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il medioevo ed il Veneto - dalla caduta dell'impero romano alle signorie

Veneto e medioevo - dalla caduta dell'impero romano alle signorie

cronologia epoca romana: il declino dell'Impero Romano fino al 394
separazione dell'impero in Orientale e Occidentale


Declino e caduta dell'Impero Romano e prime scorribande barbare.
E' del 167 il primo scacco militare ad opera dei Marcomanni.
Quindi una pressione contiuna dai confini orientali del Friuli, fino al dilagare incontenibile del V secolo.

Più che la causa della caduta del più grande ed importante impero dell'antichità, si dovrebbe parlare di con-cause.
E più che di invasioni si dovrebbe parlare di migrazioni di popoli, spesso spinti da est da migrazioni di altri popoli asiatici.
Una civiltà matura, erosa dal suo interno innanzitutto da 'giochi' politici. Una amministrazione pubblica sempre più dominata da una burocrazia elefantiaca, corruzione e concussione sempre crescente, forbice della disparità sociale incontenibile, crisi economica e sociale in particolare con la contrapposizione tra la campagna e la 'ricca' città, difficoltà sempre crescente nel trovare la manodopera (gli schiavi) per coltivare i latifondi, aumento continuo della tassazione, dimensione territoriale talmente vasta da divenire incontrollabile, centralizzazione e statalizzazione sempre più spinta (nei tempi di massimo splendore lo stato romano si reggeva su un'ampia autonomia locale), erosione di territori da parte dei 'barbari' anche con rivolte popolari nei territori mai completamente sottomessi quali quelli dell'area Danubiana dove, non a caso, dilagarono le ondate di invasori, popolazione in forte decrescita anche per i nuovi 'flagelli' quali le prime pestilenze e malattie portate dal contatto con popoli lontani, sempre crescente la difficoltà di reclutare soldati con conseguente 'appalto' ad intere legioni straniere (barbare), apparati dell'esercito sempre più esigenti ed intransigenti in fatto di richieste economiche, progressiva 'svendita' dei 'pezzi buoni' della proprietà pubblica a privati (oggi si direbbe privatizzazione), progressiva perdita di autorevolezza dello stato e consapevolezza della popolazione di appartenenza sociale e civile.
Ed infine Magister Militum (generali), quasi sempre barbari che si imponevano per la loro intelligenza e capacità, sempre più protagonisti, arrivisti e 'star' di una società sempre più debole.
Tutti sintomi ampiamente studiati della dinamica evolutiva di una civiltà, assimilabile alla vita: nascita, sviluppo, massima potenza, declino. Che per una civiltà dura tra uno e due millenni.

Sintomi che ci fanno riflettere sulla nostra situazione attuale.

E sul declino dell'impero s'innestano le cosidette 'invasioni barbare', in realtà popoli che da secoli stazionavano sulle frontiere nord-orientali, desiderosi soprattutto di partecipare alla 'ricchezza' (e bella vita) romana e di insediarsi nei fertili terreni, soprattutto della ricca pianura padano-veneta-friulana.

Più che una 'caduta' del grande impero si dovrebbe quindi parlare di 'evoluzione storica'.
Alla debolezza politica si tentano riforme sociali e istituzionali, quali la fallimentare 'tetrarchia', che fu premessa alla divisione dell'impero in orientale e occidentale.
L'occidentale venne smembrato in regni che furono la premessa agli stati medioevali ed attuali, l'orientale sopravvisse (e prosperò) per un altro millennio, con la geniale intuizione di Costantino di porre la capitale a Bisanzio, Costantinopoli, fino alla conquista Ottomana-Musulmana.
L'impero bizantino riconquistò parte della penisola italica e una sua 'costola' dette origine alla grande civiltà della Veneta Serenisima Republica che, fino all'arrivo di Napoleone, fu il ponte tra Oriente ed Occidente.

Su questo scenario di trasformazione dell'impero romano, grande importanza e influsso ebbe l'affermarsi del Cristianesimo, religione di pace e di giustizia sociale. Apostoli ed Evangelisti si spinsero nelle ricche terre Venete e Friulane e ad Aquileja (la seconda città dell'impero) il Patriarcato fu, per oltre un millennio, in concorrenza con la chiesa romana e ambrosiana, con radici più nel medio-oriente (bizantino) che nell'impero d'occidente (Carlo Magno) e dal quale si diramarono le chiese orientali fino alla 'grande Russia'.

