camminare nei Monti Berici e nell'area berica
Monti Berici, monti e non colli nonostante la modesta altezza che arriva a malapena ai 400 metri,
è un massiccio calcareo secondario rispetto alla catena prealpina e, in miniatura, ne rispecchia molte caratteristiche.
Tuttavia se ne discosta con caratteristiche proprie molto particolari, questo per la bassa quota e l'isolamento,
quasi un'isola tra i depositi alluvionali della grande pianura padana.
Il tozzo e basso massiccio è quasi completamente diviso da due profonde valli che penetrano profondamente verso il centro della struttura:
la Val Liona e la Valle di Fimon. L'unione è assicurata dalla dorsale tra San Giovanni in Monte e San Gottardo.
Paesaggisticamente si presenta con numerosi ambienti:
- la dorsale Lòngara-Sossano (area sud-est), con la boscaglia molto fitta e molto rigogliosa, con versanti abbastanza ripidi,
in particolare verso Lumignano (Longare) dove viene a giorno una ampia scogliera dolomitica con pareti verticali;
- la dorsale Monte Berico-San Gottardo (area nord-ovest), piuttosto articolata.
E' un territorio a ridosso della città ed è molto antropizzato.
- l'altipiano carsico tra Grancona e Orgiano, probabilmente l'area meno conosciuta del massiccio, poco abitata,
a vocazione agricola e con caratteristiche ancora molto integre;
- le valli paludose di Liona e di Fimon, con il noto lago di Fimon quale ultimo residuo delle grandi alluvioni dell'ultima glaciazione,
ma anche profondamente modificate dal lavoro di millenni di insediamenti umani;
- il piede tutt'attorno alla scarpata del massiccio, fortemente antropizzato,
tuttavia sempre molto interessante sia perché mondo di contatto con la cultura della campagna di pianura e sia,
vista la bellezza dei luoghi, prezioso scrigno di opere d'arte e ville maestose.
Si pensi solamente alla 'Riviera Berica' che inzia con 'la Rotonda' del Palladio per presentare una infilata incredibile di edifici
da Longare a Barbarano. Ma pure si pensi all'area di Brendola o di Lonigo.
A piedi gli itinerari sono numerosissimi e generalmente poco impegnativi.
Si va dalla più turistica e frequentata delle gite domenicali, la passeggiata attorno al
lago di Fimon,
a escursioni con un minimo di impegno, quali quelle nella zona escursionistica di
Lumignano.
Sono comunque tutte passeggiate di soddisfazione e spesso anche di grande suggestione.
La quota, modestissima, permette la frequentazione anche nel pieno della più fredda giornata invernale.
La primavera, da queste parti, è certamente il momento migliore.
Grandi fioriture erbacee, ma anche grandi estensioni di alberi in fiore.
Tranne che nell'altopiano carsico di Grancona-Lonigo, dove vi può essere qualche dubbio d'orientamento,
per il resto non vi sono problemi e comunque, vista la quota e le brevi distanze, da qualche parte si sbuca sempre senza difficoltà.
L'unico problema, semmai, può essere che campi ed estensioni di bosco sono di proprietà privata e spesso sono recintati.
Sicuramente da non trascurare sono le escursioni a Lumignano, nota anche come comoda
palestra di roccia,
ma anche la
Val Liona offre passeggiate davvero interessanti.
Il tutto è ben condito, e condizionato, dalle tracce storiche.
Castelli, ville, eremi, sentieri storici, contrade, mulini, campagne coltivate fin da tempi remotissimi, reperti archeologici,
qui tutto è importante eredità storica.
Una storia avvincente.
bibliografia escursionistica Monti Berici |
| titolo | autore | edizione |
Escursioni nei Colli Berici Un paesaggio collinare tra uomo e natura | Alberto Girardi | Cierre Edizioni 36 / 2000 |
| Le falesie d'arrampicata dei Monti Berici e Colli Euganei | A.Minetto L.Isolani L.Venezian | |
cartografia escursionistica Monti Berici e vicentino |
| titolo | editore | scala |
| Colli Berici - 1,2,3 | Berica Editrice | 1:20.000 |
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