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Vittorio Veneto

Vittorio Veneto - colli trevigiani prealpi trevigiane/bellunesi

Vittorio Veneto Vittorio Veneto e il cenedese


La cittadina è costituita da due centri di origine pre-romana e romana (e altre borgate minori) limitrofi ed autonomi che nel 1886, con l'unità d'Italia, furono riuniti in un unico comune col nome del re Vittorio (Emanuele II), e denominata Vittorio Veneto dopo la prima guerra mondiale (1923), in memoria della vittoria.

Theneda - Ceneda

a sud, di origine pre-romana, nel VII secolo fu importante ducato longobardo e poi, con le riforme dei Franchi di Carlo Magno, sede vescovile. Ancor oggi è dominata da quello che fu il longobardo Castello di San Martino, poi palazzo vescovile.

Saraval - Serravalle

a nord sulla stretta che chiude la valle del Meschio, di origine romana, potentemente fortificata in epoca barbarica, nel 1174 divenne feudo dei Da Camino.

I tratti cittadini più caratteristici sono dovuti alla lunga epopea veneziana...

dell'area vittoriese fanno parte alcuni interessanti Comuni

  • Tarzo
  • Revine Lago
  • Colle Umberto (Col de Tithian)
  • Fregona
  • Cordignano
  • Cappella Maggiore
  • Sarmede
Serravalle Vittorio Veneto

conoscere e vedere a Vittorio Veneto e vittoriese

  • musei
    • Museo della battaglia di Vittorio Veneto - www.museobattaglia.it
    • Museo del Cenedese
    • Museo di scienze naturali "A. De Nardi" - c/o Seminario Vescovile di Ceneda
    • Museo diocesano d'arte sacra "A.Luciani" - c/o Seminario Vescovile di Ceneda
    • Museo palazzo "Minucci De Carlo"
    • Museo del baco da seta
    • Museo geologico - Nove di Fadalto

manifestazioni e avvenimenti ricorrenti a Vittorio Veneto e vittoriese

  • 22 agosto - festa di Sant'Augusta

Serravalle di Vittorio VenetoSerravalle

Il nucleo abitato stringe le antichissime strutture militari funzionali al controllo dello stretto passaggio (da cui Serravalle) lungo l'importantissima strada Alemagna che sale a Belluno e nel Cadore.

Monete romane attestano che il luogo era fortificato in epoca romana, avamposto dell'agro centuriato della città romana di Opitergium, e probabilmente ancor prima in epoca paleo-veneta.
Il castello subì l'assedio degli Ungari (903) e fu rafforzato ed ampliato con la signoria dei Da Camino (1154-1335).
Successivamente, con il dominio della Serenissima (1337), sede del Rettore Veneto di Serravalle fino al 1769, quando il palazzo pretorio crollò e fu quasi completamente demolito per ordine veneziano.

Le forme attuali sono dovute al restauro, curato dall'ing. Francesco Troyer, avvenuto nel 1930 ed incorpora anche il palazzo Fighera dove vi sono ancora i segni del combattimento avvenuto nelle ultime ore di fuoco della prima guerra mondiale, il 3 novembre 1918.

A difesa del Castrum e della città, fin dal I secolo a.C., vennero edificate imponenti mura, in parte ancora visibili.
Oltre al castello le stesse mura vennero rafforzate nell'alto medioevo per proteggere la città dalle incursioni barbare. Ad opera di Gabriele III Da Camino vennero nuovamente rafforzate e raccordate con la terza cerchia muraria che così diventava un tutt'uno con le torri di vedetta poste dove ora sorge il Santuario di Sant'Augusta e più in alto la Turris Nigra (o torre del re Matruch), della quale rimangono dei ruderi malmessi dovuti al terremoto del 1873, sul monte Marcantone.

Il Duomo di Serravalle, dedicato a Santa Maria Nova, è stato costruito dove esisteva la chiesa madre del 1300. Venne ultimato nel 1779 su progretto dell'architetto Domenico Schiavi da Tolmezzo. All'interno sono conservate opere di Francesco da Milano (XV secolo), Tiziano Vecellio (1490-1576) e affreschi di Gian Battista Canal (1745-1825).
Il campanile risale al XIV secolo, mentre sul retro vi era una delle antiche porte di Serravalle, la "Porta del Terraglio" (1337), demolita nel 1931. Qui ora si trova la monumentale scalinata che conduce al Santuario di Sant'Augusta.

English The origins of Serravalle Castle are long lost in time. Roman coins, found in its interior, remind us that it must hove been a fortified place since ancient times.
It was reinforced and widened in the period of Caminese rule (1154-1335) during te domination of the 'Serenissima' (Serene Higness Venice Republic) and housed the Venice Rector of Serravalle until 1769 when the praetorian palace collapsed.
The actual form was restored during 1930 and incorporates Palazzo Fighera on which the marks of the italian gunshots during the last combats of the Vittorio Veneto battle, 3 nov 1918.

