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Padova

Padova città d'acque : piste ciclo-pedonali, bikeway fahrradweg

piste ciclabili e pedonali sugli argini, itinerari e anello fluviale ciclabile attorno alla città di Padova


Una delle più belle ed interessanti realtà sportivo-ricreative di Padova, dalle notevoli valenze naturalistiche.
E' il giro tutt'attorno alla città percorrendo esclusivamente gli argini dei fiumi e dei canali artificiali scavati nel corso dei secoli.
Cardine di tutti i percorsi è l'argine di sinistra (idrografica) del canale Scaricatore-SanGregorio, appena fuori a sud del centro di Padova, dal raccordo del ponte ciclo-pedonale di Bassanello, ora con la transitabilità risolta anche con il ponte ciclo-pedonale sul Bacchiglione di via Isonzo e i sottopassi sulla critica viabilità del Bassanello. Una vera e propria 'autostrada' ciclo-pedonale, frequentatissima, perfino intasata, in ogni stagione e ad ogni ora del giorno dai tanti bikers, runners e semplici camminatori padovani.

Ciclabile Anello Fluviale di Padova L'anello fluviale ciclabile si sviluppa su pista ciclabile per la quasi totalità su sterrato, brecciolino 'stabilizzato' e tratti a volte con erba un po' esuberante. Lunghi tratti sono ombreggiati da boscaglia tipica degli argini incolti.
Sono circa 47 chilometri totalmente pianeggianti che, in bicicletta, si percorrono tranquillamente in 4 o 5 ore.

Naturalmente si possono percorrere solo alcuni tratti, o combinare anelli vari con altri percorsi. Inoltre diversi tratti sono adatti al jogging e al nordic walking. I tratti erbosi, come gli argini lungo il Brenta tra Limena e Ponte Vigodarzere in particolare, sono adatti al nordic walking.
A Terranegra, dal parco 'delle energie rinnovabili' La Fenice, è stato individuato un percorso specifico per il nordic walking che s'innesta nel più ampio percorso dell'argine Scaricatore-Roncajette e con il collegamento con il parco Iris al Forcellini, già in centro a Padova.

Si può intraprendere il giro completo dell'anello fluviale da tutti gli innesti che tipicamente corrispondono ad importanti ponti della viabilità stradale.
L'anello è anche un collegamento tra i numerosi parchi e giardini locali, in alcuni tratti vi sono attrezzature di 'percorsi vita'.
Lungo il percorso numerose ville Venete e soprattutto la grande, straordinaria, Certosa di Vigodarzere, in bilico tra abbandono ed erbacce ed icona storica di secoli passati, ancora inserita in un contesto ambientale quasi intatto.

Possiamo focalizzare la percorribilità ciclistica e pedonale su tre diversi livelli, comunque intercambiabili e combinabili tra di loro Per chi proviene da fuori Padova e vuole muoversi in bicicletta, i luoghi più adatti per parcheggiare l'auto sono a Limena, presso il ponte dei Colmelloni (ponte Brentella, rotonda stradale, tabelle percorsi nordic walking e area naturalistica Tavello), alla Castagnara, a Stra, presso la chiesa dell'Internato Ignoto (Ponte dei Graissi, zona Stanga), presso la chiesa di Montà, ed anche al grande parcheggio 'scambiatore Metrotram' di PonteVigodarzere (tangenziale nord, raccordata con l'autostrada A4).
Per i percorsi ridotti, attorno al canale Scaricatore-SanGregorio, conviene parcheggiare alla chiesa dell'Internato Ignoto (zona Stanga) o al parco Iris (Forcellini, in zona anche l'autosilos dell'Ospedale).

L'anello fluviale ciclabile si può considerare un vero e proprio "grande raccordo anulare" e da esso si diramano diverse piste ciclabili, quasi tutte lungo gli argini, verso la provincia.
Tutte sono interessantissime e bellissime, inoltre potrebbero essere viste come tasselli di una più ampia ciclabilità interprovinciale e interregionale di lunga distanza.

