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Venezia

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Venezia "un po' fiaba e un po' trappola per turisti" - Thomas Mann
Venezia Fotografare a Venezia, la cosa più facile che ci sia.
Basta puntare ad occhi chiusi da qualsiasi parte e scattare... ...o no?

Tutto è già stato ripreso in tutte le salse e quantomeno si rischia la banalità se non la brutta figura.
Rendere i colori, le atmosfere e gli 'odori' della città è estremamente difficile, e poi la città 'degenera' turisticamente a vista d'occhio e rende sempre più difficile trovare angoli caratteristici originali.
Fino all'essenza del problema fotografico: i limiti, o confini sfuggenti, tra il plasticoso carosello turistico ed il raccontare la storia, l'arte, la luce sospesa su queste isole tra acqua e cielo.

Di Venezia non ci si può limitare alle acquerellate masse di colore, alle linee prospettiche, ai dettagli più espressivi, agli sfuggenti volumi nebbiosi, agli scintillanti riflessi sull'acqua, ai muri scrostati che in questo contesto sono anch'essi opera d'arte. Per non parlare della ridicolaggine delle mascherate carnevalesche o dell'inesistente vita veneziana ridotta a bancarelle e amenità per turisti.
Raccontare con un mezzo, la fotografia, espressione del tempo presente quello che invece è un glorioso passato, questo il dilemma del fotografo.

Secondo me Venezia è il luogo più difficile da fotografare.   Gianni
- Fotografare a Venezia, vedi approfondimento, problemi, divieti, ecc... E poi basta con definizioni quali 'Repubblica Marinara', ridicole parole mussoliniane che hanno permesso di snaturare una storia bimillenaria, tra i cardini della storia europea tra oriente e occidente, una civiltà che è stata faro della cultura europea per secoli. Che miseria, che ingiustizia, che mancanza di rispetto, che ignoranza, vedere trattata questa storia con due righette di testo nei libri di storia scolastici. Venezia e Aquileia andrebbero trattate con pari dignità e approfondimento della storia romana.

Venezia e i sei sestieri - monumenti, musei, palazzi, chiese, basiliche

Il ferro di prua delle gondole, detto 'fero da pròra' o 'dolfin', serve a bilanciare il peso del gondoliere.
Sotto la lama principale ha una specie di pettine formato da sei denti (rebbi) che hanno il preciso significato di ricordare i 'sestieri' (= sei zone) con cui è suddivisa Venezia. Un dente si protende all'indietro (verso il centro della gondola) ed indica l'isola della Giudecca, separata dall'omonimo canale dalle altre isole di Venezia che formano un nucleo compatto.
A volte tra i sei rebbi sono inseriti tre fregi che uniscono a due a due i rebbi, ad indicare i tre ponti sul Canal Grande : ponte degli Scalzi (Santa Lucia), ponte di Rialto e ponte dell'Accademia.
Per la festa della Madonna della Salute viene approntato un ponte provvisorio sul Canal Grande, mentre un ponte di barche attraversa il canale della Giudecca in occasione della festa del Redentore.
Infine il nuovo, contestato, ponte di Calatrava.

San MarcoSestiere di San Marco

CastelloSestiere Castello

CannaregioSestiere Cannaregio

  • antico Ghetto Ebraico
  • Chiesa di Santa Maria di Nazareth detta degli Scalzi
  • Chiesa di San Geremia
  • Chiesa di San Giobbe
  • Chiesa della Madonna dell'Orto
  • Chiesa dei Gesuiti
  • Chiesa Santi Apostoli
  • Palazzo Labia
  • Palazzo Vendramin
  • Ca' d'Oro e Canal Grande

San PoloSestiere di San Polo

Santa CroceSestiere Santa Croce

  • Chiesa di San Simeon Grande
  • Fondaco dei Turchi
  • Chiesa di San Giacomo dell'Orio
  • Palazzo Mocenigo
  • Ca' Pesaro

DorsoduroSestiere Dorsoduro

Giudeccaisola della Giudecca e Isola di San Giorgio

musei a Venezia

breve storia della Basilica di San Marco e della città di Venezia

La basilica di San Marco è, ancor oggi, il cuore pulsante di Venezia.
Alla costruzione della basilica hanno concorso eventi eccezionali e gli eredi dei profughi di Altino e altre città della terraferma all'incalzare delle violenze di Attila, dei Longobardi, dei Franchi e di numerosi altri popoli che ambivano ad insediarsi nelle terre fertili già sottomesse a Roma.

