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Palude Onara Tombolo, fiume Tergola

la Palude di Onara ed il fiume Tergola

Oasi naturalistica della palude di Onara di Tombolo (Padova)

Nelle immagini il mulino del Coppo e l'antica chiesetta di Santa Margherita, probabilmente del XII secolo, unico resto rimasto del Castello degli Ezzelini, la famosa famiglia feudale che da qui partì per dominare la Marca Veneta.
Dopo la distruzione del castello, gli Ezzelini si trasferirono a Castello di Godego ed infine a San Zenone degli Ezzelini e a Romano d'Ezzelino.

La palude presenta numerose risorgive che alimentano il corso d'acqua del fiume Tergola.
Lungo di esso numerosi manufatti antichi, come il Mulino del Coppo.

Palude di Onara

Il sito naturalistico si presta per una breve ed interessante visita e una tranquilla passeggiata lungo il corso della Tergola, dove, in tutte le stagioni, si può osservare l'adiacente bellissima campagna minuziosamente coltivata.
La palude è indicata anche per gli amanti del birdwatching e i fotografi naturalistici.
Palude di Onara a Tombolo

La Palude si trova nella frazione Onara di Tombolo (Padova), non lontano da Cittadella.
Vi si accede dall'ampio viale a sud-est dalla chiesa (segnalazioni). Parcheggio anche all'interno, nell'area alberata, al sabato e nei giorni festivi, l'ingresso è comumque possibile tutti i giorni da aprile a ottobre.
La cura del Parco, di proprietà comunale, è in concessione ad una Associazione locale.
All'interno, nei giorni festivi e il sabato, è aperto anche un bar e altri servizi. Sempre aperti i servizi igenici. L'ingresso è gratuito. Vi è la possibilità di fare dei Pic-Nic. Si trova anche un'area attrezzata per il tiro con l'arco.
L'oasi naturalistica della palude di Onara presenta numerose risorgive che alimentano il corso d'acqua del fiume Tergola.

All'interno del parco si trova l'antica chiesetta di Santa Margherita, probabilmente del XII secolo, unico resto rimasto del Castello dei "Da Honara", la famosa famiglia feudale, di origine germanica, che da qui partì per dominare la Marca Veneta. Castello testimoniato già in documenti del 1100, con possedimenti della famiglia anche nelle colline bassanesi di San Zenone e Romano.

Figlio di Ecelo II (il Monaco) qui nacque, nel 1194, Ecelo III da Honara (o Ezzelino III "da Romano")(detto poi il Tiranno). Leggenda vuole che la madre l'avesse generato con il diavolo. Il cronista lo descrive già mostruoso, con unghie e denti già lunghi. Venne allattato da una balia che aveva già ucciso due mariti.

E già di per sè questo luogo avrebbe tutti i requisiti per affascinare.
La sua fama malvagia è dovuta soprattutto alle citazioni di Dante nell'Inferno.
In realtà egli fu uomo del suo tempo, epoca sanguinaria certamente, ma non un malvagio. Sicuramente uomo intelligentissimo, acuto e astuto che già prefigurava l'unione dei feudi del nord est in un grande regno, cosa realizzata 200 anni dopo dai Veneziani.
In questo fu importantissima figura di passaggio tra le concezioni profondamente medioevali, legate al vassallaggio verso l'Imperatore germanico, le emergenti potenze Signorili e Comunali ed il Papato.
Pur amando solamente la prima moglie, si sposò più volte. La seconda moglie, anch'essa ripudiata, fu Selvaggia, figlia di Federico II di Svevia, sposata solennemente nella Basilica di San Zeno a Verona. Non ebbe tuttavia eredi.

