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escursioni nelle Dolomiti

Dolomiti Bellunesi - passeggiate escursioni walking trekking altevie

Dolomiti Bellunesi e Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi, Feltre, Belluno

le più belle escursioni delle alpi

Val Canzoi, bivacco Feltre e rifugio Boz

gruppo dolomitico delle Dolomiti Feltrine nel Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi
Partenza: ex albergo 'Bruno Boz' (ora ristorante 'Ai 4 Pass') al termine della stradina della Val Canzoi da Toschian (strada Feltre-CesioMaggiore).
Percorso: lago Stua, Val Caoram, malga Cimonega, bivacco Feltre W.Bodo (1.950), passo Mura (1.817), rifugio Boz (1.718), passo Alvis (1.880), malga Alvis (1.573), lago Stua. Dislivello oltre 1.800 Metri.
Difficoltà: molto impegnativo. 3 ore al bivacco Feltre + 3 traversata al rifugio Boz. + 3 di discesa. Complessivamente 10-11 ore.
Note: suggestiva successione di cascate, marmitte, orridi e aeree cenge. Pericolose le traversate se innevate o con il cattivo tempo.

rifugio G. Dal Piaz, buse delle Vette e monte Pavion

Vette Feltrine nel Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi
Partenza: passo Croce d'Aune (1.050), strada Feltre-Sovramonte.
Percorso: scorciatoie e stradina al rif. Dal Piaz (1.993), Monte Pavione (2.335).
Difficoltà: facile, ore 2,30 al rif. + 2 ore cima + ritorno. Dislivello 1.000 m. al rifugio + 400 m. alla cima.
Note: zona di grandi circhi glaciali di cui il più famoso è la Busa delle Vette Grandi, meritatatissimanente soprannominata "Busa delle Meraviglie", ... e poi la leggendaria "Piaza del Diaol".

dal rifugio Bruno Boz al rifugio Dal Piaz

Vette Feltrine nel Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi
Partenza: rifugio B.Boz (1.718). Raggiungibile dalla Val Canzoi (3 ore) o dai Fonteghi in Val Noana (Imer di Fiera di Primiero)(2 ore).
Percorso: Sentiero 801 per il passo della Finestra, Piazza del Diavolo, Busa delle Vette e rifugio Giorgio Dal Piaz (1.990). È il tratto finale dell'Altavia delle Dolomiti n. 2.
Difficoltà: difficile più che altro per la lunghezza, i continui saliscendi e il terreno impervio e solitario.
Note: Tenere conto della salita al punto di inizio (2-4 ore) e della discesa al passo Croce d'Aune (1.050 - 1 Ora) oppure in Val Noana (4-5 ore). L'itinerario è da percorrere quindi in 2 o 3 giorni magari abbinandolo a quello per il bivacco Feltre e alla salita al Monte Pavione.

monte Pizzoc

gruppo dolomitico delle Dolomiti Feltrine nel Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi
Partenza: Roncoi (650), frazione di San Gregorio nelle Alpi tra Feltre e Belluno.
Percorso: bivacco Palia (1.577), Cima Pizzoc (2.186), idilliaco rifugio Le Ere (1.297), Roncoi. Dislivello 1.700 metri.
Difficoltà: difficile più che altro per il dislivello. Ore 7-10 complessivamente.
Note: Dalla cima si dominano (quando non c'è nebbia) pressoché tutte le Dolomiti, le Prealpi Bellunesi e la Pianura fino al Mare. La Cima è una sottile cresta rocciosa dalla quale la parete NordEst precipita per 800 metri.
Molti percorsi, tutti estremamente impegnativi, si diramano attorno a questa massiccia montagna, in particolare nel versante Nord, dalla valle del Mis e ai "Piani Eterni"