La più nota, frequentatissima, dirige a Battaglia Terme e Monselice, ma si può proseguire verso Este ed oltre... aggirando i Colli Euganei.
La ciclabile lungo il Bacchiglione da Tencarola conduce a Selvazzano Dentro, ma si può continuare al Castello di San Martino della Vaneza, Cervarese Santa Croce, Longare e Vicenza.
Da Limena interessanti sono i due argini verso Vaccarino, l'argine più interno è bellissimo, ma poco frequentato e spesso con l'erba alta. Si può proseguire per Curtarolo o Piazzola sul Brenta e poi verso Lobia, Grantorto, Carmignano, Friola, Bassano del Grappa.
Dal ponte della Castagnara a Cadoneghe (PonteVigodarzere) si può seguire l'argine del Muson dei Sassi e raggiungere Camposampiero per il percorso denominato "Cammino di Sant'Antonio" (segue la strada del Santo, rievocando il viaggio di Sant'Antonio morente da Camposampiero a Padova). Oltre Camposampiero dovrebbe innestarsi nella (in progettazione e realizzazione) pista della ex Ferrovia Ostiglia e raggiungere Treviso.
Da Vigonza bellissima è la ciclabile del Tergola, che s'innesta sul Cammino di Sant'Antonio nei pressi di Torre di Burri a San Giorgio delle Pertiche.
Dal ponte di Voltabarozzo si può proseguire, sia sull'argine destro come sul sinistro del Bacchiglione, per Bovolenta.

Padova città d'acque

Una idrografia complicatissima, snodo cruciale della pianura centrale veneta, una situazione stradale vincolata e modellata sui corsi d'acqua che rende la viabilità padovana davvero cosa difficile e complicata, solo recentemente risolta a costi di imponenti strutture stradali che però hanno alterato la fisionomia cittadina.
Una città che è quindi un'isola fluviale e la rete ciclo-pedonale permette di capire nella giusta maniera la vera struttura del tessuto urbano sviluppatosi nei secoli.

approfondimenti

la complicatissima idrografia del centro di Padova

mappa idrografica di Padova

piste ciclabili e pedonali in centro storico, lungo le mura, lungo i canali fluviali attorno la città e sistema fluviale della periferia


U Verde di Padova Notissimo, frequentatissimo ogni giorno ed in ogni stagione, perfino intasato di pedoni, runners, ciclisti è l'argine di sinistra del canale Scaricatore, con lo snodo dal Bassanello.
E' l'asse portante di tutta la viabilità ciclo-pedonale ludica della città di Padova.

Dal canale Scaricatore a ritroso lungo il Bacchiglione, superando il nuovo ponte ciclopedonale del Bassanello, si può risalire verso via Isonzo fino ad innestarsi sull'argine della Brentella raggiungendo Tencarola o il ponte Chiesanuova/Sarmeola.
Superando gli incroci del Bassanello si può proseguire lungo le mura di via Goito per La Specola ed il centro di Padova.
Si può continuare oltre il ponte Quattro Martiri lungo il canale San Gregorio ed ancora verso il centro lungo il canale Piovego, verso il Portello e fino alle porte Contarine.
Molto interessante l'anello dell'isola di Terranegra, diramazione dall'argine San Gregorio lungo il Roncajette, con il parco tecnologico La Fenice, dedicato soprattutto ai bambini e curato da associazioni scautistiche.

Il Comune ha curato la sistemazione, con esauriente segnaletica, di percorsi caratterizzati da vari colori indicativi, un vero e proprio parco ludico dedicato ai pedoni e ai ciclisti, particolarmente adatto alla pratica del jogging e del nordic walking, denominato

la U verde di Padova

U Verde di Padova
fiumenome        daalungh.  note
Bacchiglionecanale Scaricatoreponte Bassanello sostegno Ca'Nordiokm.3,0
Bacchiglionecanale San Gregoriobivio Ca'Nordio ponte Vigonovesekm.3,0
Roncajetteparco La Feniceparco La Fenicesostegno Ca'Nordiokm.3,0
RoncajetteSan Massimobotte Kofler San Gregorio incrocio via Gattamelata-Ariostokm.1,7
PiovegoGraissiponte via Ariostoponte Vigonovese San Gregoriokm.2,0
PiovegoPortelloporte Contarine ponte via Ariostokm.3,0
Tronco Maestrogiardini via Goito e Alicornoponte Bassanello porta Saracinescakm.1,3
Tronco Maestro mura medioevaliporta Saracinesca ponte Molinokm.2,0

Ciclabile Anello Fluviale di Padova Ciclabile Anello Fluviale di Padova

Padova città d'acque giro ciclabile alla scoperta del centro storico

Padova città d'acque : in bicicletta lungo gli argini dalla periferia al centro e alle opere idrauliche esterne
La conoscenza dei corsi d'acqua all'interno del centro storico è fondamentale per capire il tessuto e lo sviluppo urbano della città di Padova.

