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Serenissima Repubblica Veneta

Venezia e la Serenissima Repubblica Veneta

Serenisima Republica VenetaVenezia, la Serenisima - cronologia avvenimenti storici


dal 1000 alla fine del 1100


Venezia, la serenissima repubblica. Un millennio di storia.

Nata dagli insediamenti lagunari dei fuggiaschi Veneti e Friulani di fronte alle scorribande barbare dell'alto medioevo, protetta verso terraferma dall'impenetrabile laguna, aperta verso il mare quale sbocco naturale per lo sviluppo dei traffici mercantili con l'oriente, Venezia domina il Mediterraneo per almeno cinquecento anni.
Costretta dall'espansione Ottomana, la Repubblica si protende sempre più verso la terraferma Veneta che sottometterà completamente dal 1400.
Al culmine della ricchezza e dello sfarzo, diverrà la capitale mondiale dell'arte, ultima sua risorsa che le permetterà di essere rispettata ed ammirata fino all'uragano napoleonico.
Nonostante i saccheggi ed il degrado ottocentesco e novecentesco, peggiori delle più devastanti incursioni barbariche, Venezia è ancora il più prezioso scrigno d'arte al mondo.
L'XI ed il XII secolo vedono un tumultuoso fervore edilizio nelle isole attorno a Rialto e a San Marco. E' di questo periodo l'assetto urbano della città, quello che ci è pervenuto fino ai nostri giorni, nonostante il rifacimento e la ricostruzione di numerosi palazzi fino a tutto il 1700. E', probabilmente, il periodo di massimo vigore sia politico che economico della repubblica, quello che ha poi permesso l'accumulo di immense fortune, facendo di Venezia la città più ricca al mondo.
La città è tutto un cantiere edilizio, sorge l'Arsenale, prima vera e propria catena di montaggio navale. Dai cantieri dell'Arsenale, controllati direttamente dalla Signoria, escono tutte le navi e le galere dello stato. Arriveranno ad impiegare direttamente fino a 5000 uomini (nel 1500) altamente specializzati e trattati con numerosi privilegi. Altre migliaia di uomini sono nell'indotto quali i boscaioli impegnati sui boschi delle montagne della terraferma veneta ed i zattieri che trasportano i tronchi a Venezia.
dataavvenimento
1001L'imperatore Ottone III, in abiti piuttosto dimessi e politicamente fortemente ridimensionato, è in Italia col desiderio di essere ricevuto dal Papa, ma soprattutto ripristinare l'autorità imperiale. Ad aprile è nell'Abbazia di Pomposa, dove incontra in gran segreto ed il maniera furtiva il Doge stimatissimo Pietro II Orseolo. I due si spostano a Venezia, sempre in incognito segreto. E' una sovrapposizione tra rapporti personali, fede e vicende politiche e militari italiane. Ottone muove nuovamente contro le città italiane ribelli, ma tralascia opportunamente Roma.
1002Il giovanissimo imperatore Ottone muore misteriosamente in Italia. Gli succede l'infante Enrico II, futura stella del Sacro Romano Impero, che seguirà le orme del padre anche nei benefici verso Venezia. Il Doge, con mirabilissimo miracolo diplomatico, insedia Giovannni, il figlio diciottenne, quale co-reggente imperiale.
Sul fronte adriatico, Pietro II Orseolo conquista i territori pugliesi in mano ai Turchi e li riconsegna a Bisanzio, altro mirabilissimo capolavoro di diplomazia.
Sono questi tra i momenti fondanti delle fortune veneziane che avranno ripercussioni e benefici immensi per i secoli successivi.
1005I figli del Doge, Giovanni e Ottone, sono invitati a Bisanzio ed accolti con il massimo degli onori. Giovanni sposa una nipote dell'imperatore bizantino. I due tornano a Venezia: è un trionfo senza eguali.
1007E' un momento di splendore. In città fervono i lavori edili, viene messa mano anche alla Basilica di San Marco.