le Dolomiti Bellunesi

Tutte le Dolomiti Bellunesi, ora Parco Nazionale, parenti "povere" delle "grandi dolomiti", viste sotto l'ottica escursionistica sono oltremodo selvagge e molto difficili con le poche eccezioni dei percorsi più classici, frequentati e conosciuti (che in genere sono comunque impegnativi e certamente non sovraffollati). Avventurarsi oltre questi itinerari diventa, aimè (perché sono posti di bellezza assoluta e di grandi emozioni), una faccenda da lasciare a persone veramente preparate. Bosconero, Spiz de Mesdì, Tamer S.Sebastiano, Schiara e Zime de Zità, gli improponibili Monti del Sole, Pizzoc e Piani Eterni, Vette e Dolomiti Feltrine sono i nomi di questi incomparabili gioielli che non concedono compromessi alla cultura del consumismo. Qui si può veramente parlare di alpinismo esplorativo, non solo per il cammino impegnativo e solitario, ma anche e soprattutto, perché è una esplorazione all'interno di noi stessi, una avventura per recuperare le nostre origini e la nostra identità, che obbliga davvero alla riflessione e tempera il carattere. Perché non provare a fare una settimana da SOLI(!), senza incontrare realmente NESSUNO(!), senza nessun collegamento con la civiltà (telefonino..no grazie!). Abbandonando sicurezze e averi, in compagnia solo delle nostre fragili gambe, del nostro misero e povero corpo, del nostro piccolo e leggero zaino e, naturalmente, dei nostri grandi e pesanti pensieri. In balia degli agenti atmosferici e della natura selvaggia, prepotente e austera, sempre bellissima. È indubbiamente una esperienza molto dura, specie quando scendono improvvise, ma desiderate e temute, le prime ombre della sera. E poi la notte buia, misteriosa, dalla quale emergono le paure e le emozioni ancestrali dei nostri antenati preistorici distanti solo un soffio dell'abissale infinito, popolata di orsi e di lupi, con il gelo che si accumula nelle ossa di ora in ora in bivacchi all'addiaccio, ma dalla quale si recuperano i valori più grandi dell'animo, facendoti capire quale preziosissimo dono è l'abbraccio e il calore di una persona cara e i significati dell'avventura umana. Ed infine l'alba, con i primi raggi del sole, tiepidi, pieni di gioia, linfa vitale per i muscoli, speranze di un nuovo giorno e di una nuova vita, supremo miracolo. È una esperienza che nella vita va di tanto in tanto fatta e le Dolomiti Bellunesi, fortunatamente, sono un "santuario" sicuro.

Quarta Pala di San Lucano

Pale di San Lucano, sottogruppo settentrionale Pale di San Martino, versante Agordino.
Partenza: Col di Pra (850) in Val di S.Lucano (Taibon A.) a 10 Km. da Agordo.
Percorso: stradina forestale alla cascata di Pont (1.150), forcella Gardes (2.000), Quarta Pala (2.260)(sulle carte riportata come Zima Van del Pez, sopra l'immenso Van di Lagunaz). Dislivello 1.500 Metri.
Difficoltà: difficile, anche se non vi sono particolari problemi. 4-7 ore di cammino.
Note: Le Pale di S.Lucano sono la massima 'Potenza' (Geologia) Dolomitica, con pareti alte fino a 2.000 metri. Il percorso offre contrasti incredibili, passando sul confine con il gruppo delle Cime di Pape che sono di terreno vulcanico. Dalla vetta visione vertiginosa sul Gran Canyon della Val S.Lucano che sprofonda per 2.000 metri e sulle dirimpettaie pareti del Gruppo dell'Agner (2.872), con lo Spigolo Nord alto 1.600 m. Le altre cime di S.Lucano sono raggiungibili solo "alpinisticamente" (gulp! .. vedere per credere ..), volendo si può scendere alla malga Ambrusogn (1.700) e salire al fantastico bivacco Bedin (2.110) sulla I Pala.

