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Ca' Vendramin nell'isola di Ariano Polesine nel Delta del Po

isola di Ariano nel Polesine - delta del fiume Po

isola fluviale di Ariano nel Polesine


Il nome dell'isola deriva da Adria (Atria), l'antica città un tempo grande porto sull'Adriatico, mare che a sua volta prende il nome dall'importante città.
Il territorio dell'isola di Ariano, fino al X secolo denominato Adriano, era paludoso e lagunare ed era attraversato in epoca romana dalla via Popilia (132 a.C.) che congiungeva Rimini ad Aquileja, transitando per Adria. Tracce di questa via si trovano a San Basilio, località con scavi archeologici in comune di Ariano Polesine.
In epoca medioevale la direttrice di questa via divenne 'la Romea' (antica) luogo di transito per antonomasia dei pellegrini provenienti dal Veneto e dal centro Europa e diretti a Roma (pellegrini 'romei'), che facevano tappa nell'ormai vicina Abbazia di Pomposa.

Il Po di Gnocca, un tempo l'alveo principale del grande fiume, ha segnato per secoli il confine naturale tra le terre venete e la Romagna, in particolare tra la Serenissima Repubblica Veneta e lo Stato del Vaticano.
Con la caduta della Serenissima (1797 Napoleone e poi l'Austria), il Po di Gnocca fu confine tra l'impero Austro-Ungarico e lo stato Piemontese-Italiano, e curiosamente il territorio venne denominato Ariano Austriaco.

La grande isola fluviale tra il Po di Venezia e il Po di Gnocca è suddivisa in tre comuni
Ariano nel Polesine
borghi e località
  • Santa Maria in Punta
  • Rivà
  • Monti
  • Piane
  • Grillare
  • Creciara
  • Gorino Veneto
  • Torre
  • Bacucco
Comune di Ariano nel Polesine - www.comune.arianonelpolesine.ro.it
Taglio di Po
borghi e località
Comune di Taglio di Po - www.comune.tagliodipo.ro.it
Corbola
borghi e località
  • Garzara
  • Sabbioni
  • Spin
  • Borghetto
Comune di Corbola - www.comune.corbola.ro.it

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Museo Regionale della Bonifica a Ca' Vendramin di Taglio di Po


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Il complesso di Ca' Vendramin, costituito da capannoni industriali e casa d'abitazione per i dipendenti, risale agli inizi del '900, sui latifondi della nobile famiglia veneziana dei Vendramin, tra il Po di Goro il Po di Gnocca e il Po di Venezia, in comune di Taglio di Po nel restringimento ai confini con Porto Tolle.

Nel capannone principale si trovano i gruppi di idrovore a turbina, i generatori elettrici e la sala delle caldaie. Adiacenti altri locali adibiti a magazzini, officina meccanica, uffici.
Le idrovore di Ca' Vendramin avevano il compito di sollevare l'acqua dal canale interno detto 'Scolo Veneto', che fa da collettore di una capillare rete di canali di scolo che solcano tutta l'isola di Ariano, per travasarla sul Po di Goro più alto del piano di campagna e contenuto da imponenti argini.
Faceva parte di un complesso sistema di sollevamento comprendente anche altre strutture e idrovore secondarie disseminate nel territorio, come ad esempio l'idrovora Argana e l'idrovora Cappellona. Queste due, poste un po' più a valle, dipendevano da Ca' Vendramin in quanto funzionavano con l'energia elettrica prodotta dai motori a turbina a vapore di Ca' Vendramin.

La progettazione coordinata di un piano di bonifica integrato è curata dal Genio Civile di Rovigo ed inizia dal 1886.
L'impianto di Ca' Vendramin s'inserisce quale punto focale di tutto il lungimirante progetto e alla sua realizzazione si lavora dal 1900.
I lavori di costruzione iniziarono nel 1902, il complesso fu inaugurato nel 1905.
All'epoca destò meraviglia in tutta Europa, oggetto di studio era considerato uno dei progetti tecnologici più innovativi in campo idraulico, praticamente unico in Italia.
Le due idrovore minori sono progettate per funzionare fin dall'origine ad energia elettrica, mentre Ca' Vendramin si avvale delle macchine a vapore che producono anche energia elettrica per gli altri due impianti. Con il prezzo astronomico del carbone durante la Grande Guerra le caldaie vennero alimentate anche a legna e a canne palustri.
Il 'macchinario' di Ca' Vendramin era costituito da 4 turbine a vapore e una di riserva, alimentate da 10 caldaie a carbone. I fumi di scarico venivano convogliati da un camino sotterraneo alla ciminiera alta 60 metri. La potenza massima era di 11.000 litri di vapore al secondo.

Nel 1921 l'impianto viene parzialmente elettrificato e le caldaie originali 'Lagen Wolf' vengono sostituite con le più moderne 'Tosi', che ancora possiamo vedere perfettamente conservate.
Negli anni trenta l'idrovora è il centro irrinunciabile del Consorzio di Bonifica e permette progressi e risultati di soddisfazione nell'agricoltura dell'isola di Ariano, che sostiene una popolazione di 25.000 abitanti. Il consorzio s'impegna nel miglioramento fondiario e contribuisce alla costruzione di abitazioni rurali, magazzini e opere sociali.