I rifugiati restarono fedeli a Costantinopoli, capitale dell'Impero romano d'Oriente, con Ravenna caposaldo nell'Adriatico. Di Ravenna, dopo la decadenza, ne ereditarono il ruolo di avamposto bizantino verso l'Europa.

I venziani conoscevano bene le peculiarità lagunari, nell'810 bloccarono gli sbocchi in Adriatico di Aquileia conquistata dai Franchi, sconfissero re Pipino, figlio di Carlo Magno. Con uno stratagemma attirarono in acque basse la flotta e al calare della marea assaltarono le navi bloccate nei bassi fondali.
Questa vittoria segnò l'inizio del ruolo politico internazionale della futura città di Venezia.

Nell'827 il Sinodo di Mantova affida a Aquileia il primato religioso sul Golfo di Venezia, primato che si evolverà verso l'Europa centro/orientale. Venezia si troverà per un millennio a far da legante tra la chiesa romana e il patriarcato di Aquileia indirettamente rappresentante dell'imperatore austro-germanico.
Alla caduta di Alessandria d'Egitto per mano dei Mussulmani, Rustico da Torcello e Tribuno da Malamocco, un rappresentante del popolo e uno del governo, sono incaricati di trafugare le spoglie di San Marco, che la tradizione indica quale primo evangelizzatore cristiano di Aquileia.
Le spoglie di San Marco diverranno il simbolo della nuova città e la sua forza coagulante.
Tra l'828 e l'832 la potente famiglia dei Partecipazio realizza la primitiva basilica di San Marco, sul terreno del Convento delle suore di San Zaccaria, tra il palazzo del Doge e la chiesa di San Teodoro, primo patrono di Venezia.

Via via s'impone una politica di affrancamento da Costantinopoli-Bisanzio, da fedelissimi sudditi a fedelissimi alleati a città autonoma seppur formalmente non indipendente.
Con Bisanzio vennero stipulati numerosi trattati commerciali, tra tutti il più importante fu la Bolla d'Oro del 991.
La Pala d'oro della Basilica è un dono dei principi bizantini.
Venezia divenne ponte tra l'Europa e l'oriente. Ricchi veneziani sposano principesse bizantine e si avventurano in viaggi di conquiste commerciali sempre più verso l'Estremo Oriente, come quello famosissimo di Marco Polo.

Il processo di aggregazione della città sia fisicamente, con l'edificazione del nucleo abitato attorno all'ansa del Rivo Alto (Canal Grande) togliendo importanza alle isole di Torcello e Malamocco, sia politicamente con la nomina dei Dogi, non fu tuttavia indolore.
Alcuni Dogi, sostenuti da ricchissime e potenti famiglie, tentarono più volte di trasformare l'autonomia repubblicana da Bisanzio in monarchia.
Candiano IV fu pugnalato all'uscita dalla chiesa di San Marco nel 976, dopo aver appiccato il fuoco alla basilica. Il nuovo doge, Pietro Orseolo I, ricostruisce a sue spese la chiesa in tre anni e nel 978 fugge in un convento dei Pirenei, dove si fa monaco.
E' la terza ricostruzione di San Marco, il nucleo centrale dell'attuale basilica, poi ampliata dal portico (attuale ingresso) verso la piazza fino a diventarne la facciata che vediamo. Nel frattempo vi furono due terremoti e più incendi che danneggiarono gravemente anche la basilica di San Marco che venne prontamente restaurata e arricchita da fregi gotici, nicchie, mosaici, statue come i famosissimi Cavalli del terrazzo principale.
La piazza di fronte alla chiesa venne ampliata sul terreno al di là di un canale (il rio Batario) che venne interrato. Il Doge Sebastiano Ziani la completa con il lungo fabbricato delle procuratorie vecchie sul lato di tramontana.

La forza politica di Venezia si conferma a livello internazionale con il "Pactum Venetum", la pace di Venezia del 1177, sancito tra papa Alessandro III e Federico Barbarossa nell'atrio della chiesa, dove il Papa attese e perdonò l'imperatore tedesco.

Le Crociate in Terrasanta, le prime tre anche in modo ufficiale, vedono la città sempre coinvolta sia come base logistica che, soprattutto, come vettore di crociati (e pellegrini) che la raggiungono da ogni parte d'Europa.

Nel 1204, con la quarta Crociata, s'impone come erede dell'ormai decadente impero bizantino, Venezia dirottò i crociati imbarcati sulle proprie navi su Bisanzio e la spedizione si concluse con il 'Sacco di Costantinopoli' e la città divenne protettorato veneziano. Ne reggerà le sorti fino al 1261, sotto gli assalti dei Turchi. In quegli anni, e solo per pochi voti, il Maggior Consiglio respinge una proposta di portare la capitale della Repubblica da Venezia a Costantinopoli.
Nel 1205 il Doge Enrico Dandolo, condottiero della quarta Crociata, muore a Costantinopoli e sepolto nella chiesa di Santa Sofia.

