tra Ortigara e Caldiera : il calvario degli alpini - escursione storica dal piazzale Lozze, cima Caldiera, monte Ortigara, monte Lozze
Per gli insegnanti di storia, gli studenti intelligenti,
le persone che vogliono capire lo svolgimento degli avvenimenti italiani della prima guerra mondiale,
la visita ai campi di battaglia dell'Ortigara è obbligatoria.
I luoghi fondamentali di questa ricerca-ricognizione, oltre all'Ortigara, possono essere
la
Strada delle Gallerie e
Cima Palon al Pasubio,
il
Vezzena con le fortezze di
Lavarone,
Luserna,
Verena,
il museo all'aperto del
monte Zebio,
il
monte Grappa,
soprattutto la
dorsale del monte Asolone,
il
Montello e l'Isola dei Morti lungo il Piave,
il Col di Lana e la galleria del Piccolo Lagazuoi,
alcune zone del Carso e Redipuglia.
La visita all'Ortigara ancor oggi è impressionante e commovente.
I luoghi molto impervi, le distese di brulle pietraie, le balze rocciose completamente martoriate da scavi, trincee, grotte, esplosioni,
ci ricordano il martirio di migliaia di giovanissimi ragazzi, di ambo le parti, mandati inutilmente al massacro.

La visita all'Ortigara si può compiere solamente a piedi con escursioni di almeno 3 ore che richiedono un minimo di allenamento e preparazione.
Tutta l'area monumentale 'sacra' è molto impervia, isolata e lontana da qualsiasi insediamento.
Raggiunto in auto il piazzale Lozze da Gallio (19 km. strada parzialmente sterrata),
l'escursione inizia per il sentiero Cai 841, sulla destra del piazzale,
e si risale per una stradina, a tratti con ripidi tornanti, il costone di cima Campanella.
Si prosegue ora più tranquillamente per la stradina ad un primo bivio, verso sinistra si può scavalcare il filo di cresta e dirigere
direttamente verso l'Ortigara o ritornare verso la chiesetta del Lozze ed il rifugio Cecchin.
Proseguire, invece, verso destra contornando tutto il versante est (verso porta Molina e i Castelloni di San Marco) tutta la cima della Caldiera.
Con alcuni tornanti si perviene al caratteristico intaglio di cresta, fortemente inciso da opere belliche, grotte e trincee.
Seguendo la ripida cresta si può raggiungere in breve tempo la cima della Caldiera (m.2.124).
Scendere l'ampio vallone roccioso ad ovest della cima fino alla depressione di Pozzo della Scala e dell'Osservatorio,
caratterizzato da numerosissime opere di scavo, ricoveri e trincee.
Senza raggiungere il Baito Ortigara, direttamente verso ovest per tracce di passaggio e segni sbiaditi,
scendere al profondo vallone ai piedi del versante est dell'Ortigara e guadagnare l'evidente sentiero che conduce al passo dell'Agnella,
all'estremità nord della piattaforma dell'Ortigara.
Segue un tratto roccioso ripidissimo, agevolato da scalini in pietra e da un corrimano di corda d'acciaio, da una breve galleria elicoidale
("nido d'aquila per mitragliatrici austriache"), per guadagnare la spalla a nord dell'Ortigara dove si trova il Cippo Austriaco.
Si risalgono brevemente le devastate bancate rocciose per raggiungere la piattaforma della Cima Ortigara, dove si trova il Cippo Italiano
"per non dimenticare" il sacrificio di 50.000 giovani soldati, posato nel 1920.
Il risalto roccioso quota 2.106 (l'Ortigara non è una vera cima, ma una spalla della dorsale di Cima Dodici,
prima della battaglia non aveva nemmeno un nome, assunto poi dal vallone e dal baito sottostante per via delle ortiche del magro pascolo)
è ancor oggi un luogo estremamente desolante.
Scendere verso il sottostante vallone attraversando ancora numerose trincee.
Raggiunto il baitello Ortigara (precario ricovero in caso di emergenza), si segue l'evidente sentierone 'Tricolore' che,
attraversando sassi fortemente erosi e distese di mughi, conduce a Cima Lozze, con la Madonnina a vegliare i campi di battaglia, la chiesetta
ed il rifugio Cecchin, aperto in stagione dagli alpini.
Al Lozze sono stati ripristinati interessanti camminamenti e trincee.