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Serenissima Repubblica Veneta

Venezia e la Serenissima Repubblica Veneta

Serenisima Republica VenetaVenezia, la Serenisima - cronologia avvenimenti storici


il 1700


Venezia, la serenissima repubblica. Un millennio di storia.

Nata dagli insediamenti lagunari dei fuggiaschi Veneti e Friulani di fronte alle scorribande barbare dell'alto medioevo, protetta verso terraferma dall'impenetrabile laguna, aperta verso il mare quale sbocco naturale per lo sviluppo dei traffici mercantili con l'oriente, Venezia domina il Mediterraneo per almeno cinquecento anni.
Costretta dall'espansione Ottomana, la Repubblica si protende sempre più verso la terraferma Veneta che sottometterà completamente dal 1400.
Al culmine della ricchezza e dello sfarzo, diverrà la capitale mondiale dell'arte, ultima sua risorsa che le permetterà di essere rispettata ed ammirata fino all'uragano napoleonico.
Nonostante i saccheggi ed il degrado ottocentesco e novecentesco, peggiori delle più devastanti incursioni barbariche, Venezia è ancora il più prezioso scrigno d'arte al mondo.
Il secolo di maggior sfarzo, ma anche il secolo della decadenza. Quasi una parabola naturale che ha esaurito quella linfa vitale che fu il propulsore delle immense ricchezze materializzatesi nei secoli precedenti.
Venezia è la capitale mondiale dell'arte e si gode ed alimenta di arte, di musica, di agi, di fasti e di ricchezze. Forse amata, sicuramente invidiata e rispettata da tutt'Europa. La si potrebbe raffigurare come una coltissima, elegantissima, ricchissima, nobilissima ma vecchissima signora.
Eppure non tutto è così scontato e lineare. E', forse, un secolo incompreso e di oscure pulsioni.
Ce ne lascia una traccia profondissima, ma pochissimo appariscente apparentemente, Giambattista Tiepolo, probabilmente il più virtuosistico pittore di tutti i tempi. Quelle che superficialmente si presentano come opulente e traboccanti figure, in profondità celano la consapevolezza di un mondo al termine della sua parabola, figure eteree e felici che non mostrano mai un accenno di sorriso. Quella del Tiepolo è una luce vivissima, ma senza tracce del sole. E' un raffinatissimo teatro dove si rappresenta un unico soggetto: la staticità del tempo. La morte.
Il Tiepolo ha gettato un ponte, il più sontuoso dei ponti, verso un mondo nuovo e sconosciuto, ma questo slancio si è congelato nel punto più alto della parabola senza riuscire ad arrivare alla riva opposta. Il secolo della rivoluzione e del romanticismo era alle porte ed egli, uomo di quel millenario mondo con radici nell'impero romano, non poteva farne parte. Ed allora cercò una soluzione geniale e diversa. La sublimazione attraverso l'arte. Un testamento, un canto del cigno che riepiloga e fonde tutta la genialità della pittura italiana.
E di tutto questo la nobiltà veneziana, almeno quella colta, ne era perfettamente consapevole. Napoleone uccide solamente uno stato già morto.
A distanza di oltre due secoli riusciamo, forse, a intravvedere quanto la genialità del Tiepolo, una rivincita postuma contro la sfida della morte, ci ha lasciato 'scolpito' nei muri e, soprattutto, nei soffitti di tante chiese e nobili palazzi veneziani e veneti.
E' questo trascendere del tempo che fa di Venezia, ancora oggi nonostante tutto, un polo di attrazione irresistibile per persone di tutto il mondo dalle culture diversissime.
dataavvenimento
