
L'anello fluviale ciclabile si sviluppa su pista ciclabile per la quasi totalità su sterrato,
brecciolino 'stabilizzato' e tratti a volte con erba un po' esuberante.
Lunghi tratti sono ombreggiati da boscaglia tipica degli argini incolti.
Notissimo, frequentatissimo ogni giorno ed in ogni stagione, perfino intasato di pedoni, runners, ciclisti
è l'argine di sinistra del canale Scaricatore, con lo snodo dal Bassanello.
| fiume | nome | da | a | lungh. | note |
|---|---|---|---|---|---|
| Bacchiglione | canale Scaricatore | ponte Bassanello | sostegno Ca'Nordio | km.3,0 | |
| Bacchiglione | canale San Gregorio | bivio Ca'Nordio | ponte Vigonovese | km.3,0 | |
| Roncajette | parco La Fenice | parco La Fenice | sostegno Ca'Nordio | km.3,0 | |
| Roncajette | San Massimo | botte Kofler San Gregorio | incrocio via Gattamelata-Ariosto | km.1,7 | |
| Piovego | Graissi | ponte via Ariosto | ponte Vigonovese San Gregorio | km.2,0 | |
| Piovego | Portello | porte Contarine | ponte via Ariosto | km.3,0 | |
| Tronco Maestro | giardini via Goito e Alicorno | ponte Bassanello | porta Saracinesca | km.1,3 | |
| Tronco Maestro | mura medioevali | porta Saracinesca | ponte Molino | km.2,0 |
giro ciclabile alla scoperta del centro storico| Possiamo iniziare il nostro itinerario dal ponte sul Canale Brentella sulla strada per Vicenza poco prima del grande incrocio di Sarmeola. Qui si può giungere facilmente provenendo dal centro di Padova, oppure interessantissimo sarebbe partire dalla chiusa dei Colmelloni di Limena, dove inizia il Canale Brentella, e percorrere integralmente l'argine del canale sulla sinistra idrografica. | ||
| 0,0 | 0,0 | Sulla sinistra (idrografica) del ponte parte una pista ciclabile che percorre integralmente l'argine della Brentella fino al ponte del quartiere Brentella sulla via dei Colli. E' possibile, ma meno consigliabile, percorrere anche l'argine sulla destra idrografica. |
| 2,5 | 2,5 | Attraversata la trafficatissima arteria, proseguire, sempre sulla sinistra idrografica, lungo l'argine sino alla confluenza della Brentella sul Bacchiglione. L'argine effettua una ampia curva a semicerchio verso sinistra. Proseguire per via Lungargine Boschetto al sottopasso dei viadotti di Corso Australia e della linea ferroviaria, per risalire sull'argine proprio ai bordi della pista dell'aereoporto. |
| 1,7 | 4,2 | Dopo l'uscita dai malmessi sottopassi si sbuca sul bordo della pista dell'aereoporto. Dall'innesto della Brentella e fino allo snodo del Bassanello il Bacchiglione è conosciuto anche come Tronco Comune. |
| 0,7 | 4,9 | Proseguire, sempre sull'argine, poi per strada asfaltata fino allo snodo del Bassanello al ponte Isonzo. Sull'argine opposto gli stabilimenti della Canottieri Padova e della Rarinantes Padova. |
| 1,8 | 6,7 | Percorrendo la grande rotonda stradale, oppure direttamente lungo il marciapiede a sinistra,
raggiungere la testa del Ponte Sostegno o Ponte dei Cavai, su via Goito. Con quanche centinaio di metri in più è percorribile, e preferibile, la pista ciclo-pedonale che sottopassa tutta la viabilità del Bassanello e permette di raggiungere l'argine sinistro del canale Scaricatore passando per il ponte ciclopedonale. |
| Incrocio del Bassanello. E' lo snodo più nevralgico della rete stradale a sud della città. E' l'innesto consigliato nel circuito proposto, percorso in senso orario. Ovviamente l'anello può iniziare da qualsiasi punto della città e nella direzione desiderata. | |||
| Ponte dei Cavai, subito sulla sinistra (idrografica) dell'incrocio. Qui l'originario Bacchiglione cambia nome e diventa Tronco Maestro, dal fatto che da esso si diramano tutti i canali della città. | Il sostegno regolatore di Ponte dei Cavai è funzionale al Canale Scaricatore, costruito nell'ambito del Piano Gasparini, e serve a bloccare le piene del Bacchiglione. E' l'unico punto di ingresso delle acque che alimentano i vari canali in centro città. | ||