Possiamo iniziare il nostro itinerario dal ponte sul Canale Brentella sulla strada per Vicenza poco prima del grande incrocio di Sarmeola. Qui si può giungere facilmente provenendo dal centro di Padova, oppure interessantissimo sarebbe partire dalla chiusa dei Colmelloni di Limena, dove inizia il Canale Brentella, e percorrere integralmente l'argine del canale sulla sinistra idrografica.
0,00,0 Sulla sinistra (idrografica) del ponte parte una pista ciclabile che percorre integralmente l'argine della Brentella fino al ponte del quartiere Brentella sulla via dei Colli. E' possibile, ma meno consigliabile, percorrere anche l'argine sulla destra idrografica.
2,52,5 Attraversata la trafficatissima arteria, proseguire, sempre sulla sinistra idrografica, lungo l'argine sino alla confluenza della Brentella sul Bacchiglione. L'argine effettua una ampia curva a semicerchio verso sinistra. Proseguire per via Lungargine Boschetto al sottopasso dei viadotti di Corso Australia e della linea ferroviaria, per risalire sull'argine proprio ai bordi della pista dell'aereoporto.
1,74,2 Dopo l'uscita dai malmessi sottopassi si sbuca sul bordo della pista dell'aereoporto.
Dall'innesto della Brentella e fino allo snodo del Bassanello il Bacchiglione è conosciuto anche come Tronco Comune.
0,74,9 Proseguire, sempre sull'argine, poi per strada asfaltata fino allo snodo del Bassanello al ponte Isonzo. Sull'argine opposto gli stabilimenti della Canottieri Padova e della Rarinantes Padova.
1,86,7 Percorrendo la grande rotonda stradale, oppure direttamente lungo il marciapiede a sinistra, raggiungere la testa del Ponte Sostegno o Ponte dei Cavai, su via Goito.
Con quanche centinaio di metri in più è percorribile, e preferibile, la pista ciclo-pedonale che sottopassa tutta la viabilità del Bassanello e permette di raggiungere l'argine sinistro del canale Scaricatore passando per il ponte ciclopedonale.
Incrocio del Bassanello. E' lo snodo più nevralgico della rete stradale a sud della città. E' l'innesto consigliato nel circuito proposto, percorso in senso orario. Ovviamente l'anello può iniziare da qualsiasi punto della città e nella direzione desiderata.
Ponte dei Cavai, subito sulla sinistra (idrografica) dell'incrocio. Qui l'originario Bacchiglione cambia nome e diventa Tronco Maestro, dal fatto che da esso si diramano tutti i canali della città. Il sostegno regolatore di Ponte dei Cavai è funzionale al Canale Scaricatore, costruito nell'ambito del Piano Gasparini, e serve a bloccare le piene del Bacchiglione. E' l'unico punto di ingresso delle acque che alimentano i vari canali in centro città.
0,10,1 Giardinetti del Percorso Vita di via Goito. Scesi dal ponte si percorre il viottolo erboso lungo il corso d'acqua fino ad arrivare all'evidente ponte pedonale Goito. Dalla parte opposta, proprio sotto i ruderi del bastione sud delle mura, si intravede la chiavica dell'Alicorno da dove si dirama l'omonimo canale che alimenta l'acqua attorno all'Isola Memmia in Prato della Valle. Il canale è stato scavato dapprima dai monaci benedettini della Basilica di S.Giustina in epoca medioevale e successivamente riadattato in funzione della fossa del tratto sud-est delle cinquecentesche mura veneziane.
0,70,8 Attraversare il ponte pedonale sospeso e, verso destra, ritornare brevemente fino ai giardinetti Alicorno. Si sale ora sulle mura veneziane costruite molto in fretta nel 1509, ma con i più "moderni" ritrovati della guerra rinascimentale, per difendersi dall'assedio di Massimiliano I d'Asburgo. Si sale ai ruderi dell'imponente bastione dell'angolo sud delle mura veneziane. Si può osservare qualche scorcio della struttura interna e, all'esterno, la diramazione del Canale Alicorno.
0,31,1 Ritornare brevemente e costeggiare tutta via S.Pio X tenendosi sul camminamento pedonale interno delle mura, per giungere al ponte della Saracinesca. Si passa per il piccolo bastione (intermedio) della Ghirlanda, ora occupato dal monumento ai caduti.
Il ponte Saracinesca è un importante punto di accesso alla città e snodo stradale sulla circonvallazione attorno alle mura. Vi si trovava la Barriera Saracinesca e l'omonima Idrovora, opere regolatrici per il fossato collettore di Brusegana e il corso d'acqua della Fossa dei Bastioni attorno alle mura.
