"Poco a poco la nebbia si aperse, apparve a destra, nero, imminente,
il tragico Picco Astore, apparvero in un chiarore di sole pallido
pendenti grembi e molli dorsi di pascoli, alture nere gremite di
abeti, profili grandi delle creste di Val Posina."
salita al monte Spitz di Tonezza
Tonezza del Cimone - Contrà Sella 1050 m., cima Monte Spitz 1694 m.
Diff.: E - dislivello 700 metri - ore : 2:30 andata + 1:30 ritorno - segnavia Cai n. 537
La salita è relativamente facile, alla portata di qualsiasi escursionista con un minimo di allenamento. Eventualmente si può partire dai pressi del rifugio Melignon, sulla strada dei Fiorentini, accorciando notevolmente, ma anche sminuendo, la camminata.
Dal centro di Tonezza proseguire lungo la strada dei Fiorentini fino all'albergo ristorante Edelweiss dove si posteggia l'auto.
Incamminarsi lungo la strada provinciale (circa 500 m) fino ad incontrare sulla sinistra una mulattiera con indicazioni Monte Spitz.
La si segue verso nord ignorando le strade che la intersecano, si passa dietro due vecchie stalle e si continua fino al tornate della 'pozza del giazzo'. Sulla curva parte il sentiero dei tronconi, che ricorda l'attività dei boscaioli. Si segue il sentiero fino al passo della Vena di sotto e per strada bianca a al passo della Vena di sopra, da qui sulla destra un sentiero porta in breve in cima allo Spitz.
escursione al forte Campomolon
Tonezza del Cimone - Contrà Valle 1047 m, Monte Campomolon 1853 per la valle Barbarena e della Neve
Diff.: EE - ore : 3:00-3:30 - segnavia Cai 538
Dal centro di Tonezza salire per la strada dei Fiorentini, poco dopo aver superato la base aeronautica militare svoltare a sinistra e scendere in contrà Valle. Posteggiata lauto alla fine della valle prendere il sentiero sulla destra che in breve porta ad una monumentale fontana, puntare verso il soprastante baito e poi, aggirando a Sud, in piano, il Dosso delle Lustre, entra in Valle Barbarena Bastarda. Immessisi sul tracciato di una strada forestale, si raggiunge il fondo della Valle della Vena.
Dove la strada termina s'incontra subito una fresca sorgente (il Canaleto degli Alpini) e dopo poco si risale, tenendo in direzione Ovest, il dosso dei Sasson. A q. 1400 si piega verso Nord-Nord-Ovest fino a giungere in vista della provinciale Folgaria-Tonezza, le cui discariche hanno rovinato l'ultimo tratto della mulattiera. Attraversato l'asfalto in prossimità della galleria a q. 1627, si riprendono i tornanti del tracciato sopra l'argine della rotabile (la si supera con l'aiuto di due chiodi), piegando dopo alcuni tornanti in direzione Nord-Est, per raccordarsi, sul crinale dei Campomolon. Si segue la cresta in direzione Sud-Ovest fino a un pianoro sassoso, alla fine dei quale si continua, sulla sinistra, per mulattiera militare sul versante Sud-Est del monte.
Alla fine della mulattiera con un breve strappo si raggiunge la calotta cementata del Campomolon m 1853
salita al monte Cavioio e monte Cimone
Arsiero - quota 375 m c. sulla provinciale Arsiero/Tonezza - Monte Cavioio 1111 m, Monte Cimone 1226 m.
Diff.: E; EEA (se si vuole salire in cima al Cavioio) - ore : 3:00 - dislivello 851 m. - segnavia Cai 544-542
Si parte dalla provinciale Arsiero-Tonezza, 200 m dopo che da essa si è diramato il tronco stradale per Posina, a q. 375 c., subito dopo aver superata una breve caverna che sta a monte (c'è un cartello indicatore), puntando in direzione Nord. Si segue un tracciato abbastanza regolare che devia ad arco verso Nord-Ovest. Dopo che a q. 840 si è innestata, provenendo da sinistra, il sentiero 542b, si raggiunge a q. 1025 la base della paretina del Cavioio.
Salita al Cavioio (facoltativa):
Spostandosi poco a destra della paretina si trova una corda fissa e dei pioli che porta in pochi minuti alla cima, dominata da una croce (m 1111, ore 1:50), sulla quale sorge il bivacco Vettori tenuto sempre aperto.
Si prende verso Ovest il sentiero che aggirando la cima dei Cavioio, discende un tratto gradinato (attenzione alle persone in cima pericolo caduta sassi) per raggiungere in breve, con qualche saliscendi, il bivio di quota 1025 nei pressi della località Casón Bidése (ore 2:00); qui il percorso termina confluendo nell'it. 542. Continuando sempre in prevalente direzione Nord, si attraversa una galleria poco prima di Cima Neutra, che viene aggirata a Est per un canalone. Superato il canalone, piegando progressivamente verso Est per una traccia faticosa, si raggiunge il piazzale che sta a Nord della cima e la cima stessa del Cimone (m 1226, ore 2:45).
