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ferrovia Rocchette-Arsiero

Velo d'Astico, Valdastico (Alto Vicentino, Vicenza)

passeggiata al Castello di Meda e a San Giorgio di Velo d'Astico, dalla Birreria Summano per la pista ciclo-pedonale


Da lontano, percorrendo la Valdastico ed anche salendo per la strada Del Costo verso Asiago, la Rocca di Meda ci appare come un bizzarro e grandioso masso errante lasciato da chissà chi, forse dal ghiacciaio della Val d'Astico, a disturbare il passaggio sul fondo della valle.
In realtà si tratta di un vero e proprio monte, seppur in miniatura, figlio isolato della grande mole del monte Summano. Caratterizzato su almeno tre lati da verticali pareti rocciose.
La Rocca di Meda è il 'focus' più suggestivo della media vallata dell'Astico.

Vista la felice e favorevole posizione deve aver da sempre avuto un ruolo importante nel controllo del transito in valle.
La denominazione 'Castello' (di Meda) fa pensare a ruderi di una simile struttura, tuttavia sulla cima è presente solo una modestissima casa, una sorta di piccolo eremo e non vi sono tracce di fortificazioni.
Probabilmente già in epoca preistorica il sito fu occupato, sempre allo scopo di controllo dell'importante via di transito con gli altipiani trentini e la ricca pianura dell'alto vicentino. Non è da escludere nemmeno l'insediamento in epoca romana.
Più certe le tracce riguardanti il medioevo. Fortificazioni militari esistevano a Velo e a Meda, oltre che nei pressi di Arsiero.
Probabilmente più che una roccaforte vera e propria sulla cima, forse interessata da una semplice vedetta, le strutture militari potevano insistere proprio sulla strettoia del passaggio dove ora transita la strada, vale a dire il borgo di Meda di Sopra.

Sappiamo per certo che vi soggiornò Ezzelino II 'Il Monaco' (padre di Ezzelino III il Tiranno) nel 1220.
Forse unendo l'utile al dilettevole l'Ezzelino visitò l'importante struttura al confine del suo territorio e aproffitò per qualche giornata 'meditativa', facile immaginare sulla cima della Rocca, che sfociò poi nella sua 'conversione' (dopo una lunga vita non certo 'santa'...) e 'ritiro' nel Convento di Campese (Bassano del Grappa), dove morì e dove si trova tutt'ora la sua tomba.

Nel cinquecento, in piena epopea veneziana, il monte era soprannominato 'Capel del Doge', ma è un attributo abbastanza comune assegnato a molte montagne che somigliano vagamente al particolare copricapo a forma di Corno Dogale.
Se ne accorse anche il Caldogno, Provveditore ai Confini della Serenissima, che da esperto militare capì quello che si sapeva da secoli.
Quella specie di birillo, in mezzo alla valle, era un formidabile posto di controllo sulla sottostante strada che scendeva dai territori Tirolesi. Strada più interessata ai transiti commerciali, molto vivaci tra l'area di Thiene e di Rovereto, più che alla discesa di minacciosi eserciti invasori. Come infatti era avvenuto un secolo prima con la discesa, però non per questa via ma per la Valsugana e la valle dell'Adige, dell'esercito di Massimiliano d'Austria e della Lega di Cambrai.

Eremo di Meda - Velo d'Astico Non sfuggì nemmeno all'occhio attento dei militari italiani, durante la Grande Guerra, l'importanza di quel robusto paracarro.
Provvidero a farne una specie di 'fortezza' sulla linea di massima resistenza nel fondo della Valdastico, tra l'ultima linea del Summano, le martoriate trincee sul Novegno e l'eroico monte Cengio dove vennero fermate le due lingue di penetrazione della Spedizione di Primavera (1916) di Conrad.
Effettivamente mancò un soffio che l'invasione Austro-Ungarica alle spalle dell'esercito italiano (più impegnato sul Carso) si attuasse scendendo lungo la Valdastico verso Vicenza e Padova.
Con il successivo assestamento (1917) delle linee del fronte sul Pasubio, sul Cimone di Tonezza e sulla linea della Val d'Assa nell'Altopiano, seppur tardivamente i militari italiani provvidero a traforare con gallerie, e scavi di trincee tutt'attorno, la Rocca di Meda. Comunque molto importante perché dalla sua cima, ben riparati, si possono ben osservare le cime del Cengio e del Cimone.
La Rocca non ebbe ruoli nemmeno nell'ultima offensiva Austriaca, la battaglia del Solstizio, combattuta tra gli Altipiani e il Grappa.
la passeggiata in dettaglio
E' una camminata molto semplice. Camminiamo per un po' lungo la pista ciclo-pedonale della ex ferrovia Rocchette-Arsiero e saliamo per il sentierino alla Rocca di Meda.