1700Il secolo si apre con la guerra di successione spagnola. Venezia mantiene la sua neutralità, ma truppe francesi e austriache compiono continue scorrerie e 'scaramuze' nel territorio veneto. E' doge Alvise II Mocenigo, un 'mezzo prete' senza polso, ricchissimo e bigotto, la cui preoccupazione principale è di comprare messe di suffragio (e lasciti monetari a coloro che presenziano) per celebrare la sua morte.
1709Il Re di Danimarca è in visita a Venezia. L'inverno è rigidissimo, il clima polare, la laguna ghiacciata, ma si tengono dei festeggiamenti memorabili.
1713Pace di Utrecht e fine dei domini spagnoli in Italia. Venezia vi partecipa ribadendo la propria neutralità internazionale, ma incassa la fine dell'appoggio spagnolo.
1714Ennesima guerra contro i Turchi e perdita di diversi possedimenti e isole nell'Egeo.
1718Congresso di Passarowitz, Venezia, umiliata, è costretta a cedere ai Turchi pressoché tutti i possedimenti in Egeo. Lo 'Stato da Mar' è ormai ridotto alle coste dalmate.
1719L'Austria istituisce a Trieste il 'Porto Franco', è un duro colpo per la marineria veneziana. Venezia non è più la padrona dell'Adriatico, chiamato 'Golfo di Venezia', e teme la concorrenza commerciale con Trieste, porta dell'Impero sul mare.
1720Apre, sotto i prestigiosi portici delle Procuratorie Nuove, lo storico Caffè Florian.
1720
1770
Giambattista Tiepolo affresca chiese, palazzi, ville di campagna. E' l'ultimo rappresentante della grande pittura italiana, iniziata a Padova con la Cappella degli Scrovegni di Giotto.
1722
1732
E' doge Alvise III Mocenigo, già aggressivo Provveditore Generale dello 'Stato da Mar'. Nonostante le ambizioni del doge, è un periodo di assoluta tranquillità e gli unici avvenimenti sono il restauro della Basilica di San Marco e la visita di Montesquieu.
1741E' la stagione di Carlo Goldoni, commediografo che segna un'epoca.
1741E' doge Pietro Grimani ricchissimo poeta 'laureato'. E' la tirchia, e non amata, icona di un'epoca. Venezia è un brulicare di artisti, musicisti, letterati, attori, santimbanchi, monaci questuanti.
1755Giacomo Casanova finisce ai 'Piombi' (la prigione dogale), ma è protagonista di una leggendaria fuga. E' il trionfo di un mito ancora celebrato dopo 250 anni.
1752
1789
La seconda metà del secolo si distingue per gli avvenimenti artistici mentre in campo politico si sopravvive languidamente solamente grazie alla rispettata neutralità veneziana. A Venezia vi è turbinio di feste e di visite 'turistiche' di potenti e nobili, specie del nord Europa e dalla Russia. E' la meta obbigata del Gran Tour in Italia. Anche Goethe ne celebra i fasti.
Il periodo è ben rappresentato dai dogi che si susseguono: Francesco Loredan, Marco Foscarini, Alvise IV Mocenico e Paolo Renier. Sono i tipici rappresentanti di quel frollo mondo gentilizio preoccupato di raggiungere le cariche politiche a suon di corruzione e denari (il broglio è pratica legalizzata), malaticcio anche fisicamente, circondati da stuoli di medici, tra balli, ballerine, dame, cortigiani e scappatelle varie, con le nobildonne che si distinguono nel far salotto dove i discorsi non si elevano da quelli delle massaie analfabete. Alvise IV Mocenigo veniva, ironicamente, rappresentato come un cappone e la dogaressa Pisana Corner come un'oca. Paolo Renier aveva una relazione, e poi è costretto a sposarla, con una ballerina che a sua volta lo tradisce per un altro bel nobile.
1775Un segno del tempo: vengono invitate diverse famiglie nobiliari di terraferma ad iscriversi (gratuitamente...!!!) al 'Libro d'Oro'. Solamente pochi aderiranno!
1789Viene eletto doge Lodovico Manin. E' l'ultimo condottiero della millenaria repubblica.

segue - el tremendo zorno del dodexe: la caduta di Venezia.