Con la 'Serrata' del Maggior Consiglio del 1297, Venezia diventa anche formalmente una repubblica aristocratica, dove i nobili hanno diritto di voto e rappresentanza.

Nei primi decenni del 1400 Bernardo da Siena, visitando Venezia la definisce la città più santa e meglio organizzata nella sua struttura sociale.
E' il momento dell'aggregazione dello Stato da Tera, quando le città della terraferma veneta, e successivamente friulana e lombarda, si 'donano' a Venezia stipulando patti e statuti da rinnovarsi annualmente, che rimarranno in vigore fino all'arrivo di Napoleone.
L'oligarchica Veneta Serenisima Republica è uno stato forte, non solo politicamente e commercialmente, ma anche territorialmente, con uno Stato da Mar comprendente buona parte della costa e isole della Dalmazia e le isole dell'Egeo e del Mediterraneo orientale, e uno Stato da Tera, comprendente la ricchissima pianura veneto-friulana, la Lombardia 'Veneta' (orientale) e la penisola d'Istria.
L'unità e la forza politica si basano in un fortissimo patto 'federalista', che lascia amplissime autonomie alle comunità locali con propri Statuti e Regole.
Lo stato centrale si occupa di politica internazionale e militare, di giustizia 'superiore', di opere pubbliche sovralocali, tra le quali spicca il Magistrato alle Acque.

Ai primi del cinquecento la potenza e l'egemonia, anche a livello internazionale, fa scattare un processo di aggregazione tra stati europei e il papato che si concretizza con la Lega di Cambrai con l'evidente scopo di ridimensionare la Serenissima. Dopo un paio di decenni di guerre e calate di truppe nei territori della terraferma, si assiste al trionfo della strategia militare veneta che concentra la difesa nei 'parafulmini' delle mura di Padova e Treviso (lontane dalla laguna), nella lotta 'di liberazione' e 'per San Marco' da parte della popolazione contadina e, soprattutto, nella straordinaria politica diplomatica che converte alla causa veneta il Papato e la Spagna.

In basilica gli ultimi atti della sua storia architettonica si concludono con la realizzazione della sacrestia, ricca dello stupendo soffitto del Perugino, ultimo mosaico della scuola tradizionale.
Nel 1496 conclusi i lavori in Basilica inizia l'erezione della torre dell'orologio.
Nel 1504 venne chiusa la porta sud della basilica, detta "da mar" riservata agli onori a condottieri e naviganti degni figli della Repubblica.
Nel 1513 la ricostruzione del campanile di San Marco.
Nel 1517 si riedificano le procuratorie vecchie e nel 1587 si concludono quelle nuove che, con le prime, abbracciano sul lato opposto della basilica la chiesa di San Geminiano del Sansovino.

Nell'ottobre 1571 due mondi si trovano contrapposti: l'Europa cristiana e il mondo musulmano. Sarà l'ultimo grandissimo momento di splendore della vita militare di Venezia con la vittoria di Lepanto.
Non è solamente una battaglia tra la "Lega Santa" del papato, di Venezia, della Spagna di Filippo II, di Genova e dei Savoia contro i Turchi di Selim II, ma tra due fedi.

Al veneziano Sebastiano Venier va attribuito il maggior merito di questa vittoria, determinante per l'assetto politico e religioso dell'Europa nei secoli futuri fino ad oggi.
Ma fu Venezia che pagò il maggior scotto.
Già dall'anno successivo, sconfitta dai Turchi, inizia la decadenza navale e militare sul Mediterraneo orientale e sull'Adriatico. Venezia cede a Selim l'amatissima isola di Cipro e paga 300.000 ducati come indennità di guerra.

Negli ultimi secoli la Serenissima s'impone come capitale mondiale dell'arte e della cultura. Sono i secoli dal Tiziano al Tiepolo, dal Canaletto al Guardi.

Quando il 10 maggio 1797 il Senato cede a Napoleone la città, navigavano oltre 3.000 navi commerciali di armatori privati.
Le navi giunte dai viaggi non trovano dove collocare la merce, i fallimenti si susseguivano: le imbarcazioni venivano bruciate nelle barene della laguna, la povertà dilagava. Venezia, città di mare e di naviganti, era ridotta senza lavoro e senza futuro.
Con trattati di dubbia legalità il 'ricco' territorio veneto e il 'forziere' Venezia passano di mano a Francesi, Austriaci e Piemontesi, tutti famelici predatori allo scopo di risanare i propri bilanci statali dissanguati dalle guerre di conquista.
Nel 1848 l'ultimo glorioso sprazzo di storia veneta: l'autogoverno provvisorio della Nuova Repubblica Veneta di Daniele Manin e Niccolò Tommaseo.