The walls remains belonged to the ancient fortification system of the I century b.C., the main fortification was situated in the Serravalle enclosure.
After the first barbaric invasion by Gabriele III Da Camino, the same fortification works were reinforced and widened in order to form part of the third wall circle that reached in summit of mount Marcantone where the Turris Nigra was located, the latter structure of which is still partly visible.

The Dome of Serravalle, dedicated to Santa Maria Nova, was buit where the original church stood, already existing at the beginning of 1300, and was finished in 1779 on a plan by architect Domenico Schiavi da Tolmezzo. Inside it collects works made by Francesco da Milano (XV century), Tiziano Vecellio (1490-1576) and frescoes painted by Gian Battista Canal (1745-1825).
Behind the Dome there was one of the ancient doors of Serravalle, the "Porta del Terraglio" (1337), demolished in 1931. Here there is now a monumental Stair which leads to Sant'Augusta Sanctuary.

Ceneda di Vittorio VenetoCeneda

Tracce archeologiche riconducono agli insediamenti pre-romani e romani attorno e sul colle di San Paolo e di San Martino.
Con l'invasione Longobarda (VI-VII sec.), Ceneda divenne importante Gran Ducato, suddivisione politico-militare longobarda tra il Piave ed il Tagliamento comprendente le Sculdasce di Belluno e Feltre.
Longobardi e Franchi edificarono un vero e proprio 'Castrum' sul colle di San Martino. Con la dominazione dei Franchi (VIII secolo) fu insediato il Conte-Vescovo, a seguito della distruzione della città romana di Oderzo (665) e la traslazione di San Tiziano nella chiesa madre di Ceneda.
Nell'897 vi fu la visita dell'illustre imperatore Berengario I a sancire la ricchezza e la potenza del Vescovo-Conte e l'importanza della città di Ceneda.

Ceneda e il suo castello subirono l'assedio degli Ungari (903) con gravi distruzioni.
Per tutto il XII secolo, non più potente come un tempo, Ceneda fu coinvolta nelle lotte tra comuni e signorie che tra alterne vicende videro al potere il Comune di Treviso, i Caminesi, i Conti-Vescovi di Belluno. Fu bruciata la cattedrale e trafugato il corpo di San Tiziano.
Nel 1337 arrivarono i veneziani che concessero larghe autonomie al feudo di Serravalle e al vescovo di Ceneda.

Il castello di San Martino venne riedificato nel 1420 dal vescovo Antonio Correr nelle forme attuali, più adatte a residenza signorile. Una galleria collegava anticamente il Castello di San Martino con il sottostante castello dei Romagno, non più esistente. Galleria chiusa nel 1882.

Altri gravi danni si ebbero a Ceneda con i terremoti del 1873 e del 1936, a seguito dei quali per il castello e per altri monumenti si intervenne con pesanti restauri.

English Ceneda - Castle of San Martino

It is the residence of the Ceneda bishop for at least eight centuries.
Founded in the mid VI century, it was likely to have been the residence of the longobard dukedom of Ceneda.
The existing structures date back to the medieval era and are possibly of the Roman age.
Destroyed during the Hungarians incursions (903), it was rebuilt by bishop A.Correr between 1420, thoughout the centuries it underwent different reworkings.

Museo del Cenedese

Il Museo è ospitato nell'antica Loggia della Comunità di Serravalle, elegante esempio di architettura veneziana di terraferma, costruito fra il 1462 ed il 1476 dai Podestà Gabriele e Domenico Venier, sopra un precedente palazzo probabilmente trecentesco.
Recenti restauri hanno messo in luce, sulla facciata dell'adiacente campanile (sec. XIV), un quadrante d'orologio che dovrebbe essere annoverato fra i più antichi d'Italia e d'Europa e di cui s'era perduta notizia fin dal 1487, anno in cui si sopraelevò la torre campanaria, sulla quale si installò un nuovo quadrante.
Questi restauri hanno riportato alla luce gli affreschi quattrocenteschi che si estendono sull'intera facciata del palazzo, opera di Dario da Treviso (sec. XV) e della sua Scuola.

Il Museo, inaugurato il 2 novembre 1938, venne così denominato dal suo fondatore, ing. Francesco Troyer (1863-1936), perché destinato a raccogliere e valorizzare memorie archeologiche, storiche ed artistiche dell'antico territorio 'Cenedese': adagiato tra Piave e Livenza, dalla Val Belluna al mare, coincidente con la metà settentrionale dell'antica Diocesi di Ceneda (713), poi di Vittorio Veneto.