Come telegraficamente illustrato la situazione è pertanto estremamente complessa ed affascinante, fortissimo stimolo di studio e comprensione.
Il 'buio' medioevo non fu un periodo 'vuoto e anarchico', più correttamente fu un periodo di profonde trasformazioni, momento di creazione che poco tempo aveva per l'autocelebrazione e la codifica autobiografica, per questo probabilmente così poco testimoniato e documentato.
 data avvenimento

167

La Decima Regione Romana (Triveneto e Istria)(il "giardino d'Italia" per definizione di Cicerone) viene invasa da barbari (=stranieri, non rozzi...) Marcomanni e Quadi. Oderzo e Aquileia vengono saccheggiate.
E' l'epoca dell'imperatore Marco Aurelio e, lo scacco militare, fu la prova che la frontiera nord-orientale era il settore militarmente più delicato dell'impero. Quasi un presagio per i secoli successivi. Segue l'offensiva militare di Marco Aurelio che porta i confini sul Danubio.

250

Feroce e sistematica persecuzione cristiana ad opera dell'imperatore Decio (pagano di origine Illirica).

253

Pressioni di popoli germanici ai confini nord orientali dell'impero. Attacchi dei Goti e dei Sarmati (dall'attuale Ungheria) e dei Franchi e Alemanni (dall'attuale Germania verso la Francia). Valeriano è Imperatore d'oriente ed insedia il figlio Gallieno quale Imperatore d'occidente a Roma. Gallieno passa alla storia per l'importante riforma dell'esercito romano e l'istituzione di un corpo di cavalleria di pronto intervento.

275

Gli Alemanni si spingono fino a Pavia, ma vengono fermati da Aureliano.

269

Vengono fermati i Goti da Claudio II.

293

Riforma di Diocleziano che fissa il decentramento amministrativo dell'impero. Viene istituita la Tetrarchia (suddivisione amministrativa in quattro parti e 12 circoscrizioni). Sarà un fallimento e la premessa per l'assolutismo di Costantino.

304

Persecuzione dei cristiani a Concordia (Saggitaria), nella 'casa del Centurione' (il veterano centurione che avrebbe colpito Gesù sulla croce) che leggenda vuole abbia ospitato l'Evangelista San Marco (e dove avrebbe scritto il Vangelo), vengono tumulati i martiri e creata una cappella detta 'Trichora'. Accanto ad essa venne poi edificata la Basilica paleo-cristiana di Concordia.

305

Abdicazione di Adriano obbligando alle dimissioni anche Massimiano, subentrano i due nuovi 'augusti' Galerio e Costanzo Cloro indicando Massimino Daia e Flavio Severo quali 'cesari'. Dal tetrarcato restava escluso l'ambizioso figlio di Costanzo Cloro, Costantino, che però rientrò in gioco alla precoce morte del padre.

305

Persecuzione cristiana a Padova, sul luogo del martirio viene edificata una prima cappella votiva dedicata a Santa Giustina.

311

Persecuzione di Diocleziano.

312

Vittoria di Costantino contro l'usurpatore Massenzio al Ponte Milvio.

313

Editto di Costantino a Milano e regolamentazione della religione cristiana. Fine (temporanea) delle persecuzioni cristiane.

314

Teodoro, vescovo di Aquileia, partecipa a pieno titolo al Concilio di Arles. E' la testimonianza dell'importanza della città romana di Aquileia, già, di fatto, importante diocesi ecclesiastica.

330

L'impero viene diviso in quattro parti, con a capo i "Tetrarchi". L'antica città romana di Bisanzio viene rinominata in Costantinopoli e diventa capitale dell'Impero Romano d'Oriente. L'imperatore Costantino è in constrasto con Roma, ancora pagana.

337

A Costantinopoli muore l'imperatore Costantino.

374

Gli Unni sconfiggono gli Alani sulle rive del Danubio.

