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alpinismo - vie ferrate attrezzate - Dolomiti e Prealpi Venete

vie attrezzate : note generali

Quella sulle vie attrezzate, più volgarmente chiamate 'ferrate' per via della corda d'acciaio ancorata alla roccia utilizzata sia per progressione che per assicurazione, è una pratica escursionistica che rientra a tutti gli effetti nel campo alpinistico. Guardata con un minimo di sufficienza dall'alpinista, la percorrenza delle vie attrezzate richiede tuttavia una buona conoscenza della problematica alpinistica e, soprattutto, va considerata con attenzione, rispetto e preparazione da parte del percorritore.

Nel nostro settore alpino le grandi ferrate, specie le grandi classiche dolomitiche, permettono di raggiungere le più famose cime dolomitiche anche a persone che per preparazione, allenamento e, non ultime, limitazioni atletiche, non possono permettersi una pratica alpinistica di un certo livello. Questo è senz'altro uno dei grandi meriti di questo genere di percorsi.

Stiamo ragionando dei grandi percorsi attrezzati, quelli che hanno una loro logica e una loro fisionomia ben riconoscibile e caratterizzante, sempre integrata nelle pieghe naturali della montagna. In effetti i percorsi attrezzati classici corrispondono spesso a vecchie vie alpinistiche di medio livello.
Altra problematica, che qui non ci interessa, è la 'messa in sicurezza' di sentieri dove vengono usate attrezzature artificiali su brevi tratti, ma il senso generale resta quello della percorrenza di un sentiero. Quest'ultimo aspetto è (quasi) sempre auspicabile. Viceversa la proliferazione, spesso sconsiderata e spesso per scopi 'di valorizzazione turistica' delle località interessate, di tracciati 'forzatamente artificiali' o meglio 'artificiosi' è da guardare con un certo sospetto. Specie quando l'obiettivo non è più il raggiungimento di una cima o di un luogo d'interesse rilevante, ma l'esibizione fine a se stessa di difficoltà e di emozioni che, viste nella giusta ottica, in questo caso non possono svincolarsi dall'essere artificiali. Fortunatamente, dopo l'enfasi e la proliferazione di progetti di qualche anno fa, la cosa si è abbastanza ridimensionata.
Si tratta pur sempre di far fatica e rischiare, e questo non può essere trattato alla stregua di turismo di massa e per finalità d'interesse. I fruitori, alla fin fine, sono i veri appassionati di montagna che sanno ben distinguere le sfaccettature di queste problematiche.

Differenze e similitudini con l'alpinismo
  • Come per l'alpinismo, si tratta di percorrere situazioni, tipicamente a sviluppo verticale, dove una eventuale caduta non si arresta al livello di dove poggiava la scarpa, ma ha sempre conseguenze rovinose. Più spesso una caduta in una ferrata è peggiore di un volo su alte difficoltà alpinistiche.
  • Inevitabilmente il procedere 'assicurati' ad una tranquillizzante corda d'acciaio e, spesso, di 'conserva' in compagnia chiassosa, abbassa il livello di concentrazione ed aumenta la soglia dei pericoli.
  • In arrampicata si procede alternando momenti di impegno elevatissimo a momenti di pausa, nelle ferrate sostanzialmente 'si cammina' e si arrampica ad una velocità più sostenuta. Questo richiede un tipo di adattamento fisiologico diverso, più simile alla resistenza alla camminata e, d'altro canto, si affrontano passaggi con minore concentrazione e più tirati dal punto di vista aerobico.
  • Creste, camini, canaloni e cime rocciose sono egualmente pericolosi in caso di maltempo, però essere aggrappati ad una fune metallica quando saettano fulmini equivale ad avere il parafulmine in mano. Logico che s'impone l'allontanamento dal parafulmine stesso, anche se la cosa più saggia è il prestare attenzione all'evoluzione del tempo ancor prima di partire e, anche nel dubbio, rinunciare in partenza.
In situazione di inevitabile pericolo, come per molte altre casistiche, è fondamentale l'esperienza alpinistica di almeno un componente della compagnia che, attrezzato di corda alpinistica, può intraprendere manove di corda ed assicurazione che possono diventare di vitale importanza.
E' quindi sempre consigliabile che nella comitiva vi sia almeno un componente con una buona conoscenza delle problematiche alpinistiche ed è anche raccomandabile portare una corda da alpinismo, anche magari di lunghezza e diametro inferiori. Io, per esempio, porto un cordino da 8 millimetri di 30 metri di lunghezza.
Può essere utile, ad esempio:
  • per attraversare un canalino ghiacciato, o un tratto ghiacciato, dove la corda d'acciaio è sotto la neve
  • attraversare un tratto dove manca la corda d'acciaio o è stata divelta
  • assicurare un compagno meno abile in un passaggio particolarmente difficile che così può procedere con maggiore tranquillità anche non preoccupandosi di 'passare un ancoraggio' della corda d'acciaio con il proprio cordino
  • spostarsi dalla ferrata in caso di fulmini (ma sarebbe meglio essere altrove...).
Attrezzatura individuale.