| 0,1 | 0,1 | Giardinetti del Percorso Vita di via Goito. Scesi dal ponte si percorre il viottolo erboso lungo il corso d'acqua fino ad arrivare all'evidente ponte pedonale Goito. | Dalla parte opposta, proprio sotto i ruderi del bastione sud delle mura, si intravede la chiavica dell'Alicorno da dove si dirama l'omonimo canale che alimenta l'acqua attorno all'Isola Memmia in Prato della Valle. Il canale è stato scavato dapprima dai monaci benedettini della Basilica di S.Giustina in epoca medioevale e successivamente riadattato in funzione della fossa del tratto sud-est delle cinquecentesche mura veneziane. |
| 0,7 | 0,8 | Attraversare il ponte pedonale sospeso e, verso destra, ritornare brevemente fino ai giardinetti Alicorno. Si sale ora sulle mura veneziane costruite molto in fretta nel 1509, ma con i più "moderni" ritrovati della guerra rinascimentale, per difendersi dall'assedio di Massimiliano I d'Asburgo. | Si sale ai ruderi dell'imponente bastione dell'angolo sud delle mura veneziane. Si può osservare qualche scorcio della struttura interna e, all'esterno, la diramazione del Canale Alicorno. |
| 0,3 | 1,1 | Ritornare brevemente e costeggiare tutta via S.Pio X tenendosi sul camminamento pedonale interno delle mura, per giungere al ponte della Saracinesca. | Si passa per il piccolo bastione (intermedio) della Ghirlanda, ora occupato dal monumento ai caduti. Il ponte Saracinesca è un importante punto di accesso alla città e snodo stradale sulla circonvallazione attorno alle mura. Vi si trovava la Barriera Saracinesca e l'omonima Idrovora, opere regolatrici per il fossato collettore di Brusegana e il corso d'acqua della Fossa dei Bastioni attorno alle mura. |
| 1,1 | 2,2 | Attraversare il ponte e dirigersi subito a destra in Riviera Paleocapa, dove si va verso il centro, lasciando le mura esterne. La si percorre sull'argine rialzato fino al Ponte Paleocapa. È decisamente uno dei tratti più suggestivi di tutto il percorso. | Subito si notano ruderi della Torre della Saracinesca (nota anche come torre del boia o anche casa del diavolo), era l'avancorpo difensivo funzionale alle mura Carraresi. Il nodo era strategico per l'ingresso delle acque in città, vi era una grossa catena tesa attraverso il fiume allo scopo di bloccare gli ingressi indesiderati e far pagare i dazi alle imbarcazioni da trasporto. Più avanti s'intravede la chiave del Canale delle Acquette, ora completamente interrato. Si arriva così a ponte Paleocapa e alla minuscola Oasi della Specola, popolata da numerosissimi uccelli, proprio sulla diramazione del Naviglio Interno. Su tutto domina l'imponente Torre della Turlonga, ora osservatorio astronomico (Specola - 1767 - Abate Domenico Cerato), del castello degli Ezzelini (o Castelvecchio), costruito proprio sul bordo dell'antica città romana. Il castello si protende sulla biforcazione dei due canali ed era quindi il punto più importante di tutto il sistema difensivo comunale, prima del dominio veneziano e la costruzione delle mura esterne. |
| 0,3 | 2,5 | Percorrere integralmente il breve anello attorno al castello riportandosi al ponte Paleocapa. Attraversato il ponte e l'omonima piazzetta, percorrere la riviera Tiso da Camposampiero fino al primo ponte sulla sinistra, dove si attraversa il Naviglio Interno, a sinistra in Piazza Castello e ancora a sinistra al Ponte Sant'Agostino. | Il salto d'acqua della Briglia di Sant'Agostino serviva di sostegno al livello d'acqua del Naviglio Interno, per permetterne la navigazione, e come regolatore per il funzionamento dei numerosi mulini, oltre una trentina, dislocati fino al Ponte Molino. |
| 0,9 | 3,4 | Continuare indifferentemente lungo la Riviera Paleocapa (contromano) fino al Ponte di San Giovanni delle Navi, quindi attraversare il ponte, oppure (meglio) direttamente in Riviera Mussato, fino al Ponte dei Tadi. | Il Ponte di San Giovanni delle Navi è del 1200, ma di origine romana a tre arcate,
ed è stato rifatto più volte mantenendone le dimensioni originarie.
