Venezia "un po' fiaba e un po' trappola per turisti" -
Thomas Mann
Fotografare a Venezia, la cosa più facile che ci sia.
Basta puntare ad occhi chiusi da qualsiasi parte e scattare...
... o no ?

Tutto è già stato ripreso in tutte le salse e quantomeno si rischia la banalità se non la brutta figura.
Rendere i colori, le atmosfere e gli 'odori' della città è estremamente difficile,
e poi la città 'degenera' turisticamente a vista d'occhio e rende sempre più difficile trovare angoli caratteristici originali.
Fino all'essenza del problema fotografico: i limiti, o confini sfuggenti, tra il plasticoso carosello turistico ed il raccontare la storia,
l'arte, la luce sospesa su queste isole tra acqua e cielo.
Di Venezia non ci si può limitare alle acquerellate masse di colore, alle linee prospettiche, ai dettagli più espressivi,
agli sfuggenti volumi nebbiosi, agli scintillanti riflessi sull'acqua, ai muri scrostati che in questo contesto sono anch'essi opera d'arte.
Per non parlare della ridicolaggine delle mascherate carnevalesche o dell'inesistente vita veneziana ridotta a bancarelle e amenità per turisti.
Raccontare con un mezzo, la fotografia, espressione del tempo presente quello che invece è un glorioso passato, questo il dilemma del fotografo.
Secondo me Venezia è il luogo più difficile da fotografare. Gianni