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GrandeGuerra

la guera granda - la grande guerra - prima guerra mondiale

gli avvenimenti finali: la battaglia del solstizio, la vittoria, l'armistizio


Per l'estate del 1918 l'Impero, ormai allo stremo e con tutte le risorse che disponeva, intenzionato a travolgere il fronte italiano proprio dove si era arenata, due anni prima, la Strafexpedition, sferrò l'ultima grandiosa ondata offensiva. Otto divisioni austro-ungariche si contrapponevano a sette divisioni italiane rafforzate da inglesi e francesi. Per tutto il mese di giugno attacchi e contrattacchi si susseguono, con violenze indescrivibili, per la conquista o riconquista dei colli a sud di Asiago e Gallio.

Nel frattempo il centro tattico dell'offensiva si sposta dall'altipiano al Monte Grappa e al Piave, dove, esauritasi la disperata spinta nemica, le truppe italiane sfondano nella decisiva battaglia di Vittorio Veneto.

Nell'altipiano le posizioni vengono mantenute, a prezzo di grandi sacrifici e perdite, fino al 31 ottobre quando viene ordinato l'arretramento entro le linee del 1917. Ancora il tre novembre, in un susseguirsi vorticoso di avvenimenti, c'è l'inutile comando di ritirata alle posizioni antecedenti la guerra. Il quattro novembre, con l'armistizio, cessano le ostilità sorprendendo i soldati, in fuga disordinata e disperata, sulla strada della Fricca e di Caldonazzo (dagli Altipiani), sulla Val Cesilla a Cismon e a Feltre (dal Grappa), in Val d'Adige e in Vallarsa (dal Pasubio).

Perfino il momento della resa, 3 e 4 novembre 1918, fu motivo per cercare di lasciare il grosso delle truppe in mano italiana, quasi a voler liberarsi dell'incomodo fardello. Fu un tradimento per quegli umili soldati delle molte nazioni, soprattutto slave, riunite sotto la bandiera imperiale. L'imperatore Carlo perse la sua legittimazione morale anche tra i più fedeli tra i suoi valorosi soldati.


Gli altipiani, il Grappa, il Pasubio, completamente devastati, abbandonati dalla popolazione civile, con l'85% dei boschi maciullati, coperti da un tappeto di ferro ed esplosivi di tutti i tipi, ritrovano la pace.
Ci vorranno decenni per rimarginare le ferite inferte alla natura e agli animi.