Nella Loggia e nella Sala del Maggior Consiglio si possono ammirare gli affreschi di Francesco da Milano, pittore di origine lombarda ma attivo tra il 1502 ed il 1548 a Serravalle e nel territorio.
Oggi il Museo espone opere di straordinario interesse artistico. Sono pezzi storici di rilievo una Dormitio Virginis dei Moranzone, in legno dorato, (sec. XV) ed un bel rilievo in cartapesta della Madonna con il Bambino di Jacopo Sansovino. Di altrettanto fascino è l'acquaiolo fuso in argento da Vincenzo Gemito e opere di autori veneti e cenedesi: Giovanni De Min, Pietro Pajetta, Luigi Da Rios, Alessandro Zezzos, Aldo Rosolen, Delfino Varnier 'Peo' e Armando Tonello.
Una sala apposita è stata dedicata allo scultore Pasquale Alessio Giusti, detto Guido e ad opere di Marco Casagrande e Luigi Borro.
Molto interessante è anche la collezione "L'immagine della Resistenza", una mostra collettiva allestita nel 1985 per celebrare il 40 Anniversario della Liberazione con opere donate dagli autori: Toni Benetton, Aldo Bergonzoni, Alik Cavaliere, Pericle Fazzini, Nino Franchina, Renato Guttuso, Luciano Minguzzi, Augusto Murer, Arnaldo Pomodoro, Giò Pomodoro, Aldo Bergonzoni, Mino Maccari, Armando Pizzinato, Ernesto Treccani, Emilio Vedova e tanti altri.

Oratorio dei Santi Lorenzo e Marco della Confratenita di Santa Maria dei Battuti di Serravalle

L'Oratorio dei Santi Lorenzo e Marco venne eretto dalla Confraternita di Santa Maria dei Battuti, così chiamati perché, tra le altre pratiche penitenziali, compivano una processione pubblica in cui si percuotevano con un fascio di cordicelle terminanti in nodi.
La Confraternita era un'organizzazione laica che si dedicava all'assistenza dei bisognosi, provvedendo, presso l'ospedale e l'attigua cappella, alla loro 'cura materiale' e 'spirituale'. Venne istituita ufficialmente nel 1313, ma si stabilì in questo luogo forse già dalla fine del XIII secolo.

L'interno dell'Oratorio è quasi completamente ricoperto di affreschi, realizzati nel corso della prima metà del XV secolo da diversi artisti, riferibili alla cosiddetta 'pittura gotico devozionale'. Raffigurano le storie di San Lorenzo e le storie di San Marco. Lungo le pareti, i quattro Evangelisti e i Dottori della Chiesa, sulle volte delle due campate, ed una splendida Crocifissione, dietro l'altare maggiore.

contatti, informazioni e visite

ASSOCIAZIONE CULTURALE MAI
Servizio museale del Cenedese per la Città di Vittorio Veneto
Via Battisti n. 8 - 31029 Vittorio Veneto (TV)
www.maivittorioveneto.it

MUSEO DEL CENEDESE
Piazza Marcantonio Flaminio n. 1 - 31029 Vittorio Veneto (TV)
www.museocenedese.it
Serravalle Vittorio Veneto
bibliografia Vittorio Veneto e vittoriese
titoloautoreedizione
Mini guida turistica di Vittorio Venetoautori variAssociazione Turismo Vittoriese
Serravalle - Un itinerario nel tempo Associazione Serravalle Viva
Serravalleautori variAssociazione Serravalle Viva
Vittorio Veneto tra ottocento e novecentoM. Ulliana2005 - Canova Treviso
Vittorio Veneto, 1900-1980Ido Da Ros
I da Camino. Capitani di Treviso, Feltre e Belluno, signori di Serravalle e del Cadore.autori vari2003
Il VittorieseGiulio MarinoAssociazione Serravalle Viva
Vescovi, Signori, castelli - Conegliano e il Cenedese nel MedioevoD.Canzian2001
Vittorio Veneto e la Pedemontana tra Piave e LivenzaV.Ruzza2000 - Associazione Turismo Vittoriese
Sulle terre dei da Camino (2 vol)G.Follador, E.Angella, P.Bongi1995/1997
Guida del Vittoriese : storia, arte e folkloreFoti1982 - Tipse Vittorio Veneto
Pagine di storia e vita cenedeseB.Sartori1982 - Tipse Vittorio Veneto
La valle Lapisina tra storia e leggendaB.Sartori1982 - Tipse Vittorio Veneto
Guida di Vittorio Veneto e dintorniV.Ruzza1981 - Edizioni Marton Treviso
Pomponio Amalteo e le sue opereG.Truant1980 - Grafiche Pordenonesi
Tarzo - Signor d'antica terraB.Sartori1975 - Tipse Vittorio Veneto
indirizzi e numeri utili a Vittorio Veneto e vittoriese

Vittorio Veneto - Comune di Vittorio Veneto

Municipio : piazza Del Popolo, 14 - 31029 Vittorio Veneto
www.comune.vittorio-veneto.tv.it

- Museo del Cenedese

Piazza Marcantonio Flaminio, 1 - 31029 Vittorio Veneto
www.museocenedese.it
 

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