Honara, nome che si riferisce alle risorgive d'acqua che formano il fiume Tergola, a quel tempo era un importante centro commerciale ai margini dell'antica via Postumia e sull'antica direttiva stradale che scendeva dalla Valsugana alla volta di Padova, e che ancora caratterizzava il territorio. Numerosi i reperti anche di epoca romana ed evidenze dovute alla vasta centuriazione sull'asse della Postumia.
Il castello era protetto proprio dalle paludi e dalla Tergola.
Dopo l'assedio e la distruzione del castello, nel 1198, i "Da Honara" si trasferirono a Castello di Godego ed infine a San Zenone degli Ezzelini e a Romano d'Ezzelino, che da Ecelo presero il nome (Ezzelini).
La dinastia si estinse con la morte (1259), a seguito di una ferita in battaglia, di Ezzelino III e il conseguente orrendo massacro (1260), ad opera dei padovani, dell'intera numerosa famiglia del fratello Alberico, arroccato nel castello di San Zenone (ora "Chiesa Rossa").

Sulla non lontana "motta" di Cittadella venne edificata un'imponente struttura militare (1220), con le grandiose mura come ancora possiamo ammirare, prelevando materiali dai fatiscenti castelli dei dintorni di probabile epoca romana ed anche dal castello di Honara.
Cittadella fu voluta quale strategico avamposto dei Padovani, proprio per contrastare il dominio di Honara, in posizione importante e strategica nelle diatribe con i Trevigiani che nel frattempo avevano edificato la fortezza di Castelfranco Veneto.
Del castello di Honara rimarrà solamente qualche muro, e per almeno duecento anni cimitero dell'ormai misero paesello. Ruderi abbattuti a fine ottocento per recuperare il pietrame per il nuovo cimitero, lasciando fortunatamente integra la chiesetta di Santa Margherita, come ancora si puo' vedere.

Oltre al parco con la chiesetta si può compiere una tranquilla e rilassante passeggiata percorrendo i sentieri attraverso l'area selvatica della palude, su apposite passerelle di legno. Passando sotto la ferrovia e costeggiando per un paio di chilometri la Tergola si può raggiungere il fatiscente rudere dell'antico Mulino del Coppo.

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Oasi naturalistica della palude di Onara di Tombolo (Padova)

In evidenza le schede didattiche che si trovano lungo i percorsi di visita.
Le schede, per altro largamente incomplete, hanno il solo scopo di dare un'idea parziale dei pannelli predisposti nei vari ambienti dell'oasi e stimolare la curiosità di eventuali visitatori. Un invito a percorrere di persona il sentiero.
Non vogliamo fornire informazioni didattiche. Per esse si devono consultare appositi manuali.
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fiume Tergola
bibliografia alta pianura, territorio padovano e provincia di Padova
titoloautoreedizione
Palude di Onara e fiume TergolaSergio Di Benedetto1996 - Tamari Pocket
La palude di OnaraGiovanni Abrami1984 - Regione Veneto, Comprensorio Cittadella

Palude di Onara a TomboloOasi naturalistica della palude di Onara di Tombolo (Padova)

- Tombolo
- Cittadella
- Villa del Conte

Onara si raggiugne facilmente dalla statale della Valsugana, svoltando (destra) qualche chilometro prima di raggiungere Cittadella (provenendo da Padova) in località Facca.
Indicazioni per Onara e l'oasi di Onara. Vicino alla chiesa di Onara si prende via Asilo, indicazioni, e si può parcheggiare nei pressi dell'oasi.

L'oasi è ufficialmente aperta, gestita da una associazione locale, da aprile a ottobre. Il sabato e la domenica, e altri giorni festivi, vi è la possibilità di parcheggiare anche nell'area interna ombreggiata. E' aperto (Covid-19 permettendo) un bar e vi sono panchine per il pic-nic. Parzialmente è accessibile ai disabili in carrozzina.
Vi è anche una zona riservata al tiro con l'arco.
L'ingresso è gratuito e si può comunque accedere all'oasi tutto l'anno.

Dopo anni di incuria, attualmente (2021) l'area naturalistica è sufficientemente ben tenuta, la zona paludosa è lasciata allo stato naturale, ma è ben percorribile con un percorso su passarelle di legno.