Ma è pure il momento dei dolori. Scoppia una grave pestilenza, muoiono, tra gli altri, il figlio Giovanni con la moglie ed il nipote (anche dell'imperatore bizantino) Basilio.
1009Muore Pietro II Orseolo, uno tra i più prestigiosi e geniali condottieri della Serenissima Repubblica, gli succede il figlio Ottone Orseolo di appena 15 anni.
1011Ottone Orseolo sposa Elena, figlia del Re d'Ungheria, nel segno della continuità diplomatica sulle orme del celebre padre. Preso dalle proprie ambizioni non si accorse del fastidio che suscitava negli oppositori e fu poco oculato diplomaticamente nei confronti del giovane Imperatore Enrico II e, ancor di più, nei confronti del Papa. Papa Benedetto VIII dichiara illegale la nomina dogale di Ottone Orseolo.
1023Il Doge è costretto alla fuga incalzato dagli oppositori sostenuti dal Papa. Ma gli stessi oppositori, capitanati da Poppone, commettono il grave errore di assaltare Aquileia, considerata terra fedele al Doge, e lo fecero con estrema violenza per cui vi fu una rivolta contro Poppone e Ottone Orseolo viene richiamato a Venezia.
1026Nuova rivolta anti-dogale. Ottone Orseolo viene nuovamente destituito ed esiliato, con grave disprezzo, a Costantinopoli.
Dopo la caduta della dinastia Orseolo, vi sono gli anni delle lotte 'fratricide' tra i vari patriarchi di Grado, Aquileia, Venezia, il Papato ed il dogado, con buie congiure e cambiamenti di fronte, sempre tenendo presente un equilibrio, o una contrapposizione, con l'imperatore Enrico III.
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E' l'epoca del lungo dogado di Domenico Contarini. Dopo le lotte intestine è un periodo di relativa tranquillità (per l'epoca) e benessere economico.
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Si ricostruisce la Basilica di San Marco su forme bizantine (poi modificate ed alterate nelle attuali).
1062Guerra di Zara. I veneziani muovono contro le isole dalmate (protette dal Re d'Ungheria), per imporre il proprio monopolio commerciale sull'Adriatico.
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Domenico Salvo è proclamato Doge con gran tripudio. Era stato ambasciatore a Costantinopoli ed aveva sposato una figlia dell'imperatore bizantino, ricevendo i massimi titoli nobiliari imperiali. Questo procurerà al dogado, e alla città serenissima, grandissimi benefici e strettissimi rapporti commerciali e politici.
Domenico Salvo appoggia anche il nuovo imperatore germanico Enrico IV, in contrasto con il papato. Il Papa muove nelle terre di Puglia contro i Bizantini, ma Venezia accorre e sconfigge i Normanni.
1077L'imperatore Enrico IV investe il patriarca di Aquileia, Sigerardo, dei poteri feudali sul Friuli.
1082L'Imperatore di Bisanzio emette una nuova 'Bolla d'Oro' con la quale permette piena libertà di commercio e l'edificazione di Fondaci (vere e proprie Ambasciate economiche) in tutte le terre dell'impero ai veneziani. In cambio i veneziani si impegnano al trasporto delle truppe imperiali verso la Puglia e la Grecia. E' il definitivo rinconoscimento della potenza economica veneziana.
1084Le prestigiose fortune del Doge Domenico Salvo mutano presto, gli oppositori interni, guidati da Vitale Falier, poi Doge, si fanno più pesanti ed il Doge viene deposto.
1085Vittoria veneziano contro i Normanni guidati da Roberto il Guiscardo.
1094L'Imperatore Enrico IV di Germania è in visita a Venezia per presenziare all'inaugurazione della nuova Basilica di San Marco. E' uno degli avvenimenti più leggendari della storia di Venezia. Un'ovazione di avvenimenti miracolosi, religiosi e politici. Enrico IV tiene a battesimo la figlia del Doge Vitale Falier. Si tennero sontuosi festeggiamenti che leggenda vuole essere precursori dell'annuale Carnevale di Venezia.
