti e la civiltà Atestina | M.Stellin, F.Bortoli | ristampa |
| I Veneti antichi | Anna Marinetti | Cierre Edizioni - Sommacampagna, 2007 |
| Reitia, Dea dei Veneti | Piero Favero | Leonardo Editrice - Pasian di Prato (Ud), 2007 |
| Este preromana: una città e i suoi santuari - Este Veneta | Canova | |
| I Veneti dai bei cavalli | Canova | Regione del Veneto, Soprintendenza per i Beni Archeologici, 2003 |
| La cultura delle acque dei Veneti | F.Bortoli | 2003 |
| Lagole, santuario dei Veneti antichi | M.Stellin, F.Bortoli | 2001 |
| Le Venezia - itinerari archeologici | R.Mambella, L.Sanesi | Newton Compton |
| Padova e il suo territorio nell'antichità | Raffaele Mambella | Libreria Editrice Zielo - Editrice La Galiverna - Este 1991 |
| La Via Annia, memoria e presente | autori vari | Arsenale Editrice - Venezia, 1984 |
| Dai Heneti ai Veneti | P.Borsetto | |
| I Veneti | Loredana Capuis | |
| La leggenda di Antenore | L.Braccesi | Saggi Marsilio |
| Il territorio veronese dalle origini all'età romana | autori vari | Verona, 1980 |
| La preistoria in Valpolicella | Verona, 1981 | |
| Noi Celti e Longobardi | Gualtiero Ciola | Edizioni Helvetia - Venezia, 1987 |
| Preistoria e Storia tra Piave e Livenza | G.Buttazzi | Gruppo Archeologico del Cenedese, 1980 |
| La protostoria tra Sile e Tagliamento | autori vari | Esedra Editrice |