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Serravalle
Il nucleo abitato stringe le antichissime strutture militari funzionali al controllo dello stretto passaggio (da cui Serravalle)
lungo l'importantissima strada Alemagna che sale a Belluno e nel Cadore.
Monete romane attestano che il luogo era fortificato in epoca romana, avamposto dell'agro centuriato della città romana di Opitergium,
e probabilmente ancor prima in epoca paleo-veneta.
Il castello subì l'assedio degli Ungari (903) e fu rafforzato ed ampliato con la signoria dei Da Camino (1154-1335).
Successivamente, con il dominio della Serenissima (1337), sede del Rettore Veneto di Serravalle fino al 1769,
quando il palazzo pretorio crollò e fu quasi completamente demolito per ordine veneziano.
Le forme attuali sono dovute al restauro, curato dall'ing. Francesco Troyer,
avvenuto nel 1930 ed incorpora anche il palazzo Fighera dove vi sono ancora i segni del combattimento
avvenuto nelle ultime ore di fuoco della prima guerra mondiale, il 3 novembre 1918.
A difesa del Castrum e della città, fin dal I secolo a.C., vennero edificate imponenti mura, in parte ancora visibili.
Oltre al castello le stesse mura vennero rafforzate nell'alto medioevo per proteggere la città dalle incursioni barbare.
Ad opera di Gabriele III Da Camino vennero nuovamente rafforzate e raccordate con la terza cerchia muraria
che così diventava un tutt'uno con le torri di vedetta poste dove ora sorge il Santuario di Sant'Augusta
e più in alto la Turris Nigra (o torre del re Matruch),
della quale rimangono dei ruderi malmessi dovuti al terremoto del 1873, sul monte Marcantone.
Il Duomo di Serravalle, dedicato a Santa Maria Nova, è stato costruito dove esisteva la chiesa madre del 1300.
Venne ultimato nel 1779 su progretto dell'architetto Domenico Schiavi da Tolmezzo.
All'interno sono conservate opere di Francesco da Milano (XV secolo), Tiziano Vecellio (1490-1576) e affreschi di Gian Battista Canal (1745-1825).
Il campanile risale al XIV secolo, mentre sul retro vi era una delle antiche porte di Serravalle, la "Porta del Terraglio" (1337), demolita nel 1931.
Qui ora si trova la monumentale scalinata che conduce al Santuario di Sant'Augusta.

The origins of
Serravalle Castle are long lost in time.
Roman coins, found in its interior, remind us that it must hove been a fortified place since ancient times.
It was reinforced and widened in the period of Caminese rule (1154-1335) during te domination of the 'Serenissima' (Serene Higness Venice Republic)
and housed the Venice Rector of Serravalle until 1769 when the praetorian palace collapsed.
The actual form was restored during 1930 and incorporates Palazzo Fighera on which the marks of the italian gunshots during
the last combats of the Vittorio Veneto battle, 3 nov 1918.
The walls remains belonged to the ancient fortification system of the I century b.C., the main fortification was situated in the Serravalle enclosure.
After the first barbaric invasion by Gabriele III Da Camino,
the same fortification works were reinforced and widened in order to form part of the third wall circle
that reached in summit of mount Marcantone where the Turris Nigra was located, the latter structure of which is still partly visible.
The Dome of Serravalle, dedicated to Santa Maria Nova, was buit where the original church stood, already existing at the beginning of 1300,
and was finished in 1779 on a plan by architect Domenico Schiavi da Tolmezzo.
Inside it collects works made by Francesco da Milano (XV century),
Tiziano Vecellio (1490-1576) and frescoes painted by Gian Battista Canal (1745-1825).
Behind the Dome there was one of the ancient doors of Serravalle, the "Porta del Terraglio" (1337), demolished in 1931.
Here there is now a monumental Stair which leads to Sant'Augusta Sanctuary.
Ceneda
Tracce archeologiche riconducono agli insediamenti pre-romani e romani attorno e sul colle di San Paolo e di San Martino.
Con l'invasione Longobarda (VI-VII sec.), Ceneda divenne importante Gran Ducato,
suddivisione politico-militare longobarda tra il Piave ed il Tagliamento comprendente le Sculdasce di Belluno e Feltre.
Longobardi e Franchi edificarono un vero e proprio 'Castrum' sul colle di San Martino.
Con la dominazione dei Franchi (VIII secolo) fu insediato il Conte-Vescovo, a seguito della distruzione della città romana di Oderzo (665)
e la traslazione di San Tiziano nella chiesa madre di Ceneda.
Nell'897 vi fu la visita dell'illustre imperatore Berengario I a sancire la ricchezza e la potenza del Vescovo-Conte
e l'importanza della città di Ceneda.
Ceneda e il suo castello subirono l'assedio degli Ungari (903) con gravi distruzioni.
Per tutto il XII secolo, non più potente come un tempo, Ceneda fu coinvolta nelle lotte tra comuni e signorie
che tra alterne vicende videro al potere il Comune di Treviso, i Caminesi, i Conti-Vescovi di Belluno.
Fu bruciata la cattedrale e trafugato il corpo di San Tiziano.
Nel 1337 arrivarono i veneziani che concessero larghe autonomie al feudo di Serravalle e al vescovo di Ceneda.
Il castello di San Martino venne riedificato nel 1420 dal vescovo Antonio Correr nelle forme attuali, più adatte a residenza signorile.
Una galleria collegava anticamente il Castello di San Martino con il sottostante castello dei Romagno, non più esistente. Galleria chiusa nel 1882.
Altri gravi danni si ebbero a Ceneda con i terremoti del 1873 e del 1936,
a seguito dei quali per il castello e per altri monumenti si intervenne con pesanti restauri.
Ceneda - Castle of San Martino
It is the residence of the Ceneda bishop for at least eight centuries.
Founded in the mid VI century, it was likely to have been the residence of the longobard dukedom of Ceneda.
The existing structures date back to the medieval era and are possibly of the Roman age.
Destroyed during the Hungarians incursions (903), it was rebuilt by bishop A.Correr between 1420,
thoughout the centuries it underwent different reworkings.