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| suddivisione in Diocesi dell'impero romano nel 300 d.C. con l'istituzione della Tetrarchia |
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| situazione amministrativa del XIV secolo nel periodo delle Signorie, prima della 'donazione' a Venezia (1404) |
bibliografia medioevo e storia medioevale | ||
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| titolo | autore | edizione |
| Archi e balestre nel medioevo | C.Natati, N.Telleri | Penne e Papiri Edizioni - 2006 |
| I Carraresi nel mondo signorile | Leonardo Panzarino | Tipografia U.Rigoni - Piove di Sacco 2005 |
| I da Camino. Capitani di Treviso, Feltre e Belluno, signori di Serravalle e del Cadore. | autori vari | 2003 |
| Il potere e la Nemesi, Francesco il Novello da Carrara e i suoi tempi | L.Panzarino | Tipografia Rigoni Piove di Sacco, 2001 |
| Vescovi, Signori, castelli - Conegliano e il Cenedese nel Medioevo | D.Canzian | 2001 |
| I mille anni del medioevo | G.Piccinini | Mondadori - 1999 |
| Nobili e re : l'Italia politica dell'altomedievo | P.Cammarosano | Laterza - 1998 |
| Castelli e opere fortificate nel Veneto | Pietro Marchesi | Canova - Regione Veneto - Istituto Italiano dei Castelli - 1997 |
| Sulle terre dei da Camino | G.Follador, E.Angella, P.Bongi | 1995/1997 (due vol.) |
| Castelli tra Piave e Livenza | AA.VV. Atti del III convegno. | Grafiche De Bastiani - Vittorio Veneto 1995 |
| Ezzelino III da Romano signore veneto | Giusto Geremia | Sugarco Edizioni 1994 |
| Storia dell'età medievale | S.Guarracino | Mondadori - Milano, 1992 |
| Storia dell'età medievale | S.Guarracino | Mondadori - 1992 |
| I Collalto. Linee, documenti, genealogie per una storia del casato | O. De Zorzi | 1990 |
| I castelli del Trentino | A.Gorfer | 4 volumi - Calliano 1958 / Saturnia 1990 |
| Il Castello di Andraz e le Miniere del Fursil | G.Loss, V.Pallabazzer, F.Chizzali | Feltre 1989 |
| Ezzelino tiranno di Padova | Alcide Salmaso | Libreria di Cultura - Conselve 1989 |
| Leggende dei castelli del Trentino | G.Borzaga | Manfrini Editori |
| I Longobardi a Vicenza | A.Previtali | |
il medioevo, il feudalesimo e l'incastellamento nella penisola italica |
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L'arroccamento in castelli da parte delle potenti famiglie locali
è tipico fenomeno avvenuto tra il IX e il X secolo, conosciuto anche come 'mutazione feudale',
conseguente alla crisi dell'impero carolingio e all'incalzare di nuove invasioni come quella degli Ungari. A differenza delle precedenti opere di fortificazione altomedioevali, che miravano più ad una difesa collettiva cittadina o dei luoghi strategici e che sfruttavano le precedenti strutture romane, l'edificazione diffusa di castelli costituì una rete efficente di difesa affidata in maniera gerarchica dall'imperatore ai propri vassalli. Ma la 'mutazione' feudale vera e propria si attuò allorquando i vassalli più forti delle varie aree si assicurarono una specie di 'indipendenza' rispetto all'imperatore e si posero in lotta tra di loro, in questo arroccati nei propri castelli che divennero centri di potere locale. Non a caso la crisi feudale avverrà qualche secolo dopo, quando a prevalere furono le mura delle città più grosse, con l'imporsi del potere comunale e una difesa più collettiva. Dall'alto dei loro castelli i vari signorotti esprimevano la loro egemonia territoriale e le guerre locali si concentravano sull'assalto dei beni castellani dell'avversario (senza comunque disdegnare le scorribande a carico dei contadini...). La diffusione dei castelli ebbe riflessi sulle tecniche militari e sul modo di fare la guerra. Le battaglie organizzate e in campo aperto, fin dalle ultime grandi battaglie romane, erano molto rare, mentre prevalevano i lunghi assedi di centri fortificati. Si privilegiavano gli assalti rapidi, le scorrerie, le imboscate e gli assedi. Famosa la battuta di Ezzelino III 'il tiranno' che procalmava 'presi per fame' quando i soldati estensi si arresero, non più capaci di resistere alle truppe del grande condottiero accampato attorno alla città, intente a gozzovigliare con le razzie attuate nelle campagne circostanti. I progressi nelle tecniche d'assedio, soprattutto dopo il XII secolo, copiate a Bizantini e Arabi, comportarono la conseguente evoluzione delle strutture difensive, come l'introduzione di torri rotonde e la sostituzione del legno con la pietra. La successiva rivoluzione difensiva si ebbe con l'introduzione delle armi da sparo e la costruzione di grandi mura, come le cinquecentesche mura veneziane di Padova, basse e in terrapieno. Il medioevo era già definitivamente alle spalle e la politica internazionale imponeva nuovamente grandi stati organizzati e opere di difesa mastodontiche. |
approfondimenti e links esterni |