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Roma, l'epoca romana nella Venethia et Histria e la caduta dell'impero


Nelle nostre regioni, più che di storia romana sarebbe corretto parlare di 'storia in epoca romana'.
Le civiltà veneto-istriane erano molto evolute e Roma non tentò mai di imporsi 'con la forza', ma cercò collaborazione dando in cambio importanti elementi di diritto e intervenne finanziando il 'riammodernamento' di numerose infrastrutture viarie e militari.

civiltà romana e strade romane : la Regio X - Venethia et Histria

La parte nord-orientale della penisola, abitata prevalentemente da popolazioni eredi dei Veneti Antichi, Euganei, Celti, Reti, Galli Cenomani, Galli Carni, Histri, fu l'ultima ad entrare a pieno titolo nella federazione di Roma, con pieno riconoscimento della cittadinanza e del diritto romano e la creazione dei Municipium.

L'area veneta non solo era molto civilizzata, ma era, e lo fu per tutto il periodo romano, la più ricca e fiorente dell'impero.
Era abitata di più di un milione di persone, dedite soprattutto ad una agricoltura molto specializzata. Il territorio agrario, all'imporsi della 'civilizzazione' romana, era già suddiviso in appezzamenti regolari, suddivisione che poi fu ricalcata (e copiata) dai romani con le centuriazioni date in concessione ai veterani legionari anche allo scopo di 'romanizzare' il territorio.

Il 'Venetorum anglus' (Tito Livio) venne riunito nella 'Regio Decima, Venethia et Histria'. Una circoscrizione (in totale erano 11) ideata da Cesare e delineata da Augusto, che tuttavia aveva solamente valore censuario e funzionale (per l'immediata individuazione del territorio), ma nessun significato militare e nemmeno amministrativo essendo il 'federalismo' romano demandato alle città romanizzate con i loro territori (agro).

Le principali città furono Aquileja (con l'insediamento di una colonia militare), in discussione il fatto che si fregiasse del titolo di 'caput' (capitale) anche se fu indubbiamente la città più importante, e poi Patavium (il più importante tra i 'municipium' e già la più importante città paleo-veneta), Altinum, Atria, Acelum, Tridentum, Feltria, Opitergium, Julia Concordia, Pola e altre.
Plinio parla di 'Venetia' riferendosi solamente alle città della pianura veneto-friulana e ad alcune isole lagunari, quindi bisogna distinguere tra la 'X Regio' augustea e la 'grande' Venetia del basso impero che inglobava praticamente tutto il triveneto.

I confini stessi di tutte queste 'macro-regioni' non sono mai ben individuati e le carte, tutte di epoca moderna, sono solamente delle approssimazioni convenzionali.
Tutta la materia andrebbe rivista in funzione degli studi e ricerche più recenti e, soprattutto, sfrondata di molti miti romaneggianti e romantici.
La romana fu una grande civiltà proprio per il fatto che permise ampia autonomia alle popolazioni locali che poterono mantenere i loro usi, costumi e lingue. Come pure utilizzò e sfruttò infrastrutture preesistenti.
Infine i 'coloni' romani (inteso come insediamenti soprattutto militari, vedi Aquileja) erano una esigua minoranza della popolazione. Buona parte della lingua e della civiltà veneto-friulana attuale deriva dal Veneto antico e non dal latino-romano, come troppo spesso si vorrebbe far credere.
Regio X Venetia et Histria
principali strade romane nel Veneto principali strade romane nel Friuli Venezia Giulia strada imperiale romana Claudia Augusta Altinate

strade di epoca romana

Importante considerare che le strade romane (viae) quasi sempre non furono nuove realizzazioni, bensí 'riciclaggi' (con opportune rettifiche) di antiche ed anche antichissime piste di comunicazione, come ad esempio le stesse Postumia e Gemina che realizzavano il collegamento con l'area danubiana, caratterizzata in antichità (e per decine di millenni) dalla "Via dell'ambra".
I romani furono abilissimi nel rendere facilmente praticabili queste 'infrastrutture' con interventi sulla pavimentazione stradale e, soprattutto, sugli elementi accessori quali ricoveri e luoghi di sosta ('stationes' che poi spesso divennero borghi e villaggi), ponti, torri di vedetta e castelli, castrum militari, ecc.
Ed anche di un sistema ben organizzato, razionale ed efficentissimo, di comunicazioni ottiche, funzionale alla sicurezza della viabilità stradale.

Le 'viae' furono il principale strumento strategico funzionale al progetto di civiltà romana.
Dibattuta è questione dei nomi delle vie, secondo molti attribuiti in epoca successiva anche a distanza di secoli, spesso per motivi letterari.
I nomi originali usati in epoca romana probabilmente erano per segmenti locali e richiamavano la località di partenza o di arrivo oppure situazioni geografiche locali. Infatti nella nota ed accreditata 'Tabula Peutingeriana' (la copia di una antichissima mappa dell'impero romano) non vi è traccia dei nomi di queste strade.