1,12,2 Attraversare il ponte e dirigersi subito a destra in Riviera Paleocapa, dove si va verso il centro, lasciando le mura esterne. La si percorre sull'argine rialzato fino al Ponte Paleocapa. È decisamente uno dei tratti più suggestivi di tutto il percorso. Subito si notano ruderi della Torre della Saracinesca (nota anche come torre del boia o anche casa del diavolo), era l'avancorpo difensivo funzionale alle mura Carraresi. Il nodo era strategico per l'ingresso delle acque in città, vi era una grossa catena tesa attraverso il fiume allo scopo di bloccare gli ingressi indesiderati e far pagare i dazi alle imbarcazioni da trasporto. Più avanti s'intravede la chiave del Canale delle Acquette, ora completamente interrato. Si arriva così a ponte Paleocapa e alla minuscola Oasi della Specola, popolata da numerosissimi uccelli, proprio sulla diramazione del Naviglio Interno. Su tutto domina l'imponente Torre della Turlonga, ora osservatorio astronomico (Specola - 1767 - Abate Domenico Cerato), del castello degli Ezzelini (o Castelvecchio), costruito proprio sul bordo dell'antica città romana. Il castello si protende sulla biforcazione dei due canali ed era quindi il punto più importante di tutto il sistema difensivo comunale, prima del dominio veneziano e la costruzione delle mura esterne.
0,32,5 Percorrere integralmente il breve anello attorno al castello riportandosi al ponte Paleocapa. Attraversato il ponte e l'omonima piazzetta, percorrere la riviera Tiso da Camposampiero fino al primo ponte sulla sinistra, dove si attraversa il Naviglio Interno, a sinistra in Piazza Castello e ancora a sinistra al Ponte Sant'Agostino. Il salto d'acqua della Briglia di Sant'Agostino serviva di sostegno al livello d'acqua del Naviglio Interno, per permetterne la navigazione, e come regolatore per il funzionamento dei numerosi mulini, oltre una trentina, dislocati fino al Ponte Molino.
0,93,4 Continuare indifferentemente lungo la Riviera Paleocapa (contromano) fino al Ponte di San Giovanni delle Navi, quindi attraversare il ponte, oppure (meglio) direttamente in Riviera Mussato, fino al Ponte dei Tadi. Il Ponte di San Giovanni delle Navi è del 1200, ma di origine romana a tre arcate, ed è stato rifatto più volte mantenendone le dimensioni originarie. Qui vi era un piccolo molo che serviva per lo sbarco della frutta e verdura diretta al mercato delle piazze, e nei pressi aveva sede l'antica fraglia dei barcari.
Al Ponte dei Tadi, in antichità chiamato anche Vicentinus, si incrocia via San Prosdocimo che porta in Piazza Duomo. E' sull'antica via Pelosa importante arteria medioevale che portava a Montegalda, e in epoca medioevale era il ponte più importante della città; lo testimonia il dono fattone al Vescovo di Padova dall'imperatore Enrico IV nel 1079. Venne rifatto in tre arcate, delle quali solo due ora visibili, nel 1286 sulle strutture romane.
0,53,9 Ancora in Riviera Mussato fino all'elegante ponte "liberty" in ferro e continuare fino ad incrociare, attraversandolo direttamente, il moderno Corso Milano. Il ponte di San Benedetto venne costruito nel 1200 in legno, più volte distrutto venne ricostruito in ferro nel 1820 e quindi rifatto integralmente, sempre in ferro e in stile liberty, nel 1881. Serviva come comunicazione diretta tra la Reggia dei Carraresi e il monastero dove vennero sepolti alcuni importanti membri della famiglia. Il monastero venne distrutto per festeggiare l'ingresso di Napoleone in città e le tombe in parte trasportate agli Eremitani.
0,44,3 Ancora in Riviera Mussato (contromano - attenzione!) fino al ponte Ponte San Leonardo. Da qui si diramava sulla sinistra il Canale della Bovetta, completamente interrato a fine 800. Scavalcato il ponte continuare in via Savonarola (ancora contromano) per arrivare all'importantissimo Ponte Molino e all'omonima Porta Molino sulle mura medioevali (o romane?) unica rimasta assieme alla Porta Altinate. Attraverso il medioevale (ancora originale?) Ponte di San Leonardo si accedeva al primo nucleo del Ghetto Ebraico che contava tre cimiteri.
Il Ponte Molino sorge sul luogo dove si trovava l'antico ponte romano. Di esso ci dà notizia il Palladio affermando che era a cinque arcate e lungo oltre cinquanta metri, la strada romana era larga oltre nove metri; è l'antica via della lana che conduceva a Marostica. Le arcate erano già crollate prima del XII secolo, e vennero rifatte ed affiancata una torre sulle antiche strutture murarie a difesa dell'importante via di comunicazione e dei numerosi mulini lungo la riva.
0,64,9 Si può proseguire, senza attraversare il ponte, sul vicoletto Molino e del Carmine, oppure attraversare il ponte e, subito a sinistra, per la Passeggiata Conciapelli (vi avevano sede le manifatture per la concia e la tintura delle pelli), per via del Carmine. Quindi alla via Giotto, da attraversare, per salire sull'argine delle Mura e arrivare al ponte allo sbocco delle chiuse Porte Contarine e al grande incrocio del moderno Corso Garibaldi. Sulla sinistra, all'incrocio di Via Giotto, il Ponte Giotto, al di là l'Idrovora Vetri per la regolazione delle acque della Fossa dei Bastioni.