Note storiche:
Il Cimone, come tutte le montagne limitrofe, costituì l'ultimo baluardo contro l'irruzione austriaca durante la Strafexpedition della primavera del 1916.
Durante questa fase bellica, il M. Cimone con il Cavioio furono conquistati dalle truppe austriache.
La vetta del Cimone fu riconquistata dopo vari sanguinosi tentativi, da un manipolo di Finanzieri ed Alpini il 22 luglio 1916, e la quota fu sempre mantenuta per tutto il periodo bellico.
Con una mina di 14.200 Kg. di esplosivo, gli austrici alle ore 5:45 del 23 settembre 1916 fecero saltare la vetta. La cima del Cimone scomparve e con essa anche le meravigliose truppe che la difendevano trovarono la morte! Erano appartenenti alla Brigata Sele, alla 136a Compagnia Zappatori dei 63o Battaglione del Genio.
In tutto perirono o rimasero prigionieri o dispersi 10 Ufficiali e 1118 soldati.
L'effetto dell'esplosione si può oggi constatare guardando l'avallamento antistante la gradinata che porta al Sacello Ossario costruito sopra i corpi dei sepolti nelle viscere della montagna distrutta.
Ora e per sempre il Cimone sarà monte Sacro e quindi il contegno che si deve tenere in questo luogo è quello che si addice ad una tomba che racchiude le spoglia di uomini morti per follie ideologiche e futili motivi, un tempo divisi dal filo spinato ora affratellati in pace nel sonno eterno.
L'Ossario fu progettato dall'ing. Thom Cevese, padre dei professori Renato e Pier Giuseppe, e inaugurato il 22-9-1929 dall'allora Principe Umberto di Savoia.
Alpinismo
Cimoncello, per lo spigolo sud - via Spigolo Conforto
U. Conforto, L. Toffoli, M. Zacchi 26/5/1935
Il Cimoncello domina come unelegante prua di roccia la media Val dAstico. Sulle sue pareti sono stati tracciati parecchi itinerari darrampicata, frequentati per lo più a livello locale. La via più nota e ripetuta è quella che percorre lelegante spigolo meridionale : pur breve (circa 150 metri), si svolge su roccia ottima (specie nei tiri più difficili) ed è ben chiodata (anche spit in qualche punto di sosta). Si sottolinea che, nonostante la quota modesta (che lo rende consigliabile soprattutto nelle stagioni intermedie), si tratta di itinerario a carattere alpinistico. Utili i cordini per le clessidre.
Accesso : Dalla strada che sale da Arsiero a Tonezza, poco oltre la quarta delle numerose gallerie, ha inizio sulla sin. una traccia di sentiero, allinizio non molto evidente, che sale ripidamente nel bosco conducendo, in circa 45 minuti, a una selletta alla base dello spigolo sud. Salendo il facile zoccolo con vegetazione, si raggiunge lattacco (clessidra e bollo rosso).
1) Per facili rocce a un piccolo pulpito oltre il quale, superando due salti verticali e un po erbosi, si raggiunge un comodo terrazzino con alberi, oltre il quale lo spigolo diviene verticale (30 m; I, IV,III+).
2) Diritti su roccia compatta per alcuni metri, traversare a sin. 2 m e proseguire nuovamente diritti mirando a una piccola nicchia (numerosi chiodi), superare lo strapiombo della nicchia direttamente o sulla destra grazie a una magnifica lama e raggiungere un comodo terrazzino (28 m; IV+,V, 1 pass. di V+).
3) Salire il soprastante diedro fin sotto un piccolo tetto, uscirne a d. e, per fessure compatte e impegnative (chiodi) con delicata uscita finale a destra, guadagnare unesposta cengetta con libro di via (30 m; IV+,V,V+).
4) Superare il soprastante diedrino friabile (chiodo), uscirne a sin. e continuare più facilmente per un canalino e la successiva placchetta, raggiungendo un terrazzino con alberi (20 m; IV+,III).
5) Alzarsi a prendere una lista orizzontale, seguendo la quale si traversa a sin. 2-3 metri (chiodo), quindi obliquare più facilmente fino a raggiungere il tratto terminale e inclinato dello spigolo, lungo il quale si esce sul cengione sotto la cima, dove la via ha termine (35 m; IV-,II; è anche possibile riunire gli ultimi 2 tiri in uno unico).
Discesa : Seguire il cengione verso sin., in leggera discesa, costeggiando la parete fino a un grosso ometto. Da qui, abbassarsi per ripidi verdi fino al bosco e continuare sempre scendendo lungo un canalino detritico fino a un altro ometto. Senza più abbassarsi, costeggiare ora le rocce fino a ritornare alla selletta sottostante allo spigolo.