Viaz del Gonela

Spiz de Mesdì in Val Prampera, laterale della Val Zoldana, Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi
Partenza: Forno di Zoldo (850), cuore della Val Zoldana (da Longarone).
Appoggi: rifugio "Casel Sora'l Sass" (1.588)(ex bivacco di cacciatori. Stupendo!), bivacco "Carnielli" (2.010).
Tempi: ore 2-3 al "Casel" + 5-7 traversata del Viaz al bivacco Carnielli + 2-3 discesa in Val Prampera + stradina x Forno di Zoldo. Dislivello circa 2.000 m. Notevolmente lungo!
Difficoltà: Molto, molto impegnativo. Ai limiti estremi dell'escursionismo, siamo già abbondantemente in campo alpinistico(!).
Note: Percorso dei cacciatori di camosci, di grandissima soddisfazione che gli amanti dell'alpinismo "esplorativo" non devono perdere. Posti estremamente selvaggi anche se ora leggermente meno isolati con la creazione di alcuni bivacchi e rifugetti adattati da capanne di boscaioli o vecchie malghe. È una successione ininterrotta di tratti impegnativi molto esposti e delicati, anche con passaggi di arrampicata fino al II grado, orridi camini bagnati e pericolosissimi(!) in cui spesso si passa sotto enormi massi incastrati, canali ripidissimi che scaricano nell'abissale vuoto e spettacolari cenge aeree anche molto strette. Notevoli le difficoltà di orientamento e reperimento del percorso. Un brusco cambiamento del tempo o lo sbagliare via possono diventare una faccenda drammatica. Va intrapreso solo con la guida di un alpinista e tempo assolutamente sicuro. Eventualmente in zona si possono percorrere altri "Viaz" meno impegnativi, anche attrezzati con corde fisse.

rifugio Bosconero e forcella Toanella

gruppo dolomitico del Bosconero versante Val Zoldana, Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi
Partenza: Lago di Pontesei (825) sulla strada Longarone-Forno di Zoldo.
Percorso: Sentiero x il rif. "Casera Bosconero" (1.457) poi ripido ghiaione sull'angusto canalone che porta alla forcella (2.150).
Tempi: ore 2 al rifugio + 2 alla forcella + Ritorno.
Dislivello: 700 m. al rifugio + 700 m. alla forcella.
Difficoltà: facile fino al rifugio poi difficile (più che altro faticoso ghiaione), e non avventurarsi oltre per carità! (eventualmente vedi sotto per salita a Cima Bosconero).
Variante: Da forcella Cibiana x forcella Ciavazole - rifugio Bosconero - forcella del Matt - bivacco Campestrin - forcella Bella (Sassolungo di Cibiana) - forcella Ciavazole - forcella Cibiana. Bellissimo anello di 2 giorni, senza particolari difficoltà ma molto lungo specie per il tratto forcella del Matt - bivacco Campestrin. Sconsigliabile all'incontrario per la faticosissima salita a forcella Ciavazole.
Salite consigliabili: Da forcella Ciavazole alla Cima Sfornioi Nord: facile e segnalata fino sotto la punta finale, poi 50 metri di arrampicata di I grado (solo per esperti). Bellissima vetta. Cima di Bosconero: Da forcella Toanella per il faticosissimo ghiaione a sinistra (dopo aver fatto il faticoso ghiaione della forcella) e poi enormi massi e rocce rotte. Facile, di grande soddisfazione. Ore 2 x forcella + 2 x vetta + 1,30 ritorno al rifugio.

rifugio Sasso Bianco e cima Sasso Bianco

Alleghe in Val Cordevole, sottogruppo della Marmolada
Partenza: Piaia (1.160)(difficoltà parcheggio) fraz. di San Tomaso Agordino (Cencenighe).
Percorso: stradina a tratti ripida, rifugio Sasso Bianco (1.840), sentiero Sasso Nero e Cima Sasso Bianco (2.407).
Difficoltà: facile. 700 m. al rifugio (ore 1,30) + 600 m. (ore 1,30) alla vetta + ritorno.
In alternativa salire partendo dal villaggio di Caracoi, raggiungibile in auto per una stradina che sale dal santuario della Madonna delle Grazie.
Note: Splendido balcone sulla parete nord ovest del Civetta e, dalla vetta, sulla Marmolada.