Si può partire direttamente dalle case di Meda di Sopra, dove appena dentro l'abitato si trova anche un piccolo parcheggio, tuttavia consiglio 'vivamente' di partire dai pressi della nota Birreria Summano, lungo la strada Rocchette-Velo-Arsiero (Provinciale 79).
Appena dopo la birreria, sulla destra dirigendo verso Velo, accanto alla ora visibile pista ciclo-pedonale si trova un parcheggio.
A poche decine di metri un ex casello ferroviario (Casello n.6) è stato recuperato a bar/ristoro per ciclisti, runners e camminatori. Davvero molto bello, dalla terrazza all'aperto si può ammirare un bel panorama sulle montagne che circondano la Valdastico.

Con tranquillità prendiamo alla volta della Rocca di Meda, verso ovest direzione Arsiero. La sede della ex ferrovia è abbastanza ampia da permettere la convivenza senza problemi tra ciclisti e camminatori. Tutta la tratta, sostanzialmente pianeggiante, è sempre ombreggiata e rende molto piacevole la camminata anche nelle giornate assolate.
Possiamo già vedere la piramide boscosa della Rocca, con una casetta proprio sulla cima. Superiamo due brevi gallerie che incidono le scoscese pareti rocciose della Rocca, per uscire ad uno slargo prativo sotto le inespugnabili pareti nord-ovest del piccolo e isolato monte.

Castello di Meda, Eremo Rocca di Meda, Cappello del Doge - Velo d'Astico Qui lasciamo la pista ciclabile e prendiamo verso sinistra (cartello Castello di Meda) un sentiero che aggira tutto il versante ovest del monticello. Lasciata la traccia principale verso destra, che porta alla piazza di Meda (di Sotto), continuiamo in leggera salita verso sinistra per sbucare alle case di Meda di Sopra.
Fin qui meno di mezz'ora dal parcheggio.
Qualche decina di metri di strada asfaltata, sottostante la strada principale, e troviamo la strada, sempre asfaltata, che entra nella contrada, quasi al termine della quale troviamo un piccolo parcheggio. Verso destra entriamo in un cortile tra le case, con un bel capitello, subito dopo (cartello indicatore) un sottoportego (passaggio coperto) tra due fienili addossati alle case ci permette di uscire dietro le case.

Ora inizia la salita, si tratta di un sentierino dapprima un po' esile e poi via via più ampio che sale zigzagando sul borscoso versante est della Rocca, l'unica via 'accessibile' tra le pareti rocciose degli altri versanti.
Con molta calma raggiungiamo la cima in mezz'ora, o anche molto meno volendo sbuffare un po'.

Sulla cima troviamo una casupola un po' articolata, evidente frutto di diverse aggiunte, rifacimenti e restauri (anche relativamente recenti) nel corso dei secoli. Tutto ben tenuto dai volontari della contrada.
Si tratta dell'Eremo della Concezione della Beata Vergine Maria e dei Santi Giacomo e Giovanni, nome abbastanza altisonante per una piccola e modesta cappella con locali accessori, normalmente non visitabile se non in occasione di avvenimenti che riguardano la contrada di Meda di Sopra.

Dalla terrazza panoramica, con il caratteristico monumento ai caduti della Grande Guerra con una grande Croce, possiamo godere di una bellissima veduta a 360 gradi su tutta la parte mediana della Val d'Astico, circondata dalle imponenti strutture dell'altopiano di Asiago, dell'altopiano di Tonezza e della catena del Novegno-Priaforà e Summano.
Spiccano in particolare il Cimon di Tonezza, con il grande monumento distinguibile sulla cima, e gli avamposti rocciosi del Cimoncello, del Caviojo e Cima Neutra e le pareti rocciose del monte Cengio, proprio dirimpettaie dall'altro versante della valle.

