AVT - Alta Via del Tabacco e museo diffuso 'Alta Via del Tabacco'
L'Alta Via è un percorso creato collegando mulattiere e sentieri già esistenti
utilizzati dagli abitanti del Canale di Brenta per collegare tra loro gli insediamenti a mezza costa,
con funzione di vicinato, per andare a legna o fieno e per le normali relazioni tra famiglie.
Si svolge toccando molti terrazzi di masiere un tempo adibite a coltivazione del tabacco.
Nonostante tutto, nei tratti non interessati ad altri percorsi locali, il sentiero denota la scarsa frequentazione
pertanto in numerose tratte di collegamento si riduce a misera traccia a volte anche erbosa e non evidentissima.
Tuttavia la segnaletica, davvero esemplare, risolve tutti i dubbi di orientamento
e si denota la volontà di tenere con buona cura questo interessante itinerario.
In condizioni climatiche normali non vi sono particolari problemi e il tracciato non ha difficoltà tecniche di rilievo,
seppur si devono affrontare diversi saliscendi a volte anche ripidi.
E' comunque da tener presente che non è di certo un percorso 'turistico' e si deve considerare
che numerosi tratti si svolgono in lugubri valloni di versanti nord, sempre molto umidi e con sentieri scivolosi.
Di contrappeso alcune tratte si svolgono su aride balze rocciose di versanti sud, generalmente su terrazzamenti ora non coltivati,
e il sole bruciante può portare a forti calure.
Questo porta a considerare che, in estate, l'area della bassa Valsugana e Canal del Brenta è soggetta a violentissimi temporali pomeridiani.
D'inverno, oltre alla già considerata umidità, vi possono essere tratti ghiacciati che possono diventare pericolosi.
Sconsigliabile pure la percorrenza dopo periodi fortemente piovosi, per l'umidità residua
e la possibilità che insignificanti
rivoli di lugubri vallette diventino invalicabili cascate d'acqua.
Il percorso è suddiviso in tre tappe da cinque/sette ore l'una, tutto segnalato e ben percorribile.
La partenza preferibilmente da Bassano del Grappa e l'arrivo a Costa di Valstagna,
ma si può fare il percorso anche in senso contrario.
Sono interessati i comuni di Bassano del Grappa, Campolongo sul Brenta e Valstagna.
in dettaglio
I - Bassano/Campolongo
II - Campolongo/Valstagna
Raggiunta la stradina asfaltata delle 'Gualive' che sale dalla piazza di Campolongo, e percorsala per un buon tratto,
si recupera nuovamente il percorso di traversata che si dirama nei pressi di una casa.
Qui si può giungere da Campolongo, eventuale tappa intermedia, salendo per l'itinerario denominato
sentiero didattico 'Antonia Dal Sasso'
che sale al Capitello degli Alpini, con una bella composizione della Sacra Famiglia,
e fino ad una stradina con tornanti in salita ad intersecare
il sentiero dell'AVT.

Il tratto tra la diramazione di Campolongo e il sentiero Cai.771 di Oliero è molto solitario e selvaggio.
Non vi sono, in condizioni normali, particolari difficoltà,
ma il tratto si svolge quasi sempre su misero sentierino
in mezzo alla fitta boscaglia
e costantemente sul bordo di ripide scarpate erbose
.
Pochi gli scorci panoramici sulla valle.
Dopo un lungo tratto a leggeri saliscendi si raggiungono i resti di una casetta e la mulattiera storica,
sentiero Cai.769 Tovi/CimaCampolongo, per la quale si sale un lungo tratto fino ad un tornante,
dove sulla destra si dirama il sentiero AVT.
Si scende molto ripidamente sul fondo della valletta e poi a due fatiscenti casette.
Ora il bosco è più ampio e il sentiero ben tracciato, tuttavia il terreno terroso e umido del
versante nord lo rende quasi sempre molto scivoloso.
Raggiunto il fondo della Vallerana, dopo un breve traversata si recupera il sentiero storico,
Cai.771, che da Oliero sale al Col d'Astiago.
Ancora un breve tratto di discesa lungo la mulattiera, e presso una grande briglia del torrente,
si recupera
verso sinistra il sentiero che dirige alla volta del sentiero Cai.775.
Per la mulattiera principale (destra) si scende invece alle Grotte di Oliero.
Se non si scende alle Grotte di Oliero si prosegue per il sentiero AVT che con saliscendi incrocia il
sentiero Cai.773 di Oliero di Sopra per poi proseguire a raggiungere il sentiero Cai.775 (del Vu),
che sale da Londa.
Si prosegue in salita per questo sentiero che diviene più interessante e panoramico fino ad un
grande pulpito panoramico, Dosso Pasqualaite, con diramazione di sentieri.
Lasciato il sent.775 si scende sul versante nord della ardita cresta del Col d'Astiago e si procede
per tracce nella fitta boscaglia fino ad una selletta oltre la quale si trovano alcune vecchie case.
E' il tratto di traversata della Posternia di Valstagna, molto boscoso,
nel quale la casa pù bella caratteristica e ben tenuta, è Casera Prà Negro.
Diverse stradine e sentieri permettono di scendere direttamente a Valstagna.
Proseguendo si scende ad un profondo vallone e si risale restando a mezzacosta alti sopra il
borgo di Case Giaconi.
Da un incrocio di mulattiere, ben panoramico e interessante, si può eventualmente scendere
per la bellissima contrada Giaconi a Valstagna, invece proseguendo a mezzacosta si raggiunge
la famosa
Calà del Sasso,
a poche centinaia di metri dall'inizio della salita.
Scendere per la Calà e poi percorrere tutto il fondo valle in discesa fino a raggiungere
la strada asfaltata Valstagna/Foza al primo tornante.
Da Campolongo a Oliero servono 4/5 ore, da Campolongo a Valstagna scendendo per la Calà del Sasso
servono almeno 6/7 ore.
III - Valstagna/Costa
altavia del Tabacco nel Canal di Brenta |
| tratto | località | dislivello | lunghezza | tempi |
| I | Bassano (Ponte Vecchio), Campese, Campolongo | 600 m. | 10 km. | 5/7 ore |
| II | Campolongo, Oliero, Valstagna | 700 m. | 9 km. | 5/8 ore |
| III | Valstagna, Sasso Stefani, Costa | 400 m. | 7 km. | 5/7 ore |
scarica la brochure
informazioni, coordinatore : Antonio Caregaro Negrin
informazioni dettagliate sul percorso e i suoi aspetti culturali

sito web ufficiale dell'Alta Via del Tabacco
Comitato Alta Via del Tabacco - progetto condiviso da
E' sorto, parallelo, anche il Comitato Adotta un Terrazzamento,
iniziativa che si prefigge di affidare a privati volonterosi la cura di terrazzamenti abbandonati,
previo un comodato d'uso garantito dall'amministrazione comunale.

altre informazioni
vedi anche