monte Pore

Colle Santa Lucia - passo Giau
Partenza: Colle Santa Lucia m. 1450.
Percorso: evidenti indicazioni: stadina verso Canazei, scorciatoie, forcella Pore, bivacco degli Alpini, Cima Pore m. 2405, ritorno per lo stesso sentiero oppure traversata verso Fedare e il passo Giau (molto consigliabile).
Difficoltà: facile. Dislivello 1000 m. Salita 2-4 ore, discesa 1-2 ore a Colle, 1 ora a al rifugio Fedare sulla strada per il Giau
Note: Splendida facile escursione sul boscoso e prativo monte, spettacolare panorama dalla vetta.

giro completo del Monte Pelmo

massiccio dolomitico del monte Pelmo
Partenza: forcella Staulanza (1.773) sulla strada Val Zoldana - Alleghe.
Percorso: rifugio Città di Fiume, forcella Forada (1.980), forcella d'Arcia (2.470), rifugio Venezia (1.947).
Difficoltà: facile. Ripidi e grandiosi canaloni ghiaiosi nell'attraversamento della forcella Val d'Arcia che possono creare qualche difficoltà ad inizio stagione se innevati.
Tempi: ore 6-10 complessivamente.
Note: Meraviglioso e rinomato anello attorno ad una delle cime più spettacolari e famose delle Dolomiti.
Curiosità: Nel ghiaione sotto lo spigolo Sud del Pelmetto si trova un grosso masso di frana con le impronte di Dinosauri (indicazioni, 1 ora da forcella Staulanza)
Salita al Monte Pelmo (3.170): solo per escursionisti esperti accompagnati da un alpinista. La via normale pur non presentando difficoltà alpinistiche di rilievo porta ad una delle "grandi" cime dolomitiche e come tale va trattata con estremo rispetto. Si percorre la famosa "Cengia di Ball" (dal primo salitore: 1857), lunga quasi 1 Km., sempre molto stretta (1 metro e anche meno), insidiosa (specie in caso di rientro con il non improbabile brutto tempo) e con una esposizione mozzafiato. Il passaggio più delicato è il noto "Passo del Gatto", dove la cengia è sbarrata da una sporgenza. Anche nella parte alta vicino alla cima vi sono tratti difficoltosi, nonché faticosi, quasi sempre innevati. La cresta finale è impressionante con visioni incredibili sulle creste laterali dell’anello di cima, sottili come paraventi. Senza tema di smentita: è la più solenne vetta Dolomitica.
Tempo di salita 3-5 ore + 2-3 per la discesa. Dislivello 1.250 metri.

cima Lastoi di Formin

gruppo dolomitico della Croda da Lago
Percorso: passo Giau (2.236), forcella Giau, forcella Ambrizzola, forcella Formin, Cima Formin (2.657) e ritorno.
Difficoltà: facile ma si raggiunge una quota già abbastanza notevole di una importante cima dolomitica. 45 Min. a forcella Giau + 45 Min. a forcella Ambrizzola + 30 Min. a forcella Formin + 45 Min. alla Cima + 1,30/2 ore per il ritorno. 700/800 Metri di dislivello complessivo.
Note: Molto frequentato fino a forcella Ambrizzola, è il percorso dell’altavia n. 1 delle Dolomiti. Da qui a sinistra a forcella Formin. Per la vetta solo tracce segnalate da ometti di sassi sulle grandiose bancate di dolomia. Sconsigliato in caso di nebbia, attenzione vicino alla vetta le pareti precipitano a picco per centinaia di metri. Grandioso panorama. Bellissime distese erbose fiorite sui prati vulcanici del Mondeval dove si trova l’importante sito archeologico di una sepoltura preistorica presso un grosso masso erratico.