- documenti e materiali
- Corpo Forestale : regole per evitare che i boschi brucino
- Corpo Forestale : cosa fare in caso di incendio boschivo
- Corpo Forestale : numero telefonico 1515 emergenze ambientali
- Corpo Forestale :
normativa statale in materia di incendi boschivi
- salvaguardia dell'ambiente e del territorio
- salvaguardia di Venezia, il Mose e la metropolitana sub-lagunare
- salvaguardia di altre realtà non meno importanti
- strade? ORA BASTA!

Non servono altre strade, necessitano meno automobili e meno camions in circolazione!
E poi, con l'inevitabile crisi strutturale, forse non si porrà più il problema dell'ingorgo.
Pensiamo al futuro, pensiamo a nuovi modelli di mobilità : a piedi e in bicicletta!
ecco solo qualche esempio
- www.ostigliaciclabile.it
- circonvallazione a San Giorgio in Bosco
- Padova : l'orbitale che devasta la campagna a nord di Padova
- autostrada Pedemonatana Veneta
vedi anche alla sezione grandi ciclovie, cicloturismo, itinerari e piste ciclabili
clicca sulle immagini e stampa i cartelli
- problema cave
Le cave di marmo stanno mangiando intere montagne.
Non stiamo parlando cavatori 'di una volta' con modesti mezzi e tanta manualità,
ora si lavora a ritmi e con metodi industriali con mostruosi macchinari di cava.
Questo pone interrogativi sul modello di sviluppo, sia visto dal lato di chi con queste cose 'fa i s-chei'
e sia dalla parte di noi consumatori che esigiamo case sempre più sofisticate e ricche.
Qui emerge prepotente la domanda su cosa lasciamo ai posteri ed anche fino a che punto un terreno, magari privato,
può essere devastato o se appartenga a tutti e con tutti intendo non solo di quelli che dicono (abitanti di quei luoghi) 'le nostre montagne,
i nostri diritti, il nostro sviluppo, il nostro disagio', ma tutti inteso come intera umanità quindi anche a noi.
Siamo anche sicuri che il beneficio economico ed occupazionale, a vantaggio di pochissimi, sia maggiore di una valorizzazione eco-turistica sostenibile?
- fondi europei, spese pubbliche inutili o controproducenti
Dire o chiaccherare, fare e non fare, investire comunque (fondi comunitari), sprecare sempre, rovinare quello che non ci appartiene...
Non siamo i padroni della natura, ma ospiti del Creato. Don Paolo Chiavacci
- fili della luce e del telefono, l'incubo del fotografo
Ripuliamo le piazze ed i principali monumenti dai fili della luce, del telefono,
dai cartelli stradali inutili e dalla cartellonistica varia ridondante.
Evitiamo i parcheggi selvaggi davanti alle chiese e agli edifici storici.
Evitiamo i suoni inutili.
Impazza la moda dei "Progetti co-finanziati dall'Unione Europea", portentosa macchina per far girare soldi,
e questo accecamento spesso fa dimenticare le piccole cose risolvibili solamente con un minimo di sensibilità.
Campagna di sensibilizzazione per restituire, integro e leggibile, quello che possiamo definire l'oro della nostra regione
allo scatto del fotografo, agli occhi del visitatore, all'emozione dell'appassionato dell'arte e della storia.
E' una forma di investimento che richiede solamente un minimo di attenzione e sensibilità da parte di proprietari,
amministratori pubblici, architetti e geometri.
E' una forma di investimento non solo verso gli ospiti che percorrono le strade dei nostri paesi,
ma per noi stessi perché ci allena a vedere, a capire, a sentire la nostra storia e la nostra arte.
- fili della luce e del telefono, l'incubo del fotografo
Però a volte si arriva a degli estremi che nemmeno una persona senza nessuna traccia di sensibilità
e senza nessun buon senso saprebbe superare.
Cogno di San Giorgio in Bosco (Padova)
Sarà anche una chiesetta di poco pregio, rifatta più volte, nella più marginale delle campagne venete,
però anche la chiesetta di Cogno ha la sua bella storia che risale al X secolo, all'incrocio di una centuriazione romana.
Non servono parole per descrivere una simile stupidaggine che ha fatto bella figura davanti alla chiesa per almeno 50 anni.
Erano altri tempi quelli, però ora non ci sono più scuse.
Aprile 2006 - dopo 15 anni di proteste la cabina elettrica è stata abbattuta!
- ulivi ultrasecolari
Ulivi ultrasecolari trasmigrano dal sud -potenza dei 'skei'-, per morire serenamente in mezzo ai rigori invernali e alle nebbie padane.
Vivacchiano tra sofferenze ! Gli ulivi sono abituati a vivere a lungo ... a casa loro.
E intanto li parcheggiamo in lager lasciandoli per molti mesi dentro mastelle di plastica nera.
Nell'alto Veneto di pianura impazza la moda dell'olivo centenario nel giardino.
E' l'ultimo grido in fatto di status-symbol e vale la regola che più
l'alberone è vecchio e malandato -cioè costoso- e più fa figo (el paron).
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