Qui vi era un piccolo molo che serviva per lo sbarco della frutta e verdura diretta al mercato delle piazze,
e nei pressi aveva sede l'antica fraglia dei barcari. Al Ponte dei Tadi, in antichità chiamato anche Vicentinus, si incrocia via San Prosdocimo che porta in Piazza Duomo. E' sull'antica via Pelosa importante arteria medioevale che portava a Montegalda, e in epoca medioevale era il ponte più importante della città; lo testimonia il dono fattone al Vescovo di Padova dall'imperatore Enrico IV nel 1079. Venne rifatto in tre arcate, delle quali solo due ora visibili, nel 1286 sulle strutture romane. |
| 0,5 | 3,9 | Ancora in Riviera Mussato fino all'elegante ponte "liberty" in ferro e continuare fino ad incrociare, attraversandolo direttamente, il moderno Corso Milano. | Il ponte di San Benedetto venne costruito nel 1200 in legno, più volte distrutto venne ricostruito in ferro nel 1820 e quindi rifatto integralmente, sempre in ferro e in stile liberty, nel 1881. Serviva come comunicazione diretta tra la Reggia dei Carraresi e il monastero dove vennero sepolti alcuni importanti membri della famiglia. Il monastero venne distrutto per festeggiare l'ingresso di Napoleone in città e le tombe in parte trasportate agli Eremitani. |
| 0,4 | 4,3 | Ancora in Riviera Mussato (contromano - attenzione!) fino al ponte Ponte San Leonardo. Da qui si diramava sulla sinistra il Canale della Bovetta, completamente interrato a fine 800. Scavalcato il ponte continuare in via Savonarola (ancora contromano) per arrivare all'importantissimo Ponte Molino e all'omonima Porta Molino sulle mura medioevali (o romane?) unica rimasta assieme alla Porta Altinate. | Attraverso il medioevale (ancora originale?) Ponte di San Leonardo
si accedeva al primo nucleo del Ghetto Ebraico che contava tre cimiteri. Il Ponte Molino sorge sul luogo dove si trovava l'antico ponte romano. Di esso ci dà notizia il Palladio affermando che era a cinque arcate e lungo oltre cinquanta metri, la strada romana era larga oltre nove metri; è l'antica via della lana che conduceva a Marostica. Le arcate erano già crollate prima del XII secolo, e vennero rifatte ed affiancata una torre sulle antiche strutture murarie a difesa dell'importante via di comunicazione e dei numerosi mulini lungo la riva. |
| 0,6 | 4,9 | Si può proseguire, senza attraversare il ponte, sul vicoletto Molino e del Carmine, oppure attraversare il ponte e, subito a sinistra, per la Passeggiata Conciapelli (vi avevano sede le manifatture per la concia e la tintura delle pelli), per via del Carmine. Quindi alla via Giotto, da attraversare, per salire sull'argine delle Mura e arrivare al ponte allo sbocco delle chiuse Porte Contarine e al grande incrocio del moderno Corso Garibaldi. | Sulla sinistra, all'incrocio di Via Giotto, il Ponte Giotto, al di là l'Idrovora Vetri
per la regolazione delle acque della Fossa dei Bastioni. Le Porte Contarine, magnifico esempio dell'applicazione delle teorie di Leonardo da Vinci e giustamente ammirate e citate in numerosi trattati, furono costruite dai veneziani nel 1526, servivano a colmare il dislivello con il ramo nord del Naviglio Interno per permettere la navigazione alle imbarcazioni provenienti dal Piovego e dal vicino porto fluviale. Negli anni attorno il 1950 l'intero tratto del Naviglio Nord, dal Ponte delle Torricelle, sull'asse della Riviera dei Ponti Romani, è completamente tombinato, con un danno gravissimo alla struttura urbana della città. |
| 0,8 | 5,7 | Attraversare il grande ponte sul Corso del Popolo (cemento armato - inizio 1900) e subito a destra lungo la ciclabile del Vecchio Gasometro al Ponte Porcilia, oppure, ben più consigliabile, attraversare i Giardini dell'Arena per l'apposita pista ciclabile. | Dal ponte di via Giotto il fiume cambia ancora nome e diventa Canale Piovego.