Le Porte Contarine, magnifico esempio dell'applicazione delle teorie di Leonardo da Vinci e giustamente ammirate e citate in numerosi trattati, furono costruite dai veneziani nel 1526, servivano a colmare il dislivello con il ramo nord del Naviglio Interno per permettere la navigazione alle imbarcazioni provenienti dal Piovego e dal vicino porto fluviale. Negli anni attorno il 1950 l'intero tratto del Naviglio Nord, dal Ponte delle Torricelle, sull'asse della Riviera dei Ponti Romani, è completamente tombinato, con un danno gravissimo alla struttura urbana della città.
0,85,7 Attraversare il grande ponte sul Corso del Popolo (cemento armato - inizio 1900) e subito a destra lungo la ciclabile del Vecchio Gasometro al Ponte Porcilia, oppure, ben più consigliabile, attraversare i Giardini dell'Arena per l'apposita pista ciclabile. Dal ponte di via Giotto il fiume cambia ancora nome e diventa Canale Piovego. Tutto il tratto fino al Porto del Portello era un lungo porto fluviale che per secoli ha pullulato di imbarcazioni da trasporto.
All'interno dei giardini dell'Arena (romana) si trova uno dei più straordinari ed importanti monumenti della storia dell'arte, la Cappella degli Scrovegni di Giotto e poco più in la, nel medesimo complesso d'arte, l'importantissima chiesa degli Eremitani già ostello per pellegrini 'Romei' diretti a Roma, con gli affreschi del Mantegna, purtroppo gravemente danneggiata dai bombardamenti del 1945.
0,46,1 Dal semaforo pedonale seguire la pista ciclabile e pedonale che percorre integralmente l'argine sinistro del Piovego fino al ponte e alla porta del Portello Al di la, sopra le mura, si vede l'ex macello opera del 1830 di Giuseppe Jappelli, ora sede dell'Istituto Statale d'Arte. Nei pressi si diramava il Canale di Santa Sofia che sfociava nel canale di San Massimo nei pressi dell'attuale ospedale civile. E' stato completamente interrato verso la metà del 1800. Il Portello era il più importante porto fluviale durante la dominazione Veneziana e la porta era il più fastoso ingresso in città. A fianco del ponte le due splendide scalinate (una restaurata) del 1500.
0,97,0 Continuare ancora per il lungargine, sfiorando il nevralgico incrocio della Stanga, per sbucare al Ponte di Ognissanti in via Fistomba. Si gira tutt'attorno al rotondo bastione del Portello Nuovo, ora sede del parco Venturini e della scuola Raggio di Sole, costruita ad inizio 1900 per i ragazzi bisognosi.
0,77,7 Attraversata la strada seguire via Lungargine Piovego sterrata che, con una ampia curva, contorna le mura e sbuca al Ponte dell'Ariosto Al di la dell'acqua il lungo bastione di Castelnuovo dove, ad opera veneziana, doveva essere costruito il nuovo castello, superato e reso inutile dagli avvenimenti politici e dalle nuove tecnologie militari. Infissi sulle mura si osservano alcune palle di bombarda.
Poco oltre vi è la porta fluviale di San Massimo sormontata da uno dei pochissimi leoni di San Marco che non sono andati distrutti alla caduta della serenissima ad opera di Napoleone.
0,68,5 Superato il ponte, ancora a destra, per via Ormaneto sterrata che porta al sostegno San Massimo e sbuca di nuovo in via Ariosto, sul ponte di via Gattamelata. Il sostegno di San Massimo è la più antica delle opere di sostegno idraulico. Situato sul raccordo tra il Piovego e il Roncajette, è una barriera costituita da due paratoie piane, indispensabile per mantenere le quote di livello tra i due canali. Il Piovego si dirigeva alla Brenta (e quindi navigabile per la Riviera del Brenta e Venezia) e lasciava la città dopo avere superato il medioevale Ponte dei Graissi; il Roncajette (originario Bacchiglione) verso le fertili campagne di Terranegra e Isola dell'Abba per portarsi all'importantissima roccaforte di Bovolenta, nodo fluviale cruciale.
0,28,7 Superato il ponte l'itinerario si presta a due soluzioni: uscire dalla città proseguendo verso sinistra o rientrare in città verso destra. In questo caso proseguire per la trafficatissima tangenziale lungo i Bastioni fino al primo ponte in via Cornaro.