Il percorrere una via attrezzata richiede necessariamente dell'attrezzatura di prima qualità
  • Scarpe adatte, tipicamente più robuste e di qualità rispetto a quanto necessario per percorrere un sentierino turistico tranquillo.
  • Il casco. Accessorio fondamentale che va sempre e comunque usato.
    Nelle ferrate le pareti rocciose non raggiungono mai la verticalità e la compattezza di percorsi alpinistici difficili. In questa situazione il deposito, ed il rilascio, di sassi è parte stessa della fisiologia della montagna, viceversa nelle pareti verticali, strapiombanti o compatte, è più difficile che i sassi rimangano sospesi.
    Spesso poi si percorrono le ferrate 'in comitiva' ed il fatto che qualcun altro, involontariamente, smuova qualche sasso rientra anch'esso nella normale situazione operativa.
    Infine il casco serve principalmente per tutte quelle situazioni, anche non in presenza di ramificazioni cornee sulla testa, in cui si sbatte distrattamente e facilmente in spuntoni e volte rocciose. E chi ha provato questi non graditi contatti sa quanto male possano fare. La roccia è davvero dura.
  • Imbrago e cordino da arrampicata. E' l'attrezzo più importante e delicato, è quello che ci dovrebbe salvare da una indesiderata caduta. Contrariamente a quanto si crede, la caduta su una ferrata mette in campo forze cinetiche e torsioni innaturali di gran lunga più critiche che in una caduta con corda d'arrampicata.
    Tipicamente si precipita per pochi metri, ma la violenza dello strappo si riperquote su materiali rigidi quali sono, ovviamente, la corda d'acciaio e il cordino di sicurezza che, data la breve lunghezza, non si comporta elasticamente. E' indispensabile usare un apposito dissipatore e un cordino 'preparato' di lunghezza adeguata. Si consiglia di fornirsi degli apposti kit che si trovano nei negozi specializzati e di evitare soluzioni improvvisate.
    In una caduta di questo genere i moschettoni ricevono sollecitazioni dalla forza spaventosa, si devono usare moschettoni appositamente studiati per questo scopo.
Valgono tutte le considerazioni tipiche relative alle problematiche della frequentazione di un ambiente dalle caratteristiche estreme. E' un ambiente che va sempre trattato con rispetto e riguardo. Non è la 'montagna assassina', è il nostro approccio che difetta di qualcosa. Può essere anche sfortuna, o 'sfiga', più spesso però è nostra impreparazione, errata valutazione, sufficienza e approssimazione, sbadataggine, voglia di strafare.

Infine: la montagna può essere un ambiente pericoloso, però ben più pericoloso è circolare per le strade.

bibliografia alpinismo, arrampicata, vie ferrate vie attrezzate sentieri attrezzati nelle Dolomiti e Prealpi

titoloautoreedizione
Vie ferrateM. Dalla PalmaUlrico Hoepli Editore - 2011
Ferrate a CortinaF.CappellariEdizioni Idea Montagna - 2011
Le vie ferrate - Alpi Carniche, Alpi Giulie, Slovenia, AustriaD.GardiolEdizioni L'Arciere - Dromero, 2008
I materiali per alpinismo e le relative normeautori variI manuali del Cai - 2008
Manuale di alpinismoM.Houston, K.CosleyHoepli - 2008
Dai sentieri attrezzati alle vie ferrate - Alpi Giulie e Carniche R.Mazzilis, Dalla Marta1999
Dolomiti, il grande libro delle vie normaliG.Buscaini, S.MetzeltinZanichelli - 1995
Dolomiti, il grande libro delle ferrateP.Bonetto, P.LazzarinZanichelli - 1992
La sicurezza sulle vie ferrate: materiali e tecnicheG.Bressan, C.Melchiorri, A.Monteleone Collana "I quaderni del Club Alpino Italiano"
Vie ferrate nelle Dolomiti (2 Vol.)R.OberarzbacherEdizioni Kompass
Dolomiti: oltre 80 vie ferrateEugen HusterEdizioni Denzel
Dolomiti: le vie ferrate Reinhold Messner Athesia Edizioni
Alpi Orientali: le vie ferrate Reinhold Messner Athesia Edizioni
Vie ferrate per esperti - Alto Adige, Dolomiti, GardaC. Ladurner Edizioni Tappeiner

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