Dagli anni cinquanta iniziarono problemi che misero in crisi il buon funzionamento di tutto il sistema.
Non si trattava di problemi meccanici relativi al funzionamento tecnico dei macchinari, davvero 'solidi' e 'affidabili' come mai in nessun altra epoca, compresi i macchinari attuali, bensì cause incontrollabili innescate dal vasto fenomeno della subsidenza (oltre mezzo metro) di tutta l'area del Delta, dovuto principalmente alle estrazioni di metano, sia in mare e sia nel ferrarese, che divennero economicamente importanti proprio in quegli anni.
Molte aree di campagna vennero riallagate dal mare, come la Sacca Scardovari, e il fenomeno fu anche concausa delle grandi alluvioni del 1957 e del 1960.
Il buon funzionamento dell'idrovora venne compromesso, non riuscendo più a sostenere il sempre più oneroso lavoro di pompaggio.
Vennero approntate delle idrovore accessorie a poca distanza, a Conca di Ca'Vendramin, e soprattutto fu necessario l'intervento sempre più importante dell'idrovora di Ca' Verzola a San Basilio, che alzava l'acqua gettandola sul Po di Goro più a monte.

L'attività di pompaggio venne definitivamente dismessa nel 1969.
La scena operativa è completamente cambiata, non solo è la crisi del Consorzio di Bonifica, ma è il segno di una vasta crisi sociale ed economica del Delta, con un cambiamento epocale dei metodi dell'agricoltura e l'abbandono di quasi tutte le cascine presenti in queste terre, con conseguenti drammi umani di abbandono ed emigrazione.
Il complesso industriale viene quasi abbandonato, tuttavia rimangono residenti alcune famiglie di operatori del vecchio consorzio, e nel 1978 nasce il nuovo Consorzio di Bonifica con la fusione di più realtà operative provinciali e regionali.

Dai primi anni ottanta diviene sede operativa del Consorzio di Bonifica Delta Po Adige.
Oggi, accuratamente restaurato e con tutti i suoi elementi e macchinari originali, è la sede del Centro Informativo e Didattico del Delta del Po e Museo Regionale della Bonifica.
Ca' Vendramin può rappresentare la porta d'accesso per la conoscenza e la visita del Delta del Po.


informazioni e orari di apertura
  • periodo di apertura: da marzo ad ottobre
  • orario: dal mercoledì alla domenica dalle 9:30 alle 12:30, sabato e domenica solo su prenotazione il pomeriggio dalle 15:00 alle 18:00
  • ingresso a pagamento (2 Euro)
  • visite guidate: sabato, domenica e nelle festività servizio guida ad orari prefissati, due turni il mattino e due il pomeriggio
  • informazioni, prenotazioni, contatti turistici: tel. +39 0426 81219

La visita al Museo della Bonifica di Ca'Vendramin a Taglio di Po è assolutamente imperdibile per gli appassionati di archeologia industriale. Un vero e proprio tuffo nel passato di cent'anni fa.

E' la prima tappa obbligata per scoprire il mondo delle bonifiche e dei canali che hanno permesso di rendere coltivabili questi vastissimi territori paludosi e parzialmente sotto il livello del mare. Per poi proseguire nella scoperta e nella conoscenza di moltissime altre idrovore del Polesine e del Delta.
Veramente interessanti la sala macchine, con le imponenti ruote e turbine idrovore, e la sala delle caldaie Tosi del 1921, all'esterno la grande ciminiera che disperdeva i fumi del carbone utilizzato nelle macchine a vapore. Sensazionale la sala officina, con torni, frese e attrezzi originali alimentati tutti da un unico albero motore.
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Mesola e Castello di Mesola (provincia di Ferrara)
Il castello di Mesola si trova lungo l'argine destro del Po di Goro, oltre il ponte di Rivà di Ariano lungo la strada Romea.
Fu residenza estiva degli Estensi, costruita a fine cinquecento. Il luogo era strategico per il passaggio della Romea non lontano dall'importante abbazia di Pomposa e per il controllo delle grandi bonifiche e del delta stesso. Allo stesso tempo divenne riserva di caccia con particolare riguardo al Gran Bosco della Mesola.
Attualmente è sede del Centro di Educazione Ambientale del Parco Delta del Po.

avvenimenti e manifestazioni ricorrenti nell'Isola di Ariano nel Polesine, Delta del Po
  • Ariano : gara degli aquiloni - marzo
  • Ariano : raduno nautico fluviale - III domenica di maggio
  • San Basilio : sagra di San Basilio - 14/16 giugno
  • Corbola : sagra di agosto
  • Ariano : agosto arianese
  • Ariano : i due Ariano, festa in costume - agosto arianese
  • Ariano : fiera di Ariano - III domenica di settembre
bibliografia Isola di Ariano nel Polesine, Delta del Po
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Rovigo e la sua provinciaAssessorato al Turismo Provincia di Rovigo
Ariano nel Polesine e la sua storiaU.Carzoli
Lotte contadine nell'isola di ArianoA.Tumiatti
Il mondo contadino - Poesie, leggende e racconti del PolesineT.Sega

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