0,59,2 Seguire via Cornaro, svoltare a sinistra per via San Massimo superare il grande semaforo di via Falloppio e proseguire (contromano) per via Ospedale quindi, aggirato l'ospedale vecchio, a sinistra al Piazzale Pontecorvo e ai Giardini Treves. Il monumentale Parco Treves De Bonfili è una significativa opera di Giuseppe Jappelli. I giardini, costruiti tra il 1829 e il 1835, sfruttano gli spazi tra l'ospedale vecchio e le mura cinquecentesche e costituiscono l'ultima sintesi tra la raffinatezza e la teatralità settecentesca e l'affiorare del nuovo spirito romantico, nella non facile epoca di trapasso e sconvolgimenti del periodo austroungarico, dopo la caduta della serenissima e prima dell'unità d'Italia.
1,210,4 Verso destra al Pontecorvo. Qui la vista è quantomai spettacolare, sotto il ponte passano il Canale di Santa Chiara, che più in la è il Naviglio Interno e la canaletta dell'Alicorno, proveniente dal Prato della Valle; in mezzo agli alberi svettano le agili guglie del Santo. All'incrocio a sinistra in Piazza del Santo. Il Pontecorvo lungo originariamente oltre 50 metri in tre arcate (l'ultima attualmente interrata) è di indubbia origine romana, situato sulla strada per Piove di Sacco e Chioggia. Il nome è di origine popolare medioevale ed indica la sua caratteristica curva o gobba a dosso. Venne restaurato nel 1517 e pesantemente modificato nel 1906 con l'allargamento della sede stradale di 4 metri. Una edicola nei pressi ci ricorda il fatto dell'arresto di Santa Giustina.
0,510,6 Per via dell'Orto Botanico per sbucare in Prato della Valle, dove si potrà aggirare l'Isola Memmia e la Basilica di Santa Giustina. Si attraversa il ponte sul Canale di Santa Chiara (è il Naviglio Interno dalla biforcazione del Ponte delle Torricelle), racchiuso tra le case. Il Prato della Valle è certamente una delle più spettacolari ed affascinanti piazze del mondo. Le acque attorno all'isola sono alimentate dal Canale Alicorno in parte tombinato, e che attraverso gli orti di Santa Giustina si unisce al Canale di Santa Chiara all'interno dei giardini Treves a Pontecorvo.
0,711,3 Dall'angolo nord del Prato della Valle percorrere il Corso Umberto I fino al Ponte delle Torricelle. L'importante Ponte delle Torricelle è del 1500 su probabili strutture romane. Il nome è dovuto al fatto che esistevano due piccole torri che fiancheggiavano la porta duecentesca.
Da qui il naviglio si biforcava e un ramo (ora interrato), attraverso l'attuale riviera dei Ponti Romani, andava alle Porte Contarine, l'altro ramo, chiamato Canale di Santa Chiara lambisce Sant'Antonio e si unisce all'Alicorno ai giardini Treves
0,611,9 A sinistra poco prima del ponte sotto i portici, per via Rogati e Tiso da Camposampiero, oppure dopo il ponte, sempre verso sinistra, per via XX Settembre. Si costeggia il Naviglio Interno conosciuto anche come Canale delle Torricelle, ritornando alla Specola.
0,712,6 Termina l'itinerario lungo le acque del centro storico. Si può andare verso le piazze del centro per concludere in bellezza la gita.
Dal Ponte Ormaneto verso verso destra si rientra in città, il percorso lungo prosegue verso sinistra.
Dal Ponte Ariosto per la sinuosa via Gattamelata fino a dove, in una decisa curva verso destra, la via si stacca dall'argine. A sinistra salire sull'argine e percorrere il viottolo lungo il sentiero vita fino a sbucare al ponte di via Boccaccio.
1,21,2 Attraversato il ponte percorrere l'argine sulla sinistra idrografica del Roncajette fino alla Botte Kofler, oppure più facilmente direttamente per la stradina sulla destra.
0,61,8 Ancora a sinistra, ora sull'argine Terranegra del Canale di San Gregorio al ponte di San Gregorio di via Vigonovese.
0,42,2 Attraversato il ponte proseguire per un breve tratto sulla Vigonovese fino al sottopasso dove si svolta a destra per via Sant'Orsola Vecchia.
0,62,8 Ancora lungo il Canale Roncajette, attraversando dapprima il grande Parco Roncajette.
2,35,1 Attraversare il ponte di Sant'Orsola e il sostegno alla confluenza del Roncajette sul Bacchiglione e verso sinistra per giungere al Sostegno di Ca'Nordio.
1,06,1 Anche il Sostegno di Ca'Nordio è una delle numerose opere di sostegno del Piano Gasparini e ha come scopo il blocco dell'acqua di riflusso dal Bacchiglione verso il Canale di San Gregorio.
0,56,6 Dal Ponte di Voltabarozzo sulla via Facciolati, percorrere tutto il lungo, rettilineo, sterrato Lungargine Scaricatore, attraversando anche il Ponte 4 Martiri, fino ad arrivare al grande incrocio del Bassanello.
2,69,2 Termina qui il nostro giro. Un anello intermedio, con partenza ed arrivo al Bassanello, consiste nel percorrere la prima parte dell'anello breve nel centro storico e la seconda parte dell'anello lungo, tralasciando la prima parte lungo la Brentella e il Tronco Comune. In questo caso sono circa 19 chilometri.


