bicicletta > anelli > Stelvio
passo Stelvio

passo dello Stelvio

Passo Stelvio, la cima Coppi

Glorenza, Prato allo Stelvio, Trafoi, passo Stelvio, UmbrailPass, Santa Maria Mustair, Glorenza
Più che un itinerario questo, si può considerare un pellegrinaggio a quella che è la Mecca per ogni ciclista che si rispetti.
passo dello Stelvio La strada verso 'il Passo' è un grandioso balcone sulle imponenti montagne del gruppo dello Stelvio con l'Ortles che svetta a quasi 4.000 metri di altezza, ma le vallate ed i paesetti sono più che un ottimo contorno al giro.
Magnifica Glorenza, circondata da antichissime mura vi si accede per tre porte con i caratteristici pioppi/cipressi a fare da gendarmi, vi sono i grossi portoni in legno ancora in servizio. All'interno cortili e aie di case del profondo medioevo si alternano a settecentesche strade porticate e a modernissimi edifici che si inseriscono con un bellissimo e azzeccato contrasto nell'atmosfera molto particolare della cittadina.
E che dire poi dell'antichissimo 'Mustair', il Monastero.


Nella foto Gianni, l'autore del sito MagicoVeneto, impegnato negli ultimi metri dello Stelvio in una giornata dalle condizioni atmosferiche proibitive... bei tempi, ma i soci ciclisti stavano già con le gambe sotto il tavolino del bar.


Da Glorenza per la stradina nella favolosa campagna a Prato allo Stelvio che con i suoi due pioppi/cipresso è il portone d'ingresso a quella che giustamente è considerata 'la salita' per eccellenza.
Inutile descrivere il percorso che, con i suoi tornanti, i colpi d'occhio sulle immense seraccate dei ghiacciai e il suo clima di alta montagna è il mito del ciclismo di tutti i tempi.
Anche tecnicamente è una bella salita che si fa rispettare. All'inizio una giusta pendenza per un buon riscaldamento, la parte centrale tecnicamente più impegnativa ed infine gran finale un pò meno ripido sui famosi tornanti che consentono un pò di respiro. Una salita ideale quindi, dal clima 'molto alto' quasi al cielo, dalla lunghezza giusta, dalle pendenze azzeccate e su misura che soddisfano pienamente, ma non stravolgono il ciclista.
Anche qui però c'è un purtroppo e riguarda proprio il Passo, lo scempio edilizio ad uso e consumo del turista e del ricco sci estivo e il clima da sagra strapaesana sono proprio fuori luogo, tutto da riprogettare...

Si scende per circa quattro Km. sul versante opposto, lasciata la strada per Bormio, si varca (Dx) la frontiera Svizzera e dopo un breve tratto di falsopiano, si scende in uno strano vallone ed infine con tornanti nel bosco si arriva a Santa Maria. Una favolosa strada sul verdeggiante fondovalle in leggera discesa e per di più tirata a biliardo ci riporta a Glorenza.


Si va in alta montagna, portare abbigliamento adatto anche se si tratta della più calda e serena delle giornate estive non si sa mai ... i temerari che in bici erano al passo Gavia in occasione del Giro d'Italia 1988 capiscono!

Volendo allungare il percorso e renderlo molto più impegnativo, assolutamente straordinaria è la seguente alternativa: dallo Stelvio scendere a Bormio e quindi salire al Passo di Foscagno (m.2.291)(lunga impegnativa salita dalla pendenza costante e sostenuta). Giù a capofitto all'incredibile e desolatissimo 'paese' di Trepalle, attorniato da brullissime montagne e poi un breve e secco strappo fino al Passo d'Eira (m.2.208).
Planare all'altrettanto incredibile Livigno, costeggiare ora il lunghissimo lago del Gallo, incastrato in un 'primordiale' vallone, arrivando alla diga. Si passa ora per la lunga galleria di quasi 4 Km (semaforo a senso unico, sembra di entrare in una miniera), è a pagamento (a volte insistendo e facendo un po' di "caciara"... per i ciclisti chiudono un occhio, anche lo svizzero ha qualche debole), a senso unico alternato e molto ben illuminata, sbucando improvvisamente in Engadina. Ed ora il magnifico passo del Fuorn (m.2.149) che presenta solo un breve strappo impegnativo nel finale, dal passo si ammira in lontananza l' Ortles nella sua possente eleganza.
E poi definire galattica la discesa nella valle di Mustair è un vero diminutivo, è la più bella tra tutte le discese.

Con i suoi 145 chilometri, ma soprattutto per il ragguardevolissimo dislivello di 3.450 metri, sempre in altissima montagna e per strade "desolate", questo anello è del MASSIMO IMPEGNO, da affrontarsi solo se ben allenati e solo con il tempo assolutamente sicuro.
E' consigliabile salire lo Stelvio al risparmio.
E' un itinerario che resterà indimenticabile nel cuore di chi lo affronterà, regalandogli una soddisfazione immensa...

salita del Passo Stelvio, passo Foscagno e passo Fuorn

partenza/arrivo Glorenza Val Venosta (Bolzano)
punti d'appoggio bar a Trafoi, bar/ristoranti al Passo Stelvio, bar/ristoranti a Trepalle e a Livigno
km. totali 65 / 145
km. di salita 27 / 60
dislivello 1.850 / 3.450 metri
quota massima 2.758 - passo Stelvio
pendenza Max. 12 %
quando da luglio a settembre
difficoltà giro molto impegnativo, solo per cicloturisti con bicicletta da corsa, allenati e abituati alle lunghe distanze e alle salite molto impegnative
cartografia Dolomiti 1:200.000 Touring Club Italiano

mappa percorso cicloturistico al passo Stelvio, Foscagno, Fuorn