
I Colli sono il polmone verde della città di Padova,
facilmente raggiungibili dalla città direttamente in bicicletta o in pochi minuti d'auto.
Le stradine sono in gran parte collegamenti secondari e solo le strade principali, di domenica, possono risentire di un po' di traffico. La zona collinare è, in effetti, una ragnatela di stradine che si prestano a giri in bicicletta, ma anche a tranquille passeggiate.
Molti sentieri si prestano alla pratica del nordic walking, in particolare il sentiero del Monte Grande da Passo Fiorine e il parco di Villa Draghi a Battaglia Terme.
Altro giro particolarmente adatto al nordic walking si trova tra il Monte Fasolo, il monte Rusta e villa Beatrice al Monte Gemola.
I Colli sono rinomati per le numerose trattorie molto frequentate di domenica, gli agriturismo e diverse rivendite dirette di vino.
Pur essendo circondati completamente da grandi insediamenti urbani, quali città come Padova, Abano Terme, Monselice, Este e da numerosissimi paesi, il cuore interno dei Colli è relativamente poco abitato. Oltre a qualche caratteristico paesetto, Teolo, Arquà, Valnogaredo, ecc..., si tratta perlopiù di case contadine sparse.
La vegetazione è rigogliosissima ed esuberante e può sorprendere chi, non conoscendo i Colli, se li immagina brulli ed assolati. Il clima sempre mite e la bassa quota permettono la frequentazione in tutte le stagioni, anche in pieno inverno.
L'Ente Parco Regionale dei Colli Euganei ha predisposto una serie di itinerari che permettono di conoscere i luoghi di maggior pregio naturalistico. Gli itinerari sono tabellati e segnalati e sono in distribuzione gratuita, presso tutti gli enti turistici locali, una serie di depliant illustrativi.
Escursionisticamente l'itinerario più interessante è l'anello con la salita a Rocca Pendice, il miglior punto panoramico della zona centrale dei Colli. Anche l'anello attorno al Venda, con la visita ai ruderi del Monastero degli Olivetani, è notevole. Interessante il lungo 'Anello Atestino' che percorre le parti meridionali del gruppo. Tutto sommato si tratta di escursioni facili, senza particolari difficoltà, dai dislivelli contenuti anche se si possono trovare sentieri e brevi scorciatoie con tratti ripidi.
Purtroppo in molte cime dei colli sono insediate imponenti strutture di antenne per telecomunicazioni, la più famosa è la grandissima e visibilissima (ormai parte integrante del paesaggio) antenna Rai del Venda, ma anche il monte Grande ed il monte Cero (e altri) hanno di queste strutture. Questo significa che la cima è accuratamente recintata, i fianchi del monte pressoché impercorribili, e solo una stradina asfaltata (buona per i ciclisti) raggiunge il cancello d'accesso. In parole povere: non è consigliabile mirare a queste cime a piedi.
Le migliori stagioni per percorrere i Colli a piedi sono il tardo autunno, quando numerosi alberi di castagno offrono il meglio di se,
e la primissima primavera.
In estate fa molto caldo e vi è, spesso, qualche pericolo d'incendio.
da ricordare : cartografia e problematiche dell'escursionismo nei Colli Euganei
- gli Euganei, anche se siamo all'interno di un parco regionale, sono colli molto antropizzati con situazioni urbanistiche-agricole
e di conseguenza stradali-sentieristiche in cambiamento,
si passa rapidamente da sistemazioni di sfruttamento territoriale al totale abbandono e rinselvatichimento
- le cartine escursionistiche attualmente in commercio sono inaffidabili, riportano sentieri non più esistenti
o impercorribili a causa della mancata manutenzione e del rinselvatichimento del sottobosco,
oppure non riportano strade o nuovi sentieri dell'Ente Parco
- medesima situazione anche per pubblicazioni di itinerari edite anche solo qualche anno fa
- le cartine dei depliant che promuovono sentieri 'preparati e valorizzati' dall'Ente Parco sono dettagliate, ma forse sono troppo dettagliate,
essendo tratte da carte tecniche mostrano anche i più piccoli dettagli
(serve comunque una buona lente di ingrandimento al seguito...), ma diventano incomprensibili a livello di orientamento,
oltre ad essere su basi cartografiche 'antiche' con accentuazione di tutti i problemi descritti ai punti precedenti
- i nuovi sentieri dell'Ente Parco sono 'lussuosi', perfetti, curati, rifiniti in ogni dettaglio, tabellati anche eccessivamente, panchinati,
soprattutto ben finanziati da 'progetti Europei', a volte vien da pensare di trovarsi in un 'parco...' (urbano).
Poco lontano vi sono sentieri, pur importanti, in completo abbandono e senza manutenzione (un tempo era a cura dei volontari Cai),
malmessi, rinselvatichiti, senza alcuna indicazione.
La cosa sarà 'burocraticamente' di difficile attuazione,
ma ci si chiede se sia possibile 'spalmare' soldi e lavori anche su sentieri più disgraziati figli di uno scarpone minore.
- altra conseguenza dei 'sentieri curati' è che volendo percorrere degli itinerari personalizzati,
partendo altrove e concatenando luoghi e sentieri vari diversi,
si incorre inevitabilmente in difficoltà di orientamento (rare le tabelle) e percorrenza (sentieri rinselvatichiti)
- vi sono numerosissime piccole cave abbandonate (le grandi e/o attive sono più evidenti), evitare assolutamente di uscire dai sentieri
e rispettare con attenzione recinti ed indicazioni, molto spesso deteriorati o divelti, per non esporsi a situazioni pericolosissime
- buona parte del territorio Euganeo è di proprietà privata, può involontariamente accadere che,
pur seguendo un sentiero segnalato e da secoli soggetto al diritto di passaggio,
si finisca all'interno di una proprietà recintata dal lato accessibile della strada con difficoltà di uscirne
- vecchie case isolate, un tempo in abbandono, sono state 'valorizzate' in 'villette esclusive e defilate' con recinzioni degne di fortezze
(è comprensibile con la criminalità che circola), ma ne consegue che stradine un tempo percorribili sono inaccessibili
- la cosa più grave dei due punti precedenti è che può capitare di imbattersi in cani che, come da minimo sindacale,
fanno il loro dovere
- viottoli e stradine defilate sono usati come 'parco divertimento' da 'sbandati' e 'coppiette',
ne conseguono devastazioni da ruote di auto, bottiglie, cartacce e materiali vari abbandonati
- abbiamo già ampiamente superato la soglia dell'anno 2000, eppure si possono ancora vedere cumuli di immondizie e materiali abbandonati
- si auspicano controlli da parte delle autorità e intelligenza da parte dei passanti, dei fruitori e dei proprietari