Altre osservazioni:
Quelle definite 'vie romane' devono essere viste come le attuali 'strade statali' o anche le attuali 'autostrade', di piste e vere e proprie carrabili ne esistevano moltissime altre a collegare praticamente tutti i paesi.
In altri casi con 'strada romana' ci si riferisce ad un percorso che in realtà di definito aveva solo la città di partenza e quella di arrivo, sul territorio invece esistevano diverse carrabili e molte 'varianti', a volte anche utilizzate a seconda della stagione o delle necessità (militari) e con percorsi anche molto diversi. Si pensi, ad esempio, alla non chiarissima situazione della 'Claudia Augusta Altinate', esisteva davvero o sono supposizioni moderne, passava per Praderadego o per la valle del Piave, si diramava verso Belluno e (l'attuale) Alemagna (da Alemanni...) o verso Cesiomaggiore e Feltre, scendeva a Trento, ecc... Di sicuro in tutti questi tratti incerti esistevano vie di transito di epoca romana (e sicuramente anche precedenti) molto frequentate.

La colonia militare romana di Aquileja fu fondata nel 181 a.C. (ma la città esisteva da ben prima e per fare un esempio con paragoni attuali si pensi alla base Nato a Vicenza, quando poi passasse alla storia per una colonia Usa).
Principale strumento della penetrazione e colonizzazione romana fu l'apertura della strada 'Via Postumia', nel 148 a.C., che collegava Genova ad Aquileja attraversando tutta la grande pianura padana.
Fu strumento militare di difesa (e conquista) romana contro i Galli, in questo appoggiati dalle popolazioni locali, e poi formidabile percorso di colonizzazione grazie alle vaste concessioni di terreni ai veterani dell'esercito. Le maggiori aree centuriate si trovano infatti ai limiti delle strade romane (meglio sarebbe dire 'romanizzate') e alla Postumia in particolare.

Il processo di romanizzazione fu compiuto con la concessione del pieno diritto di cittadinanza romana alle popolazioni Venete, avvenuto tra il 50, 40 a.C., quando vennero istituti i principali 'Municipium' romani.
Di epoca imperiale la costruzione della strada militare Claudia Augusta Altinate. Congiungeva Altino, città paleo-veneta porto sull'Adriatico, alla Rezia, nella mai domata area danubiana.
Tuttavia anche questa strada ricalcava antichissimi tratturi preistorici, infatti percorreva dorsali e valichi montuosi, preferiti alle vallate paludose, insicure e non sempre praticabili.

Alla caduta dell'Impero, la via Postumia fu uno dei principali cardini di penetrazione delle invasioni barbariche.

via Postumia

da Genova ad Aquileja, costruita nel 148 a.C. attraversava tutta l'alta pianura padano-veneta

via Emilia Altinate

costruita nel 175 a.C. proveniva da Vico Variano (Castelmassa), attraversava tutta la bassa pianura padano-veneta e raggiungeva Patavium (Padova) passando per Motta Aeniana (Montagnana), dove guadava l'Adige, ed Ateste (Este)

via Annia

Costruita nel 131 a.C. dal pretore Annio Rufo, collegava Atria (Adria) con Patavium (Padova), Altino, Concordia e Aquileja, pur essendo solo parzialmente selciata (il basolato era posto solo nei centri urbani importanti) rimase in uso per tutto il periodo imperiale e parzialmente anche nel periodo delle invasioni alto-medioevali.
Lungo la via principale diverse centuriazioni, quali Altino, Noventa di Piave e Salgareda, Concordia (poi Concordia Sagittaria).
Aveva numerose diramazioni a raggiungere centri minori, la più nota è la Via Antiga.

via Popilia (o Popilla)

132 a.C. - Collegava Rimini, passando per San Basilio (Ariano Polesine), con Adria, dove incrociava la via Annia per proseguire con tracciato autonomo, più sul margine della laguna, verso Correzzola e Campagna Lupia per riunirsi con la Annia e raggiungere Altino. Nel tracciato ulteriori varianti formavano la Popilia Interna e Popilia Costiera e diramazioni come la nota Via Villadose. Ai margini della laguna di Venezia furono tracciate delle centuriazioni.

via Della Lana (o via dell'Arzere)

Da Patavium (Padova) a Marostica, principale centro laniero dove confluiva la materia prima dall'altopiano di Asiago, allora giurisdizione di Marostica, molto sfruttato con le greggi

via Aurelia (o Aurilla)