1100In un clima di riscossa religiosa il Papa chiede i territori di terra santa per proteggere i fedeli pellegrini sulle orme del Santo Sepolcro. Per Venezia la partecipazione alle Crociate è soprattutto un colossale affare, si trasportano i combattenti e conteporaneamente si traffica commercialmente e s'insediano Fonteghi commerciali.
1100La flotta veneziana muove su Gerusalemme per rifornire i Crociati di Goffredo di Buglione, mettendo in scacco i pisani.
1102Guerra contro il Re d'Ungheria e Croazia che ambiva a sbocchi marittimi nell'Adriatico. Sarà una guerra lunghissima, durerà, tra alterne vicende, per quasi 300 anni.
1105Gli ungheresi conquistano la città veneziana di Zara. Verrà ripresa nel 1115.
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E' la volta della ricostruzione del Palazzo Ducale.
1110I veneziani sono impegnatissimi nelle operazioni militari e di supporto alle vicende Crociate in Terrasanta. E' un affare colossale, a Venezia arrivano, copiose, immense fortune ed opere d'arte rubate o trafugate nelle città e nei monasteri orientali.
11173 gennaio 1117, nel Veneto si verifica un disastroso terremoto (con epicentro presumibile nel veronese). Vengono distrutti moltissimi edifici di pregio, tra cui la vecchia Basilica di Santa Giustina. Si rompono gli argini dell'Adige che inonda buona parte della bassa veronese. In laguna Malamocco viene rasa al suolo. Resiste, invece, il nuovo Palazzo Ducale, ancora in costruzione.
1118Il doge Ordelafo Falier viene trucidato a Zara durante una delle varie spedizioni contro il Re d'Ungheria.
1124Continuano le fumose operazioni belliche in Terrasanta. Il doge Domenico Michiel partecipa all'assedio di Tiro, in Siria, che cade il 7 luglio. Viene ricostituito il Regno di Gerusalemme e liberato Baldovino II che proclamato re.
1126I veneziani padroneggiano nei mari orientali. Di ritorno da Gerusalemme il doge Domenico Falier s'impegna, a scopo intimidatorio, nell'assedio e saccheggio di numerose isole dell'Egeo in mano ai Bizantini. L'imperatore bizantino Calojanni, incapace di far fronte a quelli che un tempo erano suoi sottomessi, concede una nuova 'Bolla d'Oro' con vastissimi privilegi ai veneziani.
1154Federico Barbarossa imperatore germanico, scende per la prima volta in Italia. Per i veneziani è il momento di placare le acque e 'normalizzare' i rapporti con tutti i rissosi vicini con mirabili azioni diplomatiche. La diplomazia veneziana ha la meglio sulle pretese dell'imperatore bizantino Comneno, che sperava nelle gesta del collega imperatore tedesco per 'addomesticare' le mire veneziane. Il Barbarossa si accanisce contro le città lombarde e Venezia viene 'trascurata'. I veneziani continuano imperterriti nei loro traffici commerciali.
1164Il doge Vitale Michiel passa alla storia per l'istituzione del carnevalesco "giovedì grasso". Nelle infinite diatribe con il Re d'Ungheria, i Dalmati ed i Friulani il doge umilia il Patriarca d'Aquileia e, in cambio della magnanimità supplicata dal Papa Alessandro III, pone la condizione che ogni anno venga omaggiato il Doge con l'invio di un toro, dodici maiali e altre libagioni per un sontuoso banchetto da tenersi a palazzo.
1167Primo dicembre. Si giura a Pontida, Venezia appoggia i Comuni Lombardi e Veneti contro l'Imperatore Barbarossa. Per Venezia è un altro scacco nei confronti di Costantinopoli e suggella la definitiva indipendenza.
1171A Costantinopoli l'imperatore Manuele Comneno fa arrestare tutti i veneziani presenti in città (si parla di 10.000 persone) e confisca tutti i beni dei commercianti. A Venezia si chiede la venedetta tra l'indignazione generale. Parte una spedizione navale capitanata dal doge Vitale Michiel, ma la pessima organizzazione e una sventurata epidemia di peste faranno fallire miseramente i propositi aggressivi. Anche a Venezia arriva la peste, portata dagli sbandati marinai e dal Doge in ritirata. In oscuri tumulti e vendette personali il doge Michiel viene assassinato.
