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Monti Lessini

Lessinia Monti Lessini - Montagna Veronese

Ponte Veja, tra geologia e preistoria - Parco Naturale Regionale della Lessinia

Il più importante monumento geologico della Lessinia, ma anche sito archeologico di straordinario fascino.

Abitato, probabilmente, fin da prima dell'ultima glaciazione da una colonia di abili lavoratori di manufatti di selce (frecce, punte, aghi), ci lascia sbalorditi il fatto che quegli uomini preistorici commerciassero il loro preziosissimo materiale per mezza Europa, fino all'attuale Polonia o fino all'estremità francese.
Ma ancor più ci lascia sbalorditi la durata di quell'insediamento: potrebbe essere durato 90.000 anni a cominciare da 100.000 anni fa, nel Paleolitico superiore.
Fanno sorridere i nostri ritmi, i nostri tempi e, soprattutto, la nostra fretta.

E a fare da palcoscenico questo spettacolare ponte, residuo del crollo della volta di un grande 'covolo' (grotta) carsica.
Tra quelle volte numerose sono le grotte ed i ripari, sicuramente rifugio e dimora di quei nostri - in fin dei conti - non molto lontani parenti. Avvicinandosi pian piano, in una giornata solitaria, a quegli anfratti si può ancora percepire lo spirito di quegli uomini, sentir vibrare l'empatia delle loro paure ed i suoni delle pietre rotte.
Ponte di Veja
Ponte di Veja
Ponte di Veja
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Ponte di Veja
Ponte di Veja

Ponte di Veja Veja, tra geologia e preistoria - Parco Naturale Regionale della Lessinia

Le misure del Ponte di Veja, il più grande ponte naturale d'Europa:
campata di 50 metri ed uno spessore minimo di 9 metri, altezza della volta dal fondovalle circa 30 metri, larghezza minima 15 metri.
Roccia: calcare Oolitico di San Vigilio per i piloni d'appoggio e il fondo della valletta, calcare Rosso Ammonitico per i tavolati della campata.
Il covolon (cavernone) si è formato negli ultimi 40 milioni di anni, poi il crollo della parte più profonda che ha lasciato intatta la bocca del covolo formando il ponte, presumibilmente circa 100.000 anni fa, già in epoca preistorica. Attorno al ponte numerose grotte (chiuse al pubblico), vere miniere di reperti preistorici.

Curiosità: Un tempo il ponte serviva proprio da ponte, ed era attraversato da carri agricoli.
Pare che anche Dante si sia ispirato al ponte (ed anche al Buso del Vallon a San Giorgio di Bosco Chiesanuova) per immaginare l'Inferno. Il Mantegna lo ritrae come sfondo nell'affresco della 'Camera degli Sposi' a Mantova.


Raggiungere il Ponte di Veja

La località Ponte di Veja (m.650) è caratterizzata da un ampio piazzale e da un bar ristorante dal quale, in pochi minuti, per un sentierino si scende al grandioso ponte.

Si trova a circa 25 chilometri da Verona, in Valpantena, in una valletta secondaria del profondo Vajo della Marciora.
Da Verona si può raggiungere per diverse strade, ma i due itinerari principali sono per Grezzana, quindi Stallavena da dove verso sinistra si affronta la lunga salita di Fane e Sant'Anna d'Alfaedo. Poco oltre Fane, in direzione Sant'Anna, si dirama una stretta stradina per la contrada Giare (qualche indicazione) che aggira il monte Tesoro e si affaccia sul profondo Vajo di Marciora dove è evidente dove fermarsi.
Fane si raggiunge anche da Negrar o anche da Fumane.
Entrabe le salite sono lunghe e complicate ma non ripide o difficoltose e non presentano problemi di viabilità automobilistica. Più stretta e da percorrere con prudenza la stradina che aggira ad anello il monte Tesoro e passa per le contrade di Giare e Crestena.

Volendo effettuare una gita decisamente più escursionistica si può salire a piedi all'imponente monumento naturale. In questo caso si prosegue da Grezzena per la Valpantena e si risale il fondovalle del Vajo della Marciora fino alla località 'Ponte Basagenoci' (m.480), qualche chilometro dopo Lugo. Dal ponte, a piedi, un sentierino (seguire le indicazioni del sentiero Europeo E5) affronta il Vajo di Veja e sale in meno di un'ora al Ponte di Veja.