Tutto il tratto fino al Porto del Portello era un lungo porto fluviale che per secoli ha pullulato di imbarcazioni da trasporto. All'interno dei giardini dell'Arena (romana) si trova uno dei più straordinari ed importanti monumenti della storia dell'arte, la Cappella degli Scrovegni di Giotto e poco più in la, nel medesimo complesso d'arte, l'importantissima chiesa degli Eremitani già ostello per pellegrini 'Romei' diretti a Roma, con gli affreschi del Mantegna, purtroppo gravemente danneggiata dai bombardamenti del 1945. |
| 0,4 | 6,1 | Dal semaforo pedonale seguire la pista ciclabile e pedonale che percorre integralmente l'argine sinistro del Piovego fino al ponte e alla porta del Portello | Al di la, sopra le mura, si vede l'ex macello opera del 1830 di Giuseppe Jappelli, ora sede dell'Istituto Statale d'Arte. Nei pressi si diramava il Canale di Santa Sofia che sfociava nel canale di San Massimo nei pressi dell'attuale ospedale civile. E' stato completamente interrato verso la metà del 1800. Il Portello era il più importante porto fluviale durante la dominazione Veneziana e la porta era il più fastoso ingresso in città. A fianco del ponte le due splendide scalinate (una restaurata) del 1500. |
| 0,9 | 7,0 | Continuare ancora per il lungargine, sfiorando il nevralgico incrocio della Stanga, per sbucare al Ponte di Ognissanti in via Fistomba. | Si gira tutt'attorno al rotondo bastione del Portello Nuovo, ora sede del parco Venturini e della scuola Raggio di Sole, costruita ad inizio 1900 per i ragazzi bisognosi. |
| 0,7 | 7,7 | Attraversata la strada seguire via Lungargine Piovego sterrata che, con una ampia curva, contorna le mura e sbuca al Ponte dell'Ariosto | Al di la dell'acqua il lungo bastione di Castelnuovo dove, ad opera veneziana, doveva essere costruito il nuovo castello,
superato e reso inutile dagli avvenimenti politici e dalle nuove tecnologie militari. Infissi sulle mura si osservano alcune palle di bombarda.
Poco oltre vi è la porta fluviale di San Massimo sormontata da uno dei pochissimi leoni di San Marco che non sono andati distrutti alla caduta della serenissima ad opera di Napoleone. |
| 0,6 | 8,5 | Superato il ponte, ancora a destra, per via Ormaneto sterrata che porta al sostegno San Massimo e sbuca di nuovo in via Ariosto, sul ponte di via Gattamelata. | Il sostegno di San Massimo è la più antica delle opere di sostegno idraulico. Situato sul raccordo tra il Piovego e il Roncajette, è una barriera costituita da due paratoie piane, indispensabile per mantenere le quote di livello tra i due canali. Il Piovego si dirigeva alla Brenta (e quindi navigabile per la Riviera del Brenta e Venezia) e lasciava la città dopo avere superato il medioevale Ponte dei Graissi; il Roncajette (originario Bacchiglione) verso le fertili campagne di Terranegra e Isola dell'Abba per portarsi all'importantissima roccaforte di Bovolenta, nodo fluviale cruciale. |
| 0,2 | 8,7 | Superato il ponte l'itinerario si presta a due soluzioni: uscire dalla città proseguendo verso sinistra o rientrare in città verso destra. In questo caso proseguire per la trafficatissima tangenziale lungo i Bastioni fino al primo ponte in via Cornaro. | |
| 0,5 | 9,2 | Seguire via Cornaro, svoltare a sinistra per via San Massimo superare il grande semaforo di via Falloppio e proseguire (contromano) per via Ospedale quindi, aggirato l'ospedale vecchio, a sinistra al Piazzale Pontecorvo e ai Giardini Treves. | Il monumentale Parco Treves De Bonfili è una significativa opera di Giuseppe Jappelli. I giardini, costruiti tra il 1829 e il 1835, sfruttano gli spazi tra l'ospedale vecchio e le mura cinquecentesche e costituiscono l'ultima sintesi tra la raffinatezza e la teatralità settecentesca e l'affiorare del nuovo spirito romantico, nella non facile epoca di trapasso e sconvolgimenti del periodo austroungarico, dopo la caduta della serenissima e prima dell'unità d'Italia. |
| 1,2 | 10,4 | Verso destra al Pontecorvo. Qui la vista è quantomai spettacolare, sotto il ponte passano il Canale di Santa Chiara, che più in la è il Naviglio Interno e la canaletta dell'Alicorno, proveniente dal Prato della Valle; in mezzo agli alberi svettano le agili guglie del Santo. All'incrocio a sinistra in Piazza del Santo. | Il Pontecorvo lungo originariamente oltre 50 metri in tre arcate (l'ultima attualmente interrata) è di indubbia origine romana, situato sulla strada per Piove di Sacco e Chioggia. Il nome è di origine popolare medioevale ed indica la sua caratteristica curva o gobba a dosso. Venne restaurato nel 1517 e pesantemente modificato nel 1906 con l'allargamento della sede stradale di 4 metri. Una edicola nei pressi ci ricorda il fatto dell'arresto di Santa Giustina. |
| 0,5 | 10,6 | Per via dell'Orto Botanico per sbucare in Prato della Valle, dove si potrà aggirare l'Isola Memmia e la Basilica di Santa Giustina. Si attraversa il ponte sul Canale di Santa Chiara (è il Naviglio Interno dalla biforcazione del Ponte delle Torricelle), racchiuso tra le case. | Il Prato della Valle è certamente una delle più spettacolari ed affascinanti piazze del mondo. Le acque attorno all'isola sono alimentate dal Canale Alicorno in parte tombinato, e che attraverso gli orti di Santa Giustina si unisce al Canale di Santa Chiara all'interno dei giardini Treves a Pontecorvo. |
| 0,7 | 11,3 | Dall'angolo nord del Prato della Valle percorrere il Corso Umberto I fino al Ponte delle Torricelle. | L'importante Ponte delle Torricelle è del 1500 su probabili strutture romane.