Saranno gli anni della fame, della miseria, della pellagra, delle emigrazioni della seconda metà dell'ottocento, quando la storia di Venezia e del Veneto è ormai storia dell'Unità d'Italia (o 'fusione' come affermavano i Savoia).
Seguiranno gli anni della grande guerra, combattuta sempre sui territori della millenaria repubblica.
Ed infine il dopoguerra, con la sistematico denigrare, smantellare, oscurare, obliare la cultura e la storia Veneta.

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feste e manifestazioni ricorrenti a Venezia e nella laguna veneta

avvenimentoquandoinfo
Maratona di Venezia
regata dea Sensa e Sposalizio del mareAscensione (giugno)Comune Venezia
festa del Redentoreterza domenica di luglioComune Venezia
Regata Storicaprima domenica di settembreComune Venezia
festa della Madonna della Saluteterza domenica di novembreComune Venezia
mercatino antiquariato in Pescheria di Rialtoseconda domenica del mese (escluso agosto) associazione espositori
mercatino dell'antiquariato in Campo San Mauriziodomeniche di marzo, giugno, settembre, dicembre www.mercatinocamposanmaurizio.it
mostra mercato Collezionando VeneziaTerminal 103, Porto Passeggeri
terzo sabato e domenica del mese da novembre a giugno, escluso luglio e agosto
www.collectingames.com
Associazione Culturale Collectingames

bibliografia città di Venezia e laguna veneta

titoloautoreedizione
Storia di VeneziaP.ScandalettiBiblioteca dell'Immagine - 2013
Enciclopedia Storica di VeneziaG. Di StefanoSupernova Editore - 2011
Venezia in guerra - Quattordici secoli di storia, politica e battaglieFederico Moro
www.federicomoro.it
Studio LT2 Editore - 2011
Jacopo Tintoretto e la Scuola Grande di San RoccoFrancesco ValcanoverStorti Edizioni Venezia - 2010
I segreti del Canal Grande. Misteri, aneddoti, curiosità sulla più bella strada del mondo A. Toso FeiStudio LT2 Editore - 2010
Venezia e la terrafermaI.CacciavillaniPanda Edizioni - 2008
L'olimpo sul soffitto - I due Tiepolo tra Venezia e l'EuropaAlvise ZorziMondadori - 2006
UnaVitaPerVeneziaFulvio RoiterSiZ Editore - 2006
Arte & Architettura - VeneziaKaminskiKonemann Editore
Venezia - Gallerie dell'AccademiaLucia ImpellusoMondadori Electa - 2005
Torcello. Storia di una città scomparsaE. Crouzet-Pavan2001
Marco PoloAlvise ZorziFabbri Editori - 2002
San Marco per sempreAlvise ZorziOscar Mondadori Storia - 1998
Testimonianze archeologiche nella laguna di VeneziaE.Canal1998
Venezia XIV-XVI secolo: la repubblica aristocraticaP.Morachiello, G.ScarabelloFenice 2000 Milano - 1994
Venezia e il suo estuario - Guida storico-artisticaG.LorenzettiLint Editoriale - 1926, 1994
Giambattista Tiepolo 1696-1996Autori VariSkira Editore - 1996
I Tiepolo e il Settecento VicentinoAutori VariElecta Editore - 1990
A Venezia nel '500 - il secolo di TizianoAlvise ZorziBUR, Fabbri Editori, Rizzoli - 1990
Una città, una repubblica, un impero. Venezia 697-1797Alvise ZorziMondadori - 1980
I dogi. Storia e segretiClaudio RendinaNewton storia - 1984
Venezia, le origini: fondamenti, ipotesi, metodiW.Dorigo1983
La grande guida dei Monumenti di VeneziaM.BruseganNewton Compton Editori
Palazzi e Chiese lungo il Canal Grande a VeneziaU.FranzoiStorti Edizioni Venezia
Lo splendore di Veneziaautori variStorti Edizioni Venezia
Storia della Chiesa di Venezia10 vol.1987/1997
Le origini di VeneziaA.Carile, G.Fedalto1978
Naturalmente su Venezia, la città più descritta e fotografata al mondo, esistono una quantità impressionante di documenti, libri, narrativa, films e documentari.