375

Guerra tra Ostrogoti e Unni nel territorio dell'attuale Russia meridionale e Mar Nero. Gli Ostrogoti sono costretti alla migrazione. E' l'inizio delle ondate di invasione di barbari, spinti verso l'Italia da altre tribù provenienti dall'Asia centrale e dalla Mongolia ed attratti dalla ricchezza e dalla fertilità del suolo colonizzato dai romani, il cui impero denota pesanti segni di sfaldamento e decadimento.
Sarà una successione ininterrotta di passaggi di tribù barbare soprattutto sul territorio triveneto, porta verso il cuore dell'impero romano, segnati da devastazioni e saccheggi: Visigoti, Vandali, Svevi, Alani. Ancora i Visigoti che puntano direttamente al cuore dell'impero. Roma è saccheggiata ed incendiata.

378

Grave sconfitta romana a Adrianopoli. I Goti scorazzano nella Tracia (Bulgaria, Grecia) ed aprono le porte ad ulteriori invasioni. Viene tentata l'invasione di Costantinopoli ma fiene atrocemente fermata e messe le premesse perché i barbari non osaserro verso l'impero d'oriente.

380

Editto di Tessalonica, da parte di Teodosio I imperatore d'oriente, e proibizione delle religioni pagane.

381

Concilio di Aquileja, proseguimento e completamento del Concilio di Nicea, con la sanzione dell'eresia Ariana che negava la natura divina di Gesù, vi partecipò anche il Vescovo Ambrogio, patriarca di Milano.

389

Costruzione della basilica cristiana di Aquileja, consacrata dal Vescovo Cromazio, venerato come uno dei grandi pastori della chiesa aquilejese

391

16 giugno 391 - Da Aquileia dove si era recato per ordinare l'ampliamento della Basilica, l'imperatore Teodosio proclama la proibizione di sacrifici cruenti in tutto l'impero.

394

Teodosio sconfigge a Vipacco, non lontano da Aquileia, Eugenio, imperatore romano d'occidente. E' la cosiddetta "battaglia della bora", avvenuta durante l'infuriare della tempesta con l'esercito di Teodosio astutamente schierato a favore di vento.
L'impero viene temporaneamente nuovamente riunito. Poco dopo muore anche Teodosio I e l'impero viene spartito nuovamente tra i figli Arcadio ad oriente e Onorio ad occidente. E' la definitiva divisione dell'Impero.
L'esercito è capitanato da Stilicone, un generale di origine barbara. La "Venetia" e l'"Histria" sono terra di confine tra i due imperi e questa marginalità, unita alle caratteristiche geografiche, è cuneo e cerniera per l'infiltrazione delle tribù barbare che da secoli premevano dall'Europa centro-orientale.
Roma non è più la capitale dell'Impero.

396

Editto di Teodosio, il Cristianesimo viene riconosciuto religione ufficiale dello Stato Romano.

401

Invasione dei Visigoti. Saccheggio di Aquileia da parte di Alarico.

404

Ravenna è capitale dell'impero romano d'occidente.

410

Saccheggio di Roma da parte dei Visigoti guidati da Alarico.

451

Ultima grande vittoria romana, una grande coalizione guidata dal 'magister militum' (generale) Flavio Ezio comprendente anche gli ex-nemici Visigoti, contro Attila e altre tribù barbare alleate, ai Campi Catalaunici (Champagne, Francia).

452

Invasione Unna guidata da Attila. Distruzione di Aquileja.

476

Flavio Oreste, un comandante Germano al seguito di Attila, è magister militum dell'esercito romano d'occidente e tenta di gestire le truppe barbare. Marcia su Ravenna, depone l'imperatore Giulio Nepote e insedia il figlio Romolo Augustolo. Tuttavia gli eserciti barbari, non soddisfatti delle promesse nelle terre italiche, insediano Odoacre quale magister militum che uccide Oreste e detronizza Romolo 'Augustolo'. Viene costituito il regno italico e le insegne imperiali di Ravenna passano a Costantinopoli.
bibliografia epoca romana, medioevo e storia medioevale
titoloautoreedizione
La conversione dell'EuropaRichard FletcherCorbaccio
La parola ai barbariPeter WellsIl Saggiatore
Attila e la caduta di RomaChristopher KellyBruno Mondadori Editore
Gli UnniTimo SticklerIl Mulino
Gli ultimi condottieri di RomaAndrea FredianiNewton Compton
Padova e il suo territorio nell'antichitàRaffaele MambellaLibreria Editrice Zielo - Editrice La Galiverna - Este 1991
La Via Annia, memoria e presenteautori variArsenale Editrice - Venezia, 1984