Enego, monte Lisser ed ex forte Lisser m.1633
Assieme al dirimpettaio
forte Leone a Cima di Campo,
dall'altra parte della Valsugana, era il cardine superiore dello "Sbarramento Brenta-Cismon" che doveva proteggere tutto il settore di confine in Valsugana.
Il suo ruolo era di controllare ed operare verso la piana di Marcesina, i cui contrafforti erano in territorio austro-ungarico (Barricata di Grigno) e, con tiro indiretto, gli avamposti nel profondo solco della Valsugana. Era armato con 4 cannoni da 149/A su cupola girevole d'acciaio e con numerose altre armi per la difesa ravvicinata.
Come tutte le fortezze italiane, le parti non direttamente scavate nella roccia erano in calcestruzzo di ghiaia molto grossa e di notevole spessore, ma senza alcuna armatura in ferro. Per la sua costruzione e al suo servizio venne approntata una teleferica che saliva da Primolano, paesotto in Valsugana servito da stazione ferroviaria, che superava il notevole dislivello di circa 1500 metri. I lavori iniziarono nel 1911 per terminare immediatamente prima dello scoppio del conflitto, quando venne armato con i 4 cannoni.
Non ebbe nessun ruolo attivo nella guerra, allo scoppio del conflitto gli austriaci si ritirarono, lasciando completamente sguarnito, tutto il settore più avanzato della Valsugana posizionandosi verso i laghi di Levico e Caldonazzo, dove vi erano opere corazzate (ottocentesche) per la difesa di Trento. I possibili bersagli si trovarono quindi fuori tiro e, vista la cronica carenza di armamenti, i cannoni vennero smontati e messi su affusti da campagna.
Il forte, fin da subito disarmato, servì più che altro da deposito e tranquilla caserma di retrovia.
Con la velocissima e furibonda offensiva imperiale del maggio 1916, la Strafexpedition, non si ebbe nemmeno il tempo di organizzare una valida difesa, impensabile un armamento del forte anche perchè irreperibili i pezzi d'artiglieria adatti, fu perciò fatto brillare, nei settori fondamentali, dalla guarnigione in ritirata.
I successivi avvenimenti bellici si spostarono in altri settori (nel Grappa e a sud di Asiago) e su tutta la linea fortificata dello sbarramento della Valsugana (come per tutte le altre fortezze) calò il più profondo oblio.
Divenne (e lo è ancora...) riparo per le pecore ed il bestiame al pascolo.
Ci si ricordò del forte Lisser negli anni '60 e '70 quando le strutture del forte furono utilizzate quali valide fondamenta per le opere a monte degli impianti di risalita delle piste da sci di Valmaron.
Purtroppo queste infrastrutture fanno ancora 'bella' mostra di sè.
Una di esse è da anni inutilizzata, non è possibile la rimozione almeno di questa? Non è possibile spostare di qualche decina di metri a valle le altre?
E' un vero peccato un simile obbrobrio!
E non solo per la poca sensibilità per questo documento storico che fa parte integrante delle vicende umane di Enego, ma soprattutto perchè il Lisser è senz'altro uno dei più spettacolari luoghi panoramici dell'altipiano, con la vista che spazia a 360 gradi dalle Dolomiti al Grappa, alla pianura veneta, a tutto l'Altipiano e alla catena dei Lagorai - Cima d'Asta.
Un simile luogo meriterebbe sicuramente di essere valorizzato quale meta di interessanti passeggiate, ed escursioni in mountain bike, sia da Enego che da Valmaron-Marcesina, attraverso splendidi boschi e bellissimi pascoli con malghe.