Dopo l'appagante e meditativa sosta scendiamo e, volendo, ci fermiamo a guardare le gallerie realizzate quali postazioni durante la Grande Guerra. La prima è proprio sotto la casa, le altre due, più interessanti, un po' più sotto raggiungibili con delle brevi diramazioni dal sentiero.
E' importante non uscire dal sentiero battuto e prestare un minimo di attenzione, le pareti scoscese sono comunque in agguato.

Recuperata nuovamente la pista ciclabile possiamo allungare un po' il percorso continuando in direzione Arsiero.
Dopo un paio di chilometri, sempre piacevolmente camminabili, troviamo un altro bar/ristoro provvidenziale per ciclisti e pedoni, con accanto anche un piccolo parco giochi per bambini.
Ci troviamo nei pressi dell'interessante Pieve di San Giorgio, una delle più antiche dell'alto vicentino, che raggiungiamo con una breve uscita dalla pista ciclabile.

Dopo esserci rifocillati meditiamo se continuare a camminare, lungamente, verso Arsiero oppure, languidamente, prendere la via del ritorno, pensando che nei pressi del parcheggio ci aspetta evenualmente un altro bel ristoro.
nelle foto
  • la rocca di Meda a Velo d'Astico
  • Velo d'Astico, la val d'Astico e la chiesetta di San Giorgio dall'alto della Rocca di Meda
  • panoramiche varie sulla val d'Astico verso il monte Cimone di Tonezza
  • il monte Cengio e l'altopiano di Asiago
  • le Creste di Velo e il monte Summano
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Velo d'Astico, Castello di Meda, pista ciclabile ex ferrovia Rocchette-Arsiero
passeggiata alla Rocca di Meda e a San Giorgio di Velo d'Astico, per la pista ciclo-pedonale
dovefine autostrada Valdastico uscita Piovene-Rocchette, strada Rocchette-Velo-Arsiero (SP 79)
parkpark appena dopo la Birreria Summano - coord. N.45°46'23.0" E.11°24'49.3"
luoghiBirreria Summano, Casello, pista ciclabile, Rocca di Meda, San Giorgio di Velo d'Astico
motivituristici, paesaggistici, storici, sportivi
quandotutto l'anno
lunghezza8 km a/r
tempi3 ore in totale con molta calma, soste escluse
orientamentobanale
quotamin.m.300 / max.m.438 Rocca di Meda
dislivellopianeggiante la pista ciclabile / 150 m la salita alla Rocca di Meda
tipologiastradina sterrata, facile sentiero
segnaleticabuona, con pannelli divulgativi didattici e storici
difficoltàturistico (Cai=T), sterrato molto buono pendenze 'ferroviarie', breve salita su sentiero
impegno/faticaIIF=1 (indice impegno/fatica: min.1~max.10)
esposizionenessuna, ma non uscire dal sentiero della Rocca
notepercorso sempre perfettamente curato, numerose panchine e aree di sosta
pericolinessuno - qualche pericolo d'incendio nella boscaglia con il secco estivo (avvenuto nel 2012)
ricoveridue interessanti bar/ristoro lungo la pista ciclabile
nordic walkingmolto adatta, facile, tutta la pista ciclo-pedonale
joggingideale, entusiasmante, fresca e in ombra anche d'estate
carrozzineadatto tutto il tratto tra la Birreria Summano e la stazione di Seghe di Velo
skatingno
carrettino portabimbi tutta la ciclabile è adatta con un minimo di difficoltà
mtb o city bikeideale, facile per tutti anche principianti
bdcno, si può percorrere la vicina strada Piovene Rocchette, Arsiero, Posina
cartografiaCarta tematica della Valposina e Alto Astico - Comunità Montana Alto Astico e Posina
downloadwaypoints e traccia Gps dell'escursione e itinerario interattivo con Google/Earth
gps walk nw jog
ricognizionemaggio 2017
note
riferimentiComune di Velo d'Astico - www.comune.velodastico.vi.it