Da Patavium (Padova) ad Acelum (Asolo), per poi probabilmente proseguire lungo il Piave per il Municipium di Feltria

strada imperiale militare Claudia Augusta Altinate

15 a.C. - Due percorsi principali che si riunivano sopra Trento. Il più importante partiva da Altino, passava le prealpi venete, scendeva in Valbelluna, arrivava a Feltre per proseguire per l'altipiano Lamonese-Tesino e scendere in Valsugana, passava per l'antichissimo maniero di Pergine Valsugana, per dirigere in Val d'Adige.
L'altro percorso passava per Ostiglia (Mantova), dove probabilmente era una diramazione della Emilia, per passare per l'importante città romana di Verona e salire a Tridentum passando per la Val d'Adige.
Altra variante è per Belluno e il Cadore.

- vedi strada imperiale romana Claudia Augusta Altinate

via Iulia Augusta

Erano la strade che da Aquileja ragiungevano il Norico (Austria), il nome Iulia Augusta è stato attribuito nel 1800 e scarsissime sono le documentazioni storiche. Da non confondere con la consolare via Julia Augusta tra Piacenza, la Liguria, Arles e la Gallia Meridionale.
Da Aquileja a Iulium Carnicum (Zuglio) e Auguntum (Lienz in Austria) o a Virunum (Klagenfurt).
In prossimità di Carnia (qualcuno indica Santa Lucia di Venzone), si sdoppiava. Una via percorreva la valle del Fella (Canal di Ferro) dirigeva verso Larice (Tarvisio) e Virunum. L'altra, attraverso la Valle del But (Canal di San Pietro), raggiungeva Aguntum con l'attraversamento del passo di Monte Croce Carnico.

via del Natisone

Tra le importanti città di Aquileja e Forum Iulii (Cividale del Friuli)

via Gemina

Raggiungeva il Norico ad Emona (Lubiana, Slovenia).
Scarsissime le documentazioni storiche, sembrerebbe derivare dalla XIII Legio Gemina, di certo la strada contribuì alla romanizzazione dell'Istria e della (attuale) Slovenia.
Da Aqujleia raggiungeva Tergeste (Trieste) e poi Flumen (Fiume, Rijeka). Probabilmente si diramava verso la Dalmazia e verso la Slovenia, seguiva le antiche tracce della via dell'Ambra.
Potrebbe essere vista come la prosecuzione della via Postumia, Più certo il fatto che lungo questa strada calarono le prime invasioni barbariche.

suddivisione del territorio agricolo, centuriazioni e concessioni ai reduci legionari

schema centuriazione romana mappa dell'agro patavino

le principali aree centuriate

  • centuriazione di Aquileja
  • centuriazione di Iulia Concordia (40 a.C.) (Concordia Sagittaria), all'incrocio della via Postumia con la via Annia
  • centuriazione di Altino, lungo la via Annia confinante con il graticolato dell'Agro Patavino
  • il graticolato romano di Camposampiero, l'Agro Patavino (I sec.), tra la via Aurilla (Padova-Asolo) e la Desman
  • centuriazione di Treviso, a nord di Treviso sulla via Postumia
  • centuriazione di Cittadella-Bassano, sull'asse della via Postumia (più a nord di Cittadella) e la 'vecchia' Bassanese (più ad est dell'attuale strada Valsugana)
  • centuriazione di Asolo (50 d.C.), tra la via Aurelia e la Postumia
  • centuriazione di Oderzo (50 a.C.)
  • centuriazione del Conselvano-Piovese, sull'asse della via Annia (Adria-Padova-Aquileja)
  • centuriazione di Cologna Veneta, tra Cologna Veneta e Montagnana
  • centuriazione di Adria
storia di Roma

bibliografia storia antica e romana, impero romano

titoloautoreedizione
La caduta dell'Impero romanoPeter HeaterGarzanti
Barbari, immigrati, deportati nell'Impero romanoAlessandro BarberoLaterza
Armi e guerrieri di Roma anticaYann Le BohecCarocci
La fine del mondo anticoSanto MazzarinoBollati Boringhieri
La strada per il NoricoF.OrioliLibreria Editrice Goriziona - 2001
Il museo archeologico nazionale e le aree archeologiche di AltinoM.TirelliEd. Programma - Padova 1993
Le strade romane della Venetia e dell'HstriaL.BosioEd. Programma - Padova 1991
Padova e il suo territorio nell'antichitàR.Mambella Libreria Zielo La Galiverna - Este 1991
Dal Pilpotis al DogeCarlo FrisonLibraria Padovana Editrice
La Via Annia, memoria e presenteautori variArsenale Editrice - Venezia, 1984
Declino e caduta dell'Impero romanoEdward GibbonMondadori (ristampa, originale del 1776)