
Le mura del 1220 conservano tutta la loro suggestione.
Leggenda le vuole edificate, molto probabilmente su precendenti manufatti (è ipotizzabile su di una 'Motta' pre-romana), per fronteggiare le minacce della vicina
Castelfranco Veneto,
avamposto Trevigiano, ma anche per arginare le ultime scorribande barbare. Altre leggende narrano di demolizioni di rovine dei castelli del circondario quali Carturo, San Pietro in Gù, Onara, Curtarolo, per riciclare le pregiate pietre da costruzione.
Tra le sue strutture venne adattata una 'zilia' (dal nome dell'ingegner Egidio, progettista di questi luoghi infernali) di Ezzeliniana memoria, la 'Torre di Malta' terrificante luogo di reclusione e tortura. Ed Ezzelino III, il tiranno, s'impone tra i protagonisti di quello scorcio storico e, nel bene o nel male, Cittadella è icona di quella concezione sociale e protagonista di quel tumultuoso processo di trasformazione a cavallo tra medioevo e primo rinascimento comunale.
Certo è il fatto che il Comune di Padova impose la costruzione in questo strategico nodo per sminuire l'importanza della fiorente cittadina di Onara (ora piccolissima frazione del Comune di Tombolo), patria degli Ezzelini, a quel tempo centro commerciale di notevole importanza.
Protetta da questo formidabile strumento di difesa, la fortezza militare fu cardine nelle lotte tra signorie dell'alta pianura e pedemontana veneta fino all'avanzata, nel 1509, degli eserciti della Lega di Cambrai. Nuove strategie belliche, nuove armi terrificanti, le bombarde, fecero la loro comparsa e le vecchie mura, di concezione medioevale, nulla poterono.
La Serenissima abbandonò al loro destino i castelli e le cittadelle murate quali Cittadella e
Bassano del Grappa e ripiegò su
Padova e
Treviso
dove, in fretta e furia, vennero costruite le 'nuovissime' mura delle città con soluzioni tecniche mai viste prima di allora.
Passata la grande bufera, con la 'pax' veneziana viene smantellato il presidio militare e, all'interno delle mura, si sviluppa il tessuto urbano civile che porterà Cittadella ad essere una delle più vivaci e caratteristiche cittadine dell'alto territorio veneto.
Nell'ottocento si prese in considerazione l'abbattimento delle mura funzionale allo sviluppo urbano e l'accesso con mezzi meccanici. Alcuni muri delle quattro porte erano già stati effettivamente abbattuti ad inizio secolo durante l'incursione napoleonica per allargare l'accesso alla città. Successivamente vennero in parte riedificati ma con interventi, specie per le merlature a coda di rondine, che possiamo definire 'falso storico'.
Dopo il recente restauro, è possibile percorrere il camminamento di ronda e vedere la città da questa particolarissima prospettiva: tra il dentro ed il fuori le mura.
Le mura: barriera, protezione, intralcio, pericolo, chiusura o appartenenza?
Sicuramente, oggi, una grande risorsa. Un'opera d'arte, ma soprattutto una macchina del tempo che ci restituisce la possibilità leggere la storia.
Comune di Cittadella - piazza L.Pierobon, 1 - tel.049.9413411
cittadella@comune.cittadella.pd.it
Biblioteca - tel.049.9413470
IAT informazioni turistiche: Casa del Capitano - Porta Bassanese, 2 - tel.049.9404485
turismo@comune.cittadella.pd.it
www.comune.cittadella.pd.it

feste e avvenimenti ricorrenti a Cittadella e nel cittadellese
| avvenimento | dove | quando | info |
| Voci dell'Evo di Mezzo | Cittadella | ultima settimana settembre | |
bibliografia Cittadella, cittadellese e territorio padovano
| titolo | autore | edizione |
| Storia di Cittadella - 2 vol. | Autori Vari | Cittadella, 2008 |
| Cittadella, città murata | S.Bortolami | Cittadella, 1990 |
| Arti e mestieri nel cittadellese | F.Rizzetto | San Martino di Lupari, 1989 |
| Storia di Cittadella - 1220/1797 | F.Rizzetto | San Martino di Lupari, 1988 |
| Cittadella prima del mille: la Pieve di San Donato | G.Franceschetto | Cittadella, 1955 |
| Ai piedi del Grappa. Guida storica-turistica di Bassano del Grappa, Marostica, Nove, Cittadella, Castelfranco Veneto, Asolo, Cittadella. |
| Padova, 1981 |