1172Viene eletto Doge Sebastiano Ziani con una nuova formula elettiva. Si passa dalla nomina 'per acclamazione popolare' com'era stato fin dalla fondazione del dogado, alla nomina a suffragio (nobiliare) ristretto. L'elezione è complicatissima, con un sistema di 'estrazioni' casuali (la "Bala d'Oro") e nominative. L'obiettivo è di scongiurare il nepotismo e l'influsso forte di famiglie potenti e ricche e favorire l'alternanza e la democrazia (oligarchica). In realtà gli influssi familiari si faranno egualmente sentire e il nuovo meccanismo porterà alla formazione Maggior Consiglio quale assemblea elettiva formata esclusivamente da nobili iscritti all'"Albo d'Oro".
1177Il Papa Alessandro III è in visita ufficiale a San Marco. E' il culmine di magistrali azioni diplomatiche che fanno perno su Venezia quale mediatrice tra le contese Papali, Imperiali, Normanne e Bizantine. Federico Barbarossa, nuovamente in Italia, si ferma a Chioggia dove viene raggiunto da emissari papali che lo scortano a San Marco dove viene ricevuto dal Papa. E' un tripudio in città ed un fantastico trionfo diplomatico per Venezia. Per festeggiare si istituisce la festa dello "Sposalizio del mare". Anche in questa occasione i veneziani non perdono tempo per fare affari. Con la festa 'dela Sensa' (Ascensione) con pellegrinaggio a San Marco si ottinene l'indulgenza plenaria, e per accogliere degnamente i numerosissimi pellegrini, provenineti da tutto il mondo allora conosciuto, si istituisce una fiera commerciale... ...già allora si teneva d'occhio il turismo di massa!
1183Si fronteggiano nuovamente le incursioni Unghere in Dalmazia e si ricompone la vertenza con Costantinopoli con il pagamento di una (per altro abbastanza modesta) tassa che permette il ripristino dei diritti commerciali veneziani a Costantinopoli.
11874 luglio. Per mano del sultano d'Egitto, Saladino (il feroce Saladino), cade il regno cristiano di Gerusalemme. E' un orrendo massacro di cristiani. Resiste solamente la città siriana di Tiro. E' necessaria una nuova crociata, la terza, per soccorrere la criticissima situazione cristiana. Vi parteciperà anche il vecchio, indomito e glorioso imperatore Federico Barbarossa che morirà miseramente durante il guado di un torrentello. I veneziani si mantengono comunque defilati, intuendo che la drammatica situazione non apriva a sbocchi per interessi commerciali.
1192Enrico Dandolo è doge. Il passaggio del secolo segna un periodo molto delicato ed importantissimo e vedrà la definitiva affermazione di Venezia in terra orientale.
1195A Bisanzio (Costantinopoli) vi è un colpo di mano di Alessio III che detronizza il fratello Isacco Angelo. Il nuovo imperatore non è ben visto negli ambienti veneziani, ma farà di tutto per accattivarseli.
1196I pisani s'impossessano di alcune isole dell'adriatico e nella costa dalmata. Saranno malamente scacciati dalla flotta veneziana al comando di Tommaso Falier
1198Per favorire i veneziani Alessio III promulga una nuova "Bolla d'Oro" con nuove importanti concessioni ai mercanti veneziani. Invia a Venezia anche le spoglie di Santa Lucia.
1198Innocenzo III è Papa. Bandisce e fomenta la quarta crociata contro l'Egitto. Negli ambienti europei non ha molto seguito, ma per Venezia è un'occasione d'oro per mischiare alla politica religiosa i propri interessi economici.
1202La quarta crociata parte da Venezia, capitanata dal valoroso Doge Enrico Dandolo, ottantenne e cieco.