A questo punto per gli appassionati è imperdibile l'anello fluviale ciclabile attorno a Padova

Anello Fluviale Ciclabile di Padova ciclabile dell'anello fluviale esterno lungo gli argini


Impegnativo per la lunghezza di quasi 50 chilometri quasi completamente su sterrato, con qualche tratto dal fondo difficoltoso. Per i principianti o i non allenati alla distanza può essere affrontato in più tronconi.
Si può percorrere, oltre che non la mountain bike, anche con una buona city bike. E' praticabile tutto l'anno, tranne dopo forti piogge quando possono esserci tratti fangosi.
Aggira completamente tutta la città di Padova e può sorprendere chi s'immagina la periferia esterna come agglomerato di capannoni e strade rumorose e trafficate. Certo, giocoforza si passano marginalmente tratti devastati, ma buona parte è su terreni relativamente integri o rinaturalizzati, con campagna e silenzi, dono delle acque, siano esse canali artificiali costruiti fin dal medioevo o il fiume Brenta, il vero protagonista di questo grande anello ciclabile.

fiumenome        daalungh.  note
Bacchiglione Brentellatratto "A"ponte Bassanello ponte via Dei Colli a Chiesanuovakm.4,0
Brentellatratto "B"ponte via Dei Colli a Chiesanuova ponte Sarmeolakm.2,5
Brentellatratto "B"ponte Sarmeola Montàkm.3,0
Brentellatratto "B"Montà ponte Brentella a Limenakm.6,0
Brentellatratto "B"ponte Brentella a Limena ponte sul Brenta a Limenakm.1,0
Brenta (Altichiero)tratto "C"ponte sul Brenta a Limena Pontevigodarzere km.7,0
Brenta (Certosa)tratto "C"ponte sul Brenta a Limena Pontevigodarzere km.7,5
Brentatratto "D"Pontevigodarzere Strakm.10,0
Piovegotratto "E"ponte di Stra ponte Vigonovese San Gregoriokm.6,0
Scaricatoretratto "F"ponte Vigonovese San Gregorio ponte Bassanellokm.6,0

Ciclabile Anello Fluviale di Padova Ciclabile Anello Fluviale di Padova

fiumi e canali esterni alla città e piste ciclabili sugli argini

gli argini dei fiumi che si diramano dall'anello fluviale, verso la campagna padovana, vicentina, veneziana e verso il mare
L'anello fluviale ciclabile di Padova si può considerare un vero e proprio "grande raccordo anulare" e da esso si diramano diverse tracce ciclabili, quasi tutte lungo gli argini, verso la provincia che potrebbero essere viste come tasselli di una più ampia ciclabilità interprovinciale e interregionale di lunga distanza.

fiumenome        daalungh.  note
canale Battagliaargine Dx ponte Bassanello Monselice19
Bacchiglioneargine Tencarolaponte via Dei Colli Tencarola3
Bacchiglioneargine SXTencarolaSelvazzano Dentro3
Bacchiglioneargine DXTencarola Selvazzano Dentro3
Bacchiglione argine DXSelvazzano DentroCervarese Santa Croce11
BrentellaParco EtnograficoPonterottoBosco di Rubano5
Brentaargine ILimenaVaccarino4
Brentaargine IILimenaVaccarino4
Muson dei SassiCammino Sant'Antonio ponte CastagnaraCamposampiero16
TergolaPanigalle Torre di BurriVigonza-Stra18
Naviglio Brentariviera del Brenta StraFusina23+ argine Piovego = 34 km.
BacchiglioneRoncajette DX ponte VoltabarozzoBovolenta17
BacchiglioneRoncajette SX ponte VoltabarozzoBovolenta16 Padova-Bovolenta-Chioggia

percorsi ciclabili attorno a Padova e nel padovano

la complicata situazione fluviale della pianura tra Padova e Venezia

mappa idrografica fiume Brenta

mappa degli itinerari ciclabili
visualizza con Google Earth e scarica le tracce Gps in formato gpx e kml
gps

bibliografia acque, canali, fiumi nella città di Padova e nel padovano

titoloautoreedizione
Padova e provincia in bicicletta - percorsi, escursioni ed itinerari ciclabili2009 - Turismo Padova Terme Euganee
La grande alluvione del novembre 1966Renato Martinello2006 - Comuni di San Giorgio in Bosco, Piazzola sul Brenta, Campo San Martino, Curtarolo, Limena
Andar per acquePier Giovanni Zanetti2002 - Editrice il Prato, Padova
Padova : la città, le acqueM.Bonarrigo1992 - Abano Terme
La signoria dei Carraresi nella Padova del '300Gigi Vasoin1987 - La Garangola, Padova
Padova e le sue muraElio Franzin1982 - Signum Edizioni Padova
Padova, il caso mura medioevaliautori vari 1981 - Padova

mura e canali d'acqua città di Padova e padovano - contatti utili

chidove
Amici della Bicicletta - Padova via dei Colli, 108 - 35143 PadovaFederazione Italiana Amici della Bicicletta
Nordic Walking Padova PadovaAssociazione Nuovi Sentieri, Scuola di Nordic Walking Padova (Anwi)
Amissi del Piovegovia San Massimo, 137 - 35129 PadovaAssociazione culturale e ambientalista di voga alla veneta
Associazione Lo Squerovia Guizza, 79 - 35125 Padova Associazione culturale e ambientalista per la tutela del territorio e della cultura fluviale anche attraverso il recupero di imbarcazioni tradizionali
Associazione Remada a Secondavia Terme, 88 - Battaglia Terme
Comitato Mura di PadovaVia Raggio di Sole, 2 - 35137 Padova recapito c/o Libreria Ginnasio in galleria San Bernardino