Il nome è dovuto al fatto che esistevano due piccole torri che fiancheggiavano la porta duecentesca. Da qui il naviglio si biforcava e un ramo (ora interrato), attraverso l'attuale riviera dei Ponti Romani, andava alle Porte Contarine, l'altro ramo, chiamato Canale di Santa Chiara lambisce Sant'Antonio e si unisce all'Alicorno ai giardini Treves |
| 0,6 | 11,9 | A sinistra poco prima del ponte sotto i portici, per via Rogati e Tiso da Camposampiero, oppure dopo il ponte, sempre verso sinistra, per via XX Settembre. | Si costeggia il Naviglio Interno conosciuto anche come Canale delle Torricelle, ritornando alla Specola. |
| 0,7 | 12,6 | Termina l'itinerario lungo le acque del centro storico. Si può andare verso le piazze del centro per concludere in bellezza la gita. | |
| Dal Ponte Ormaneto verso verso destra si rientra in città, il percorso lungo prosegue verso sinistra. Dal Ponte Ariosto per la sinuosa via Gattamelata fino a dove, in una decisa curva verso destra, la via si stacca dall'argine. A sinistra salire sull'argine e percorrere il viottolo lungo il sentiero vita fino a sbucare al ponte di via Boccaccio. |
||
| 1,2 | 1,2 | Attraversato il ponte percorrere l'argine sulla sinistra idrografica del Roncajette fino alla Botte Kofler, oppure più facilmente direttamente per la stradina sulla destra. |
| 0,6 | 1,8 | Ancora a sinistra, ora sull'argine Terranegra del Canale di San Gregorio al ponte di San Gregorio di via Vigonovese. |
| 0,4 | 2,2 | Attraversato il ponte proseguire per un breve tratto sulla Vigonovese fino al sottopasso dove si svolta a destra per via Sant'Orsola Vecchia. | 0,6 | 2,8 | Ancora lungo il Canale Roncajette, attraversando dapprima il grande Parco Roncajette. |
| 2,3 | 5,1 | Attraversare il ponte di Sant'Orsola e il sostegno alla confluenza del Roncajette sul Bacchiglione e verso sinistra per giungere al Sostegno di Ca'Nordio. |
| 1,0 | 6,1 | Anche il Sostegno di Ca'Nordio è una delle numerose opere di sostegno del Piano Gasparini e ha come scopo il blocco dell'acqua di riflusso dal Bacchiglione verso il Canale di San Gregorio. |
| 0,5 | 6,6 | Dal Ponte di Voltabarozzo sulla via Facciolati, percorrere tutto il lungo, rettilineo, sterrato Lungargine Scaricatore, attraversando anche il Ponte 4 Martiri, fino ad arrivare al grande incrocio del Bassanello. |
| 2,6 | 9,2 | Termina qui il nostro giro. Un anello intermedio, con partenza ed arrivo al Bassanello, consiste nel percorrere la prima parte dell'anello breve nel centro storico e la seconda parte dell'anello lungo, tralasciando la prima parte lungo la Brentella e il Tronco Comune. In questo caso sono circa 19 chilometri. |
ciclabile dell'anello fluviale esterno lungo gli argini | fiume | nome | da | a | lungh. | note |
|---|---|---|---|---|---|
| Bacchiglione Brentella | tratto "A" | ponte Bassanello | ponte via Dei Colli a Chiesanuova | km.4,0 | |
| Brentella | tratto "B" | ponte via Dei Colli a Chiesanuova | ponte Sarmeola | km.2,5 | |
| Brentella | tratto "B" | ponte Sarmeola | Montà | km.3,0 | |
| Brentella | tratto "B" | Montà | ponte Brentella a Limena | km.6,0 | |
| Brentella | tratto "B" | ponte Brentella a Limena | ponte sul Brenta a Limena | km.1,0 | |
| Brenta (Altichiero) | tratto "C" | ponte sul Brenta a Limena | Pontevigodarzere | km.7,0 | |
| Brenta (Certosa) | tratto "C" | ponte sul Brenta a Limena | Pontevigodarzere | km.7,5 | |
| Brenta | tratto "D" | Pontevigodarzere | Stra | km.10,0 | |
| Piovego | tratto "E" | ponte di Stra | ponte Vigonovese San Gregorio | km.6,0 | |
| Scaricatore | tratto "F" | ponte Vigonovese San Gregorio | ponte Bassanello | km.6,0 |
| fiume | nome | da | a | lungh. | note |
|---|---|---|---|---|---|
| canale Battaglia | argine Dx | ponte Bassanello | Monselice | 19 | |
| Bacchiglione | argine Tencarola | ponte via Dei Colli | Tencarola | 3 | |
| Bacchiglione | argine SX | Tencarola | Selvazzano Dentro | 3 | |
| Bacchiglione | argine DX | Tencarola | Selvazzano Dentro | 3 | |
| Bacchiglione | argine DX | Selvazzano Dentro | Cervarese Santa Croce | 11 | |
| Brentella | Parco Etnografico | Ponterotto | Bosco di Rubano | 5 | |
| Brenta | argine I | Limena | Vaccarino | 4 | |
| Brenta | argine II | Limena | Vaccarino | 4 | |
| Muson dei Sassi | Cammino Sant'Antonio | ponte Castagnara | Camposampiero | 16 | |
| Tergola | Panigalle | Torre di Burri | Vigonza-Stra | 18 | |
| Naviglio Brenta | riviera del Brenta | Stra | Fusina | 23 | + argine Piovego = 34 km. |
| Bacchiglione | Roncajette DX | ponte Voltabarozzo | Bovolenta | 17 | |
| Bacchiglione | Roncajette SX | ponte Voltabarozzo | Bovolenta | 16 | Padova-Bovolenta-Chioggia |
bibliografia acque, canali, fiumi nella città di Padova e nel padovano | ||
| titolo | autore | edizione |
|---|---|---|
| Padova e provincia in bicicletta - percorsi, escursioni ed itinerari ciclabili | Turismo Padova Terme Euganee - 2009 | |
| La grande alluvione del novembre 1966 | Renato Martinello | Comuni di San Giorgio in Bosco, Piazzola sul Brenta, Campo San Martino, Curtarolo, Limena - 2006 |
| Andar per acque | Pier Giovanni Zanetti | Editrice il Prato - Padova 2002 |
| Padova: la città, le acque | M.Bonarrigo | Abano Terme - 1992 |
| La signoria dei Carraresi nella Padova del '300 | Gigi Vasoin | Editrice La Garangola - Padova - 1987 |
| Padova e le sue mura | Elio Franzin | Signum Edizioni - Padova - 1982 |
| Padova, il caso mura medioevali | autori vari | Padova - 1981 |
mura e canali d'acqua città di Padova e padovano - contatti utili | ||
| chi | dove | |
|---|---|---|
| Amici della Bicicletta - Padova | via dei Colli, 108 - 35143 Padova | Federazione Italiana Amici della Bicicletta |
| Nordic Walking Padova | Padova | Associazione Nuovi Sentieri, Scuola di Nordic Walking Padova (Anwi) |
| Amissi del Piovego | via San Massimo, 137 - 35129 Padova | Associazione culturale e ambientalista di voga alla veneta |
| Associazione Lo Squero | via Guizza, 79 - 35125 Padova | Associazione culturale e ambientalista per la tutela del territorio e della cultura fluviale anche attraverso il recupero di imbarcazioni tradizionali |
| Associazione Remada a Seconda | via Terme, 88 - Battaglia Terme | |
| Comitato Mura di Padova | Via Raggio di Sole, 2 - 35137 Padova | recapito c/o Libreria